Fiom, azioni legali per il contratto. Ad agosto crollano le vendite Fiat

02/09/2010

Nelle ultime settimane imprenditori ed analisti hanno sviluppato una
singolare passione per la parola «deroga», ripetuta
come un mantra salvifico, soluzione a qualunque incomodo posto da contratti e sindacati sgraditi. Al leader della Fiom Maurizio Landini, dunque, tocca fare una
precisazione lessicale o, meglio, andare alla sostanza delle cose: «Se è possibile derogare al contratto nazionale vuol dire che non c’è più un contratto nazionale nel nostro paese».
LA MOBILITAZIONE FIOM L’ultima proposta lanciata dal presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, per accontentare la Fiat ed evitarne l’uscita dall’associazione confindustriale, riguarda proprio l’introduzione della completa derogabilità del contratto nazionale delle tute blu. In parole povere, la sua completa cancellazione: se una regola può essere sempre derogata, allora non è più una regola, e per il mondo del lavoro si aprirebbe una fase di «imbarbarimento sociale». Per questo Landini, incontrando i cronisti, ha rilanciato la mobilitazione promossa dalla Fiom per sabato 16 ottobre come «manifestazione rivolta a tutte le forze sociali e all’opinione pubblica perchè il lavoro è un bene comune ed è interesse generale difenderlo». Il momento storico lo richiede: di fronte alle iniziative del governo sullo statuto dei lavori e alla luce della vertenza Fiat «c’è un’emergenza democratica in questo paese ». Serve respingere la «teoria per cui bisogna diminuire i diritti e i salari per produrre» e «mettere al centro il lavoro, la legalità, la democrazia, i diritti e un vero contratto nazionale di lavoro». Nel frattempo, la Fiom continuerà a contrastare l’offensiva al contratto, anche giudizialmente, portando in tribunale le aziende in caso di disdetta da parte di Federmeccanica, visto che per le tute blu Cgil l’unico contratto in vigore è quello unitario del 2008, che scadrà a fine 2011. Vale anche per la Fiat, con la quale Landini si dice disponibile a «sviluppare una vera trattativa, ma applicando i contratti e le leggi esistenti », perchè «scegliere la strada dello scontro non fa bene nè al Paese nè alle fabbriche che, senza consenso, fanno fatica a produrre».
IL MERCATO DELL’AUTO Intanto ieri la casa automobilistica torinese ha registrato una pessima giornata sul fronte economico. Le brutte notizie arrivano con i dati di agosto sul mercato dell’auto, dopo una seduta di Borsa positiva in cui il titolo del Lingotto ha guadagnato il 4,38%. Poi la doccia fredda: nel mese appena trascorso le vendite di automobili in Italia sono scese del 19,27%, a 68.718 unità, il livello più basso mai rilevato negli ultimi 17 anni. E il gruppo Fiat ha immatricolato oltre 21mila vetture, con un calo del 26,39% rispetto a un anno fa, corrispondente ad una quota del mercato nazionale del 30,65%, in netta diminuzione rispetto al 33,62% del 2009.