Fiom al 40%. Nella Cgil ora scoppia il caso-Bologna

24/02/2010

Nella guerra dentro la Cgil, tra la mozione di Epifani e quella di minoranza di Rinaldini, Bologna è diventata un caso. Sotto le Due Torri, la prova di forza della Fiom c’è stata. Per eleggere il nuovo segretario della Camera del Lavoro bisognerà fare, per forza, i conti con la seconda mozione. Ieri la Fiom, contravvenendo al rigido disciplinare della Cgil, ha diffuso i risultati ufficiali del congresso. Alla faccia della batosta subita a livello nazionale (dove non ha superato il 17 per cento), lungo la via Emilia, la mozione due ha ottenuto un risultato ben più lusinghiero. A Bologna ha strappato il 38,95 per cento.
Un dato che vale addirittura la maggioranza (54,45%) se si considerano solo gli attivi. Tra i pensionati, infatti, il documento di Epifani ha raccolto quasi l’unanimità. In Emilia-Romagna la mozione due dovrebbe aggirarsi sul 31 per cento nel dato complessivo e sul 42 per cento considerando gli attivi. La joint venture tra meccanici, dipendenti pubblici e bancari, ha invece stravinto nelle fabbriche con l’83 per cento.
Ieri la giornata conclusiva del congresso provinciale della Fiom (che ha confermato il segretario, Bruno Papignani) è stata dedicata al leader nazionale delle tute blu, Gianni Rinaldini. «In alcune zone i risultati delle votazioni sulle mozioni per il congresso della Cgil non sono credibili», ha attaccato Rinaldini. «I dati — ha detto il segretario nazionale— non saranno certificati all’unanimità dalle commissioni. In alcune realtà i voti sono raddoppiati o triplicati rispetto al passato, e spesso sono proprio quelle realtà dove è stata presentata alle assemblee solamente la mozione uno». Una situazione che però, non si è verificata né a Bologna né in Emilia-Romagna, dove i risultati sono stati certificati all’unanimità dall’organo di garanzia.
La guerra in corso a livello nazionale condiziona inevitabilmente anche i congressi locali. Soprattutto a Bologna, dove la mozione due, forte del buon risultato, si può permettere di fare la voce grossa. Proprio in merito alle tensioni che si respirano all’interno della Cgil, ieri Duccio Campagnoli ha invitato tutti a sotterrare l’ascia di guerra. «La cosa più importante per i lavoratori in questo momento è l’unità», ha ammonito l’assessore regionale alle attività produttive (già segretario della Camera del Lavoro di Bologna).
Intanto lunedì si aprirà il congresso bolognese (spetterà all’attore Moni Ovadia inaugurare i lavori). Mercoledì, invece, dovrebbe fare capolino sotto le Due Torri, Guglielmo Epifani. A quel punto, però, i giochi potrebbero già essere chiusi. Oggi, con l’assise dei pensionati, si chiarirà l’esatta composizione dei delegati al congresso. Poi partiranno le trattative informali e le due mozioni potrebbero trovare l’accordo già questa settimana.