Fiom: per la «nuova sinistra» una festa in stile Unità

04/05/2007
    venerdì 4 aprile 2007

    Pagina 11 – Politica

    A TORINO NELL’AREA DI UNA EX FABBRICA

      Fiom, per la «nuova sinistra»
      una festa in stile Unità

        Vera Schiavazzi

          TORINO — Una festa del lavoro, ma anche una riedizione riveduta e corretta delle antiche «Feste dell’Unità», dove gli operai, una categoria che da poco è tornata ad essere visibile, possano interrogare la sinistra. L’iniziativa è stata decisa ieri dalla segreteria della Fiom torinese, dopo il successo di altri appuntamenti dei giorni scorsi in favore degli operai della Bertone, lo storico carrozziere torinese nel pieno di una grave crisi.

          L’appuntamento è per l’inizio dell’estate nel quartiere operaio di borgo San Paolo, nei giardini lasciati liberi da una fabbrica, la ex Capamianto. E proprio in un ex fabbrica della zona, del resto, la Fiom si è già trasferita da un anno, «divorziando» così dalla casa comune della Cgil. Tra gli invitati ai «faccia a faccia» con gli operai della Fiom — 21.000 iscritti a Torino e Provincia, tra i quali 1.200 delegati — il sindaco Sergio Chiamparino, il leader degli scissionisti ds Fabio Mussi, il ministro del Lavoro Cesare Damiano, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano. «Le vecchie feste dell’Unità erano molto importanti per la sinistra perché spesso era lì che la base aveva la possibilità di incontrare i leader e discutere con loro — spiega Giorgio Airaudo, segretario della Fiom torinese —. Con questa iniziativa, vogliamo creare un luogo nel quale sia possibile chiedere alla sinistra italiana che si sta riorganizzando in che modo ritiene di rappresentare i lavoratori. I quali hanno la sensazione precisa che questo governo si sia, almeno fin qui, ricordato poco di loro e lo attendono al varco su temi come le pensioni, sui quali tutti, politici e sindacalisti, ci giochiamo la nostra credibilità. Alla nostra festa, proprio come avviene alle assemblee di fabbrica, i lavoratori avranno la possibilità di conoscere tutte le idee, da quelle "lib-lab" di Damiano fino all’estrema sinistra». Ma è vero che la Fiom vuol giocare da protagonista nella nascita della nuova forza politica a sinistra del Partito democratico? «I sindacalisti non devono diventare dirigenti di partito — risponde Airaudo — ma devono e possono partecipare al dibattito dal quale nasceranno le nuove forze. Credo che sia un grande bisogno di unità a sinistra e che abbia un senso costruire un partito alternativo a quello democratico solo se i temi del lavoro e della difesa dei lavoratori saranno al centro del suo programma». Alla Festa della Fiom, che non ha ancora un nome ufficiale, ci saranno i tradizionali ristoranti, compresa una versione aperta a tutti della mensa di fabbrica. E, tra gli invitati d’onore, i leader dei movimenti che in questi anni sono stati appoggiati dai metalmeccanici della Cgil, spesso in polemica con il resto del sindacato, come i no Tav.

          Senza dimenticare i giovani volontari legati al Gruppo Abele, insieme ai quali la Fiom già sostiene un giornale a Torino, «Nuovasocietà», riedizione di una testata storica della sinistra diretto dall’ex sindaco Diego Novelli.