Fini: “Lo Statuto dei lavoratori è vecchio. Aboliamolo”

03/04/2001

 











Martedi 3 Aprile 2001



POLITICA
Fini: "Lo Statuto dei lavoratori è vecchio. Aboliamolo"

di Fabio Luppino


ROMA L’importante è parlare chiaro in politica, sapendo quel che si dice. Sull’annosa questione del cerare lavoro e su quanta flessibilità serve ieri si è pronunciato uno degli alleati del "presidente operaio", Gianfranco Fini. Il leader di Alleanza nazionale non ha dubbi: bisogna abolire lo Statuto dei lavoratori.

«Lo statuto dei lavoratori – ha detto Fini – è vecchio di trent’anni, siamo in un altro mondo. Qualcuno dice che è più facile divorziare dalla moglie che liberarsi di un lavoratore anche quando non c’è più il rapporto fiduciario». Come è noto i rapporti di lavoro sono rapporti fiduciari, invece che rapporti basati sulle leggi.
Ma Fini non se ne cura e in un’altra parte del suo discorso sull’occupazione ribadisce il concetto. ‘Il Centrosinistra si accontenta dei dati Istat per dire che l’Italia cammina. Non si accorge che gli altri Paesi corrono.
Se vogliamo più occupazione dobbiamo introdurre più flessibilità e ridurre la pressione fiscale", ha detto il presidente di An parlando ai commercianti all’Unione del Commercio di Milano. Fini, a nome del Polo, e visto che si trovava davanti ad un pubblico sensibile come quello dei commercianti al tema del fisco, ha messo insieme capra e cavoli e ha fatto l’esempio per dire quali sono oggi i limtii alla libera intrapresa. «Non è pensabile che in aziende con una decina di dipendenti o a conduzione familiare il titolare debba versare uno stipendio di un milione e mezzo al lavoratore e versare allo Stato una cifra uguale in tasse. Così si alimenta il lavoro nero».