Finita l’emergenza dei conti pubblici

07/03/2007
    mercoledì 7 marzo 2007

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    Finita l’emergenza dei conti pubblici

      Padoa-Schioppa: puntare su industria e produttività.
      La Bce prepara un aumento dei tassi

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        FUORI DALL’EMERGENZA L’allarme rosso è finito, ma la strada della stabilità è ancora lunga. È il messaggio che Tommaso Padoa-Schioppa manda da Madrid in occasione dell’incontro bilaterale Italia-Spagna. «Il governo oggi ha di fronte non più l’emergenza dichiara il titolare dell’Economia – ma il consolidamento dei conti pubblici e della crescita». Nella due giorni iberica il Tesoro fa piazza pulita dei rumors: nessun accenno alle numerose partite industriali in atto in questo momento tra le due penisole: Enel-Endesa, Autostrade-Abertis, Telefonica-Telecom (per non parlare del settore bancario) . «La mia visita a Madrid era organizzata da tempo à- dichiara Padoa-Schioppa – Può sembrare strano ma non ha niente a che vedere con le questioni di strategia industriale».

        Le due ore di colloquio con l’«omologo» Pedro Solbes sono state circondate dal più stretto riserbo. In agenda i temi da affrontare al prossimo vertice europeo di domani e venerdì dedicato ai temi dell’energia e agli obiettivi di risparmio energetico proposti dalla Germania. Proprio dall’Europa arriva anche la conferma della ripresa economica nel Vecchio continente. Il Prodotto interno lordo (Pil) dell’Eurozona è cresciuto del 2,6% nell’arco del 2006, rispetto alla crescita dell’1,4% registrata nel 2005. L’Ufficio statistico dell’Ue indica inoltre che nell’ultimo trimestre del 2006 la crescita in Eurolandia è stata dello 0,9% su base trimestrale e del 3,3% su base annua. Insomma, lo sprint c’è stato proprio mentre oltre oceano la crescita cominciava a fiaccarsi (solo lo 0,6 per gli Usa nell’ultimo trimestre dell’anno scorso). In questo contesto la Bce si appresta ad alzare il costo del denaro nella rionione del consiglio direttivo di domani. I tassi dovrebbero essere fissati al 3,75 dall’attuale 3,50%. Si tratterebbe del settimo ritocco in quindici mesi ed avverrebbe in un contesto di crescita continua ma senza inflazione. La vera domanda è sul come l’Eurotower si muoverà d’ora in poi. molti sostengono che un altro aumento dei tassi avrà luogo in giugno, quando il costo del denaro verrà portato al 4%, livello sul quale stazionerà fino alla fine dell’anno. Ma c’è anche chi sostiene che i tassi saliranno fino al 4,25% entro il 2007.

        Se la Mitteleuropa continuerà a «tirare», sarà un bene per l’Italia che oggi si trova davanti la sfida della crescita duratura. Padoa-Schioppa ha sottolineato a Madrid che questa sfida si «vince in diversi campi: il settore pubblico è uno di questi, si tratta di recuperare redditività ed efficienza. Un altro è il completamento delle riforme dello stato sociale, dalle pensioni al sostegno per chi ha perso il lavoro. Uno infine è avviare la contrattazione del settore privato in modo da mettere al centro la produttività». L’Italia volta pagina e deve «uscire dalle rendite e puntare sulla produzione, quindi esporre le imprese ma anche i professionisti al confronto del mercato». Nessun accenno ai piani allo studio per redistribuire il «tesoro» di maggiori entrate del 2006. Il ministro resta molto cauto: solo dopo la trimestrale si capirà quento è strutturale. E solo più tardi si capirà l’andamento segnali sulla spesa pubblica nel 2007, vera incognita per il Paese.