Fiorella Mannoia intona «Patronato rosso»

29/03/2010

Dopo il cinema e la tv gli spot per l’Inca/Cgil recitati in spagnolo, inglese, francese, portoghese Lo spot con Fiorella è andato così bene che l’Inca e la cantante hanno deciso di esportarlo. Da qualche settimana su La7 e al cinema è passato lo spot nel quale la brava Mannoia, dopo aver accennato qualche nota al pianoforte, promuove il patronato della Cgil con lo slogan: «Patronato Inca: tutti i sinonimi della tutela». Ma se non vi è capitato di vederlo potete sempre recuperarlo sul sito www.inca.it. Ora la stessa interprete registrerà lo spot in spagnolo, inglese,
francese e portoghese. E forse anche in tedesco, oppure in questo caso si useranno i sottotitoli. Poi i filmati verranno inviati alle sedi estere dell’Inca perché li diffondano sulle tv locali. L’Inca, presieduta da Raffaele Minelli, oltre alle circa 800 sedi operative in Italia, ha 38 uffici in Europa, 3 in Africa, 11 nell’America del Nord, 27 in quella del Sud e 5 in Australia, nei quali entrano complessivamente più di 600 mila connazionali ogni anno per il disbrigo di pratiche ( domande di pensione innanzitutto) o semplicemente per chiedere informazioni e magare sentirsi per un momento di nuovo in Italia. E l’effetto traino della Mannoia certamente aiuterà. Del resto, visto che i patronati (il solo Inca ogni anno viene contattato da circa 5 milioni di persone), insieme con i Caf, sono e saranno in prospettiva tra i principali canali di proselitismo per il sindacato, è ovvio che la Cgil concentri su questi i propri sforzi promozionali.
**** A proposito di proselitismo, continua la polemica tra Cgil e Cisl sul numero degli iscritti. Il sogno nel cassetto del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni , è di superare la Cgil per numero di tessere tra i lavoratori attivi. Secondo i dati relativi al 2009 la distanza si è ridotta a circa 300 mila iscrizioni. La Cgil dichiara infatti poco più di 2,6 milioni di tessere tra i lavoratori e la Cisl circa 2,3 milioni. Ma secondo la Cisl ci sarebbero almeno 2 casi di iscrizioni gonfiate nella Cgil. Il primo è quello dei lavoratori immigrati. Liliana Ocmin, responsabile del settore per la Cisl, dice che la Cgil non può averne oggi 380 mila contro i 300 mila dichiarati solo 8 mesi fa. La Cgil replica dicendo che si tratta semplicemente dell’effetto conseguente all’entrata in funzione dell’anagrafe informatizzata degli iscritti. Il secondo caso riguarda gli edili. Il segretario della Filca-Cisl, Domenico Pesenti, che dichiara 300 mila iscritti, contesta i dati della Fillea- Cgil, che ne denuncia 367mila: «La Filca è il primo sindacato in edilizia, dove le deleghe sono certificate dal sistema delle Casse edili, costituito dall’Ance e dagli stessi sindacati, Fillea compresa” L aCgil ribatte che alla Filela sono iscritti anche i lavoratori del legno, del cemento e delle altre industrie affini. Ma Pesenti sosteinte che il suo sindacato è primo “dalle stime in nostro possesso” anche in questi settori. È evidente che da queste beghe si può uscire solo attraverso un sistema certo di certificazione degli iscritti, come c’è per esempio nel pubblico impiego grazie alla legge Bassanini. La Fiom Cgil di Gianni Rinaldini sta raccogliendo le firme sotto proposta di legge di iniziativa popolare che valga il privato. Ma Bonanni boccia l’Iniziativa e sostiene che prima ci vuole l’accordo tra i sindacati.