Fiorani e il crack Parmatour: iniziato il processo

10/01/2007
    mercoledì 10 gennaio 2007

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      Fiorani e il crack Parmatour,
      iniziato il processo

        Gianpiero Fiorani a giudizio a Parma. È cominciato ieri al tribunale della città emiliana il processo sul crack di Parmatour, il grande impero turistico già parte della galassia Parmalat. L’udienza preliminare vede imputate in totale 53 persone, tra cui l’ex patron Parmalat, Calisto Tanzi, i suoi figli Stefano e Francesco, l’ex direttore finanziario di Parmalat, Fausto Tonna. Tra i 53 imputati c’è anche Gianpiero Fiorani, l’ex banchiere della Banca Popolare Italiana (già Popolare di Lodi).

        L’inchiesta Parmatour è legata a circa 350 milioni di euro che sarebbero stati distratti da Parmalat e società collegate per essere destinati a coprire i buchi della holding del turismo. Fiorani è indagato in relazione a 25 milioni di euro che l’allora Banca Popolare di Lodi avrebbe versato a Parmatour. Secondo gli inquirenti, il finanziamento personale concesso a Tanzi dalla Popolare di Lodi venne poi utilizzato dall’industriale di Collecchio per coprire i buchi di Parmatour. Per ottenere il credito, Tanzi aveva offerto in garanzia alla Popolare di Lodi un’ipoteca su terreni in Toscana e nel Lazio. Immobili in garanzia per un valore di circa 45 milioni di euro, che però non sarebbero stati giudicati sufficienti dal gruppo bancario lodigiano, stando ad accertamenti effettuati dagli inquirenti. L’episodio del prestito da 25 milioni di euro era stato rivelato da Fausto Tonna nel momento in cui era scoppiato il caso Parmalat.

        Nel corso dell’udienza di ieri, la nuova Parmalat di Enrico Bondi si è costituita parte civile nella duplice veste di creditore di Parmatour e di titolare della procedura. L’avvocato della Parmalat, Marco De Luca, ha anche citato quale responsabile civile Capitalia: due capi di imputazione riguardano infatti il direttore di una filiale di Pop Carire, poi fusa in Capitalia. Secondo il legale «un dissesto come quello della galassia Parmalat non può essere stato causato solo da Tanzi o da qualche ragioniere di Collecchio. Le responsabilità sono molto più elevate e significative».

        Il processo è stato rinviato al 30 gennaio mentre il giorno dopo, il 31, si svolgerà l’udienza preliminare per il filone principale (il crack Parmalat). In quella occasione il giudice per le udienze preliminari Domenico Truppa deciderà se riunire o meno i vari filoni dell’inchiesta. In caso di riunificazione il maxiprocesso Parmalat conterà più di cento imputati.