“Finanziaria” Visco chiude la porta ai sindaci in rivolta

09/10/2006
    luned� 9 ottobre 2006

      Pagina 2 – Primo Piano

      IL BRACCIO DI FERRO SULLA MANOVRA DOMANI INCONTRO DI PRODI E LANZILLOTTA CON PRIMI CITTADINI E PRESIDENTI DELLE PROVINCE: OFFRIRANNO UNO �SCONTO� DI 400 MILIONI

        Visco chiude la porta ai sindaci in rivolta

          �Solo ritocchi marginali. Aumentino le tasse se lo vogliono, riducano le spese se sono capaci�

            Paolo Baroni
            ROMA

            Imprese ed enti locali, il prelievo del Tfr e i nuovi tagli ai Comuni. Sono questi i due nodi che nei prossimi giorni finiranno sul tavolo del governo, le prime voci della Finanziaria che andranno corrette. Trattative difficili, � ovvio. Perch� i margini sono molto stretti e la legge vuole che ogni modifica sia a saldo invariato. �Le correzioni alla Finanziaria sono sempre possibili – ha confermato ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi -. Sono d’accordo, purch� non si metta a rischio l’obiettivo: equit�, sviluppo ed equilibrio dei conti�.

            Proprio per questo il problema pi� difficile da affrontare � quello dei tagli, per 4,3 miliardi, imposti a Comuni, Province e Regioni. Che si dovranno anche far carico di 3 miliardi di risparmi sulla spesa sanitaria. Le richieste avanzate dai sindaci sono nette: almeno 800 milioni di euro di �sconto� oltre all’abolizione del tetto del 2,6% sui nuovi investimenti e alla cancellazione della norma che toglie il diritto di aspettativa agli assessori.

            Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sabato a Capri, ha confermato �difetti di concertazione� anche con gli enti locali, ma ha tenuto il punto: �L’entit� dei tagli � esattamente quella che abbiamo concordato assieme�. E il viceministro Vincenzo Visco, intervistato ieri da Lucia Annunziata su Raitre, ha confermato che �le correzioni, ancor meglio i ritocchi, se ci saranno, saranno marginali�. Quanto ai sindaci, per Visco �hanno torto, perch� ognuno deve fare la sua parte�. Un messaggio secco, rivolto in particolare al primo cittadino di Bologna Sergio Cofferati, che nei giorni scorsi ha criticato molto duramente la nuova Finanziaria. �Faccia il sindaco, si assuma le sue responsabilit� – ha detto il viceministro ds -. E non si permetta di dire che la situazione � meno grave di quella che �.

            Visco in tv � poi tornato ad illustrare le ragioni che hanno portato al varo di una Finanziaria da 33,4 miliardi (�mica siamo matti, la situazione � davvero difficile, drammatica�), spiegando che il governo ha anche messo in conto in un primo tempo un calo di popolarit�. Quindi ha difeso la riforma delle aliquote Irpef che ha definito �equilibrata e giusta�, che consente una redistribuzione con un �aggravio modesto� per i redditi pi� alti e uno �sgravio robusto�, soprattutto per le famiglie sotto i 38 mila euro di reddito.

            Mentre la polemica delle imprese col governo, dopo la disponibilit� a ridiscutere di Tfr, sembra un poco placarsi, il vero fronte caldo dei prossimi giorni � dunque rappresentato dagli enti locali. A tenere alto i livello dello scontro, secondo una interpretazione che circola all’interno del governo, ci sarebbero anche motivazioni di tipo �politico�. Con i vari Veltroni, Chiamparino, Cofferati e Domenici in grande movimento non solo e tanto per i tagli ai loro bilanci, ma per conquistarsi una posizione di vantaggio nella corsa al dopo-Prodi e nel futuro Partito Democratico.
            Dopo il fuoco di fila dei giorni scorsi, Prodi e il ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta incontreranno domani i rappresentanti di Comuni e Province. Gioved� toccher� poi alle Regioni. �Se c’� qualche squilibrio ne discutiamo e lo risolviamo� ha spiegato Visco, secondo il quale ai sindaci sono state date molte opzioni: �Aumentare le tasse se lo vogliono, ridurre le spese se sono capaci, possono usare i poteri di accertamento che prima non avevano. Sappiamo benissimo che i Comuni erogano servizi essenziali e non abbiamo nessuna intenzione di tagliarli�.

            L’offerta iniziale del governo dovrebbe prevedere uno sconto di 400 milioni. E le ipotesi di copertura che circolano al momento sarebbero due: un nuovo intervento sul fronte della previdenza, rispolverando la chiusura di una o due delle 4 finestre d’uscita del 2007 che non � entrata in Finanziaria; oppure si potrebbe intervenire sul fronte delle entrate riservando ai Comuni una quota maggiore degli introiti aggiuntivi prodotti dalla revisione degli estimi catastali.