Finita l’odissea Selfin, con Comdata torna a produrre

26/02/2007
    domenica 25 febbraio 2007

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    Convegno a Napoli sul futuro dell’azienda casertana. Lavorerà per realizzare reti telematiche

      Finita l’odissea Selfin, con Comdata torna a produrre

        NAPOLI — Sembra che per una brutta storia, come quella dell’azienda casertana Selfin, ci sia almeno un buon epilogo. Bistrattata da Ibm ( di cui faceva originariamente parte) che a gennaio 2005 la vendette alla Metfin tramite una discussa applicazione della cessione del ramo d’ázienda, ricorsa alla legge « Prodi bis » per ottenere almeno l’estromissione, dell’allora amministratore Enrico Morini, dalla parte decisionale, a causa dell’incombente fallimento.

          Ora pare che per i 150 lavoratori rimasti nonostante tutto, quelli che hanno dato battaglia tra scioperi della fame, occupazioni, quando non vedevano lo stipendio da mesi e mesi; insomma, pare che per loro il futuro sia roseo. Il nuovo datore di lavoro, che si è aggiudicato la gara per l’ácquisto dell’azienda casertana, si chiama Comdata. E ha già ricevuto ieri mattina un importante incarico dall’assessore alle Attività produttive Andrea Cozzolino, durante il convegno indetto dalla Filcams Cgil per discutere della nuova acquisizione, al quale hanno partecipato il capogruppo del Prc alla Camera, Gennaro Migliore, Paolo Ruta ( in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo economico), una delegazione della Comdata, l’assessore casertano Enrico Milani, la segretaria nazionale Filcams Cgil Lori Carlini, più altri rappresentanti del sindacato e dei lavoratori. « Siete in grado — dice Cozzolino, rivolgendosi direttamente alla platea di dipendenti — di creare un programma per snellire la pubblica amministrazione? Abbiamo sportelli unici senza rete, e iniziative territoriali senza rete. A voi chiedo di consegnarci quei contenuti tecnologici che potrebbero consentirci di diventare leader nell’énformatizzazione dell’ámministrazione pubblica » . Poi, in merito alla migrazione di ex dipendenti Selfin verso il Nord, l’assessore re gionale dice: « A un costo sociale molto alto che la Campania si trova ora a dover pagare. L’impegno che i nuovi proprietari dovranno assumersi, sarà quello di rilanciare la propria azienda come punto d’eccellenza nel Mezzogiorno. A fronte dell’apertura, da parte di Ibm, di un centro multilinguistico a Soccavo che assorbirà più o meno lo stesso numero di dipendenti « licenziati » dalla multinazionale, sono diversi i sindacalisti che si interrogano sulla singolarità delle contingenze, esigendo che si faccia luce sull’accaduto.

            Stefano Piedimonte