Fiom, a Bologna fischi per la Camusso

28/01/2011


La leader Cgil non annuncia lo sciopero generale. Oggi lo stop delle tute blu
BOLOGNA – Trentamila tute blu in piazza a Bologna hanno reclamato lo sciopero generale, in una sorta di anteprima della manifestazione della Fiom che oggi vedrà sfilare cortei in tutta Italia. Fischi a Susanna Camusso, mentre il segretario Cgil pronunciava il suo discorso sul sottofondo di cori che scandivano ininterrottamente lo slogan: "sciopero-sciopero". La Camusso, rea agli occhi della piazza di non aver nemmeno mai citato lo sciopero generale invocato dai metalmeccanici, alla fine è scesa dal palco senza commenti. «Non può far piacere essere contestati, lei ha la stoffa e ha tenuto duro», ha detto il segretario bolognese della Cgil, Danilo Gruppi.
Contro il "modello Marchionne", in difesa del contratto nazionale, ieri gli operai della Ferrari, della Ducati Motor, della Lamborghini e della Maserati, hanno fatto la prova generale della prima grande mobilitazione dopo il referendum di Mirafiori. I fischi a Susanna Camusso non sono stati rivendicati da Maurizio Landini: «Non facciamo altre discussioni, non servono – ha detto il segretario generale Fiom – una parte della piazza ha chiesto lo sciopero generale, ma non è qui che si decide». «A fischiare sono stati giovani e studenti» ha detto Danilo Gruppi. Il tam tam però è stato insistente: lo sciopero generale lo chiedevano gli striscioni, uno anche calato dal palazzo del Comune dai centri sociali, gli slogan, e anche lo stesso Landini dal palco. «Credo sia il momento di dire con chiarezza che tutta la Cgil metta in campo lo sciopero generale in tutto il Paese – ha scandito il leader Fiom – per sconfiggere Confindustria e cambiare Governo». La Camusso non ha raccolto, puntando al premier Berlusconi («Quanti investimenti fa perdere il presidente del Consiglio al Paese?»), al ministro Sacconi («Cosa c´è di più concreto per scioperare di un contratto nazionale?»).
Davanti a Susanna Camusso c´era una piazza gremita di operai, studenti, giovani dei centri sociali, persino scrittori bolognesi. Gli operai sono arrivati da tutta la regione con 180 pullman, un giorno prima che nel resto d´Italia perché oggi a Modena è festa patronale. Il corteo delle tute blu, guidato dagli operai della Ferrari, e il gruppo degli studenti (circa 500) hanno "circondato" il centro cittadino, bloccato la circolazione, invaso pacificamente le strade e le piazze. Ma questa volta la guerra di cifre sull´adesione non è solo con gli industriali. Anche Fim-Cisl porta l´esempio di «fabbriche dove nessuno ha scioperato», mentre il sindacato che ha firmato l´accordo con Marchionne parla di «adesione in media con gli altri scioperi della Fiom». Da Unindustria arriva la stima del 34,1% dei dipendenti, il 44,6% degli operai, complessivamente in sciopero.
La battaglia per lo sciopero generale prosegue oggi, con i Cobas che incroceranno le braccia insieme agli operai e sfileranno a Roma, mentre nel Lazio la Fiom manifesta a Cassino. Poi Milano, Torino, Genova, Pomigliano d´Arco, Bari, Termini Imerese e le altre piazze, in 17 manifestazioni regionali e 4 provinciali, scelte dal «sindacato resistente».