Finanziaria, verso una manovra da 21 miliardi

06/09/2005

      martedì 6 settembre 2005

      Stime riviste al rialzo rispetto al Dpef. Un premio ai comuni più virtuosi. Ieri incontro Montezemolo-Berlusconi

        Finanziaria, verso una manovra da 21 miliardi

        Alt di Confindustria sui fondi pensione: nessun accordo sul Tfr

          ROMA – Circa 4 miliardi di euro in più, rispetto al previsto, da spendere nel 2006 per il rilancio dell’economia. Il ministro Domenico Siniscalco e i tecnici dell’Economia hanno aggiornato il quadro della prossima legge finanziaria, portandone la dimensione da 17,5 a 21 miliardi di euro. Una cifra ancora provvisoria: il lavoro sulla Finanziaria sembra procedere un po’ a singhiozzo, anche perché altri problemi pressano il Tesoro in questi giorni. Non solo il conflitto senza precedenti con la Banca d’Italia, un rebus politico e giuridico che sta assorbendo gran parte del tempo di Siniscalco in questi ultimi giorni. Il finanziamento della riforma del Tfr, ad esempio, sta creando più di qualche grattacapo.

          IL NODO DEL TFR - A pochi giorni dall’incontro decisivo tra il governo e le parti sociali per definire la riforma, Roberto Maroni, ministro del Welfare, ammette senza mezzi termini che quella del Tfr è ancora «una gatta da pelare». La Confindustria è assolutamente insoddisfatta delle misure individuate fin qui da Maroni e Siniscalco per compensare le imprese dalla perdita del Tfr di nuova maturazione, che nei fatti, per loro, rappresentano una forma di finanziamento molto a buon mercato. Ieri il presidente, Luca di Montezemolo, ha avuto occasione di comunicare tutte le sue perplessità allo stesso presidente del Consiglio. «Oggi ho incontrato Berlusconi e abbiamo parlato del Tfr che, come noto, si prospetta con aggravi per le imprese. Se è così, gli ho detto che noi siamo assolutamente contrari» ha detto Montezemolo a Torino, a margine della presentazione della nuova Grande Punto. Le banche non vogliono farsi carico del problema e rifiutano l’accesso automatico al credito preteso dalle imprese come forma di compensazione, a meno che il tutto non sia assistito dalla garanzia statale. Problemi esistono anche con l’Ania, l’associazione delle imprese assicuratrici. Chiedono al governo di respingere l’avviso comune firmato dai sindacati e da molte associazioni imprenditoriali che precluderebbe ai lavoratori la possibilità di conferire il Tfr a forme pensionistiche individuali di tipo assicurativo. «Non ci sarebbe altra scelta se non quella del fondo chiuso» ha detto il presidente, Fabio Cerchiai, invitando il governo a non tradire la delega originaria attribuitagli dal Parlamento.

            NUOVO TETTO DI SPESA – Molto probabilmente nei prossimi giorni Siniscalco incontrerà di nuovo il ministro del Welfare per cercare di definire la questione Tfr. Si valuta l’idea di accompagnare le compensazioni alle imprese con un intervento sul cuneo fiscale e contributivo. Una misura costosa, che finirà comunque in Finanziaria. Anche per questo la portata della legge di bilancio è aumentata. Dai 17,5 miliardi di euro di cui ha parlato alla fine di agosto Siniscalco (11,5 per ridurre il deficit pubblico da un tendenziale del 4,6 al 3,8% del prodotto interno lordo più 6 miliardi per lo sviluppo) la dimensione della manovra si è assestata, provvisoriamente, ai 21 miliardi. Resta da definire anche buona parte delle singole misure, soprattutto quelle sul fronte delle entrate e dei tagli di spesa. Di sicuro arriverà un nuovo tetto alla crescita della spesa corrente degli enti locali. Il Tesoro sta studiando un meccanismo attendibile per misurare la «virtuosità» di Comuni, Province e Regioni che dovrà essere alla base di un nuovo sistema fondato sulla premialità.

              M. Sen.