Fine del sottocosto, sconto solo sul totale della spesa

17/10/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Commercio – Il governo sta sciogliendo i «nodi» dei supersconti

    Fine del sottocosto, sconto solo sul totale della spesa
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – Rivoluzione in vista nelle promozioni: si profilano sconti a raffica nei negozi sulla busta della spesa, ossia sugli scontrini, e non più tanto sui singoli prodotti. Il ministero delle Attività produttive, dopo aver deciso di far slittare ad aprile l’entrata in vigore della regolamentazione sulla vendite sottocosto (si veda «Il Sole-24 Ore» del 5 ottobre) si prepara a pubblicare un provvedimento per chiarire i tanti punti farraginosi della normativa. E si annuncia battaglia sul complesso nodo degli sconti tra industria e distribuzione e di come vadano considerati alla fine del calcolo del costo reale di un prodotto. Intanto il ministero, nella bozza della circolare sul sottocosto, ribadisce che la normativa sul sottocosto non si applica alle imprese grossiste, mentre riguarda solo i dettaglianti. Escluse dall’applicazione anche le cosiddette forme speciali di vendita (apparecchi automatici, corrispondenza, televisione, a domicilio, senza locali appositi). Esclusi dalla normativa anche gli ambulanti anche se dettaglianti. Via libera dunque, senza limitazioni, anche agli sconti effettuati su un ammontare di spesa, ossia sconti in percentuale su un totale di venduto, senza riferimento ai singoli prodotti, oppure nel caso di abbinamento tra prodotti. E si tratta di tipologie di sconti che con l’euro avranno più spazio, vista la rivoluzione che riguarderà le scale dei prezzi per prodotti e per categorie. E la difficoltà di articolare le promozioni, soprattutto in Italia. Inoltre la superficie di riferimento per i negozi dovrebbe essere calcolata sul totale degli esercizi nella provincia. Particolarmente rilevante sarà il repertorio aggiornato da parte delle Camere di commercio sulle metrature commerciali nelle varie provincie. Vengono poi precisate le modalità di comunicazione al Comune e i criteri di calcolo dei tempi impiegati nelle promozioni con il sottocosto (10 giorni di apertura effettiva). Definite anche norme più precise e dettagliate sugli obblighi di comunicazione delle campagne in sottocosto, soprattutto a difesa dei consumatori. Confesercenti intanto è scesa in campo per contestare lo slittamento del regolamento sul sottocosto. La decisione del Governo – si legge in una nota – di rimandare di cinque mesi l’entrata in vigore del regolamento sulle vendite sottocosto, cedendo alle forti pressioni della grande distribuzione, rappresenta un’ulteriore beffa a danno dei consumatori e dei piccoli esercizi commerciali: questi ultimi infatti dovranno attendere ancora per vedere messa al bando una pratica che li danneggia e contro la quale nulla possono, pratica che al contrario ha agevolato e continuerà ancora ad agevolare la grande distribuzione, contribuendo a incrementare il divario già eclatante tra le due tipologie distributive. Le motivazioni che hanno indotto la richiesta di proroga per l’attuazione del provvedimento «rappresentano un goffo tentativo di arrampicarsi sugli specchi» – incalza la Confesercenti -. È infatti poco credibile la tesi secondo la quale il varo del nuovo regolamento potrebbe creare una situazione di caos durante la fase di transizione dalla lira all’euro, soprattutto tenuto in considerazione il fatto che il provvedimento sulle vendite sottocosto prevedeva un primo periodo di "rodaggio" e quindi di maggiore flessibilità. La sensazione – conclude la Confesercenti – è dunque quella che alcune organizzazioni, in particolare quelle che rappresentano la grande distribuzione commerciale, vogliano trarre un ulteriore vantaggio dal mantenimento dell’attuale regime anche in questo ultimo periodo di circolazione della lira.
    Mercoledí 17 Ottobre 2001
 
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