“Finanziaria” «Via la riforma del cuneo se continua il muro sul Tfr»

12/10/2006
    gioved� 12 ottobre 2006

    Pagina 1 e 3 – Economia

    IL COLLOQUIO

      Padoa-Schioppa: non capisco le critiche, la manovra d� alle imprese un terzo dei fondi per lo sviluppo

        �Via la riforma del cuneo
        se continua il muro sul Tfr�

          La linea del superministro: pi� attenzione per il Nord

            Massimo Giannini

              �Sa cosa penso? Gli industriali hanno fatto una grossa sciocchezza. Hanno commesso un grave errore tattico, oltre che strategico. Invece di "incassare" e di portare a casa i grandi benefici che ottengono, hanno accreditato l�idea che questa Finanziaria sia contro l�impresa, e che il governo l�abbia scritta a quattro mani con Guglielmo Epifani. Mi spieghi lei come si fa a dire una cosa del genere, quando abbiamo addirittura aumentato i contributi a carico dei lavoratori dipendenti, mentre un terzo delle risorse complessive � destinato proprio al settore delle imprese?�. Tommaso Padoa-Schioppa, appena rientrato nel suo ufficio di Via XX Settembre, � reduce da un confronto difficile. Al culmine delle polemiche sulla manovra, il ministro dell�Economia ha partecipato al direttivo della Confindustria.

              Una mossa mediaticamente sorprendente, e anche politicamente coraggiosa. Sfidare quello che De Gasperi chiamava il �quarto partito�, nel momento in cui proprio i �produttori� guidano il dissenso contro la Finanziaria. Ma pi� che sfidare, il �custode dei numeri� del centrosinistra vuole convincere. Ieri � andato a Viale dell�Astronomia, venerd� andr� a Milano al direttivo dell�Assolombarda, e vedr� a pranzo Formigoni, la Moratti e Penati. Dopo le infuocate polemiche di questi giorni, � l�avvio di una �strategia dell�attenzione�, verso le imprese e verso il Nord.

              A dispetto delle voci maligne che lo vorrebbero depresso per il �fuoco amico� che subisce, demotivato per le troppe critiche che riceve, e sempre sul punto di dimettersi dall�incarico che ricopre, Padoa-Schioppa sfodera una grande tranquillit� e una solida sicurezza. �Certo, le critiche le sento e le leggo. Ma mi creda, pian piano le polveri si stanno depositando, e il profilo vero di questa Finanziaria sta venendo a galla. Ed � un profilo che mi soddisfa, perch� abbiamo fatto una manovra seria ed equilibrata, tanto in senso economico quanto in senso sociale�. Di fronte alle contestazioni di Montezemolo e degli industriali il ministro non si lascia intimidire.

              �Al direttivo – chiarisce – ho detto chiaro quello che penso. � ora che le imprese diano un giudizio un po� pi� equilibrato su quello che la Finanziaria fa a beneficio delle imprese e su quello che fa per il bene del Paese. Capisco l�interesse particolare, ma dagli industriali, che sono attori socialmente responsabili, io mi devo aspettare un respiro diverso, che sappia tener conto dell�interesse generale. Loro, che giustamente hanno sempre sottolineato l�esigenza della stabilit� finanziaria, oggi devono dire innanzitutto se il risanamento dei conti si doveva fare o no. Devono dire chiaramente se questa manovra ci rimette o no in linea con gli impegni che abbiamo assunto in Europa. Quando un�organizzazione importante come la Confindustria esprime un giudizio su una legge complessa come la Finanziaria, io mi aspetto questa capacit� di discernimento, politico e analitico…�. Questa capacit� si riassume nella metafora della matrioska: �C�� un sistema di bambole russe – spiega – dove la pi� grande, cio� l�interesse generale, deve stare necessariamente fuori e contenere la pi� piccola, cio� l�interesse particolare…�.

              Il ministro snocciola con puntiglio i benefici che la manovra offre alle imprese: �Tra riduzione del cuneo fiscale, credito d�imposta e fondi per la ricerca, la Finanziaria dirotta sulle aziende un terzo delle risorse destinate allo sviluppo. Non era mai accaduto in passato. Per questo non capisco la reazione degli industriali. E gliel�ho detto apertamente: mi rammarica molto il fatto che il 95% della comunicazione tra governo e impresa sulla Finanziaria si sia concentrato tutto sul problema del trasferimento del Tfr all�Inps. Una palese forzatura, che ha creato gravi distorsioni al dibattito�.

              Uno �scippo�, l�ha definito la Confindustria. �Ma quale scippo?�, ribatte stupito Padoa-Schioppa. �L�ho rispiegato un�altra volta agli industriali: la norma sul passaggio del 50% del Tfr inoptato al fondo gestito dall�Inps riguarda solo il flusso, e ho sottolineato pi� volte la parola flusso, e non lo stock. Le imprese non subiranno aggravi di costo, ma semmai otterranno vantaggi. Per le pi� grandi, a fronte dei maggiori tassi pagati sui prestiti bancari rispetto alla remunerazione del Tfr, lo Stato rimborser� differenziali superiori, e per le pi� piccole siamo pronti ad esaminare gli eventuali problemi di liquidit� insieme al sistema bancario che gi� si � detto disponibile. Dunque, dov�� lo scandalo?�. Irritato da questa �campagna mediatica che distorce la realt�, il ministro rilancia l�altol� alla Confindustria: �Lo dico chiaro, come ho gi� fatto a Serravalle Pistoiese e a Capri, e senza che le mie parole suonino come terroristiche o ricattatorie. Se gli imprenditori sono davvero convinti che i benefici della riduzione del cuneo fiscale siano azzerati completamente dall�intervento sul Tfr, e se intendono continuare a portare avanti questa tesi del tutto priva di fondamento, sappiano che noi siamo pronti a revocare entrambi i provvedimenti: sia il cuneo, sia il Tfr. Se � questo che vogliono, siamo pronti. Ma il mio consiglio �: ci pensino bene. Facciano bene i loro calcoli, e mettano al lavoro il loro ufficio studi. E forse alla fine capiranno di aver preso un abbaglio…�.

              Non � una �minaccia�, �anche perch� ho anche spiegato che siamo pronti a recepire suggerimenti costruttivi, ovviamente a condizioni che non alterino i saldi finali�. Ma � �un avviso�, questo s�. �Gli industriali – dice Padoa-Schioppa – mi hanno ascoltato, con attenzione e cortesia. Ma spero soprattutto che, questa volta, mi abbiano capito, e che agiscano di conseguenza, dimostrando senso di responsabilit�. Perch� questa manovra guarda davvero al futuro del Paese�. Su questo punto, il responsabile del Tesoro si sente rafforzato anche del via libera della Commissione Europea. �Quello di Bruxelles – sostiene – � stato un passaggio importante. Prima dell�approvazione della manovra non ho voluto anticipare nulla ad Almunia, proprio per fugare sospetti di influenza impropria da parte del governo. Per questo mi � giunto ancora pi� gradito il giudizio che il commissario ha formulato sulla Finanziaria e sul Tfr, ancora prima che io arrivassi in Lussemburgo�.

              Ma il buon esito dell�esame europeo non cancella i punti critici della manovra, e meno che mai i rischi di rottura dei fragili equilibri interni alla maggioranza. Anche su questo Padoa-Schioppa � ottimista. �Da giugno ripeto che il "trittico" sul quale si regge la manovra �: efficienza, stabilit�, equit�. La Finanziaria � costruita su ciascuno di questi tre pilastri, e non a caso tiene insieme l�intero arco della coalizione, che va da Mastella a Rifondazione. Resto convinto che l�impianto tiene, dal punto di vista economico e politico�. Eppure, per usare la formula felice inventata da Zygmunt Bauman, permane l�impressione di una �politica liquida�. Che attraverso i suoi atti, e la Legge Finanziaria ne � il principale, non sa far presa sul Paese, n� trasmettere quello che Ciampi definisce �il senso di una vera missione�.

              Padoa-Schioppa � amico da una vita dell�ex capo dello Stato. Condivide lo spirito delle sue parole. Ma anche su questo ha qualche osservazione da fare: �Capisco il problema della "missione". � evidente che dobbiamo passare dal decennio della stabilit� e della lotta all�inflazione a quello della crescita e del rilancio della produttivit�. Ma da parte mia voglio ribadire alcuni leit-motiv che mi sono cari. Primo: questo Paese deve smettere di giocare di rimessa, e deve ritrovare una sua "ambizione nazionale". Secondo: l�Italia deve ambire all�eccellenza, perch� ha i numeri e le qualit� per farlo. Terzo: dobbiamo tornare a scommettere sui giovani, e in questa chiave � impostato anche l�impegno a riformare le pensioni, questione che riguarda proprio la vita futura dei giovani, molto pi� che la vita attuale degli anziani. Di tutto questo, se si legge bene il testo, c�� traccia qua e l� nella Finanziaria…�.

              Eppure, proprio questo sembra invece il punto debole della manovra: ci sono troppe tasse, e mancano le riforme strutturali sui quattro grandi capitoli del settore pubblico che lo stesso Padoa-Schioppa aveva indicato tra le priorit� nel Dpef di luglio. Il ministro dissente: �Mi dispiace, ma considero queste critiche non supportate dai fatti. Intanto, noi facciamo una manovra severa per liberarci una volta per tutte dall�incubo del risanamento di bilancio. Dopo di che, fin dal prossimo anno, il nostro obiettivo � abbattere sensibilmente la pressione fiscale, e dirottare il maggior gettito che arriva dal recupero dell�evasione sulla riduzione delle aliquote. E poi si rilegga l�intero articolato della manovra, e guardi alle novit� che riguardano i ministeri, dalla Difesa alla Pubblica Istruzione al Tesoro. Sfido lei, e sfido chiunque altro, a trovare un governo che negli ultimi vent�anni abbia fatto pi� di quello che abbiamo fatto noi…�.

              Orgoglio a parte, l�ennesimo �tecnico� prestato alla politica non si nasconde dietro un dito. � il primo a riconoscere i limiti di un governo di coalizione in cui esistono �due partiti comunisti�. Ma � anche il primo a sapere che, nei prossimi mesi, servir� una spinta riformatrice pi� forte e pi� visibile: �Dopo la Finanziaria � chiaro che le grandi riforme, a partire da quella sulla previdenza, sono al primo punto dell�agenda di governo. E sono irrinunciabili, se vogliamo davvero che questo Paese esca dal declino, e impari finalmente a saper correre con la testa, e non pi� solo a tentare disperate rincorse con il cuore. Ma ci vuole pazienza. I problemi sono complessi. Questo lo sa benissimo proprio Ciampi: quanto tempo ci mise il mio amico Carlo Azeglio, nel 1996, a convincere l�Italia a seguirlo nell�avventura di Maastricht?�.

                Un po� di tempo. Questo, oggi, chiede il superministro a chi pretende �tutto e subito�. In questi primi mesi nel governo non tutto � filato liscio. Nel merito, ma anche nel metodo. �� vero – ammette – dobbiamo migliorare, anche nella nostra capacit� di comunicare. Ma stiamo attenti a distinguere la forma dalla sostanza. Lo ripeto anche agli imprenditori, ricordando il quinquennio del governo Berlusconi: criticate pure chi comunica male, ma diffidate sempre di chi comunica troppo bene�.