Fini: sulla previdenza è necessario il consenso

24/01/2003




Venerdí 24 Gennaio 2003
ITALIA-LAVORO


Fini: sulla previdenza è necessario il consenso


ROMA – L’Unione europea ha approvato, sia pure con riserva, la manovra economica del Governo che si è rivelata una «prova di saggezza politica». Ma, nel momento in cui ripartirà l’economia, occorrerà avviare interventi strutturali come la riforma delle pensioni per la quale bisognerà evitare tensioni sociali e studiare forme di incentivi volontari per rimanere al lavoro. Così il vicepremier Gianfranco Fini ha rivendicato ieri, nel corso di un convegno di An sulla contrattazione, «l’elemento di saggezza politica» che sta dietro l’emenazione di provvedimenti come le "cartolarizzazioni" e le "una tantum" che hanno evitato di «mettere le mani nelle tasche degli italiani». Fini ha sottolineato che «i diciotto mesi alle spalle del Governo stanno a dimostrare che non è vero che non si è fatto nulla per avviare un momento virtuoso dell’economia nazionale. Coloro che sembravano nelle condizioni di dare lezioni all’Italia oggi si trovano in condizioni molto peggiori». Il riferimento di Fini è alla Germania (procedura antideficit eccessivo) e alla Francia (primo avvertimento). Ma nel momento in cui ripartirà l’economia, ha tenuto a precisare Fini, «la ripresa andrà accompagnata con interventi strutturali come la riforma già avviata del sistema fiscale, quella del mercato del lavoro e quella delle pensioni». Su quest’ultimo capitolo il vicepremier ha tenuto a precisare che l’innalzamento dell’età pensionabile "ope legis" è «un’assunzione di responsabilità che determinerebbe forti contrasti sociali». Per questo Fini si è augurato che «le parti sociali più avvedute e responsabili siano d’accordo con la necessità di studiare forme di incentivo volontario per rimanere sul posto di lavoro». Sulla stessa lunghezza d’onde anche il viceministro dell’Economia, Mario Baldassarri (An), secondo il quale «i dati danno ragione al Governo non solo sul piano nazionale ma anche su quello europeo come abbiamo recentemente verificato all’Ecofin». Baldassarri ha ricordato che «il Governo ha dovuto subire allarmismi e catastrofismi perché ovviamente l’andamento del fabbisogno è accidentale e stagionale» e ha auspicato una visione più pacata per evitare quella mania di seguire i conti pubblici come se fosse la trasmissione del «calcio minuto per minuto». Baldassarri ha ripreso il ragionamento del presidente del Senato Marcello Pera sulla necessità di fare le riforme istituzionali per varare anche quelle economiche. La strategia, ha spiegato il viceministro, prevede un triangolo di riforme: quella fiscale, le pensioni e il rilancio delle reti infrastrutturali.