“Finanziaria” «Un ritocco è possibile»

09/10/2006
    domenica 8 ottobre 2006

      Pagina 2 – Economia

      LE ASSICURAZIONI DEL PREMIER PRODI RIBADISCE I CONTORNI DELLA MANOVRA, MA APRE ALLA POSSIBILITA’ DI �CORRETTIVI TECNICI E ADATTAMENTI�. A GIORNI PARTE IL NEGOZIATO

        �Finanziaria, un ritocco � possibile�

          Padoa-Schioppa: sul Tfr un errore di concertazione con gli imprenditori, ma non � una tragedia

            Stefano Lepri

            ROMA
            Trattativa con le parti sociali sul Tfr, trattativa con Comuni e Regioni per i tagli agli enti locali; inoltre Romano Prodi apre a �correzioni tecniche e adattamenti� alla legge finanziaria 2007 in Parlamento, ma �senza assolutamente rinunciare ai tre obiettivi di equit�, risanamento e sviluppo�. E’ stata una giornata di doppio contrattacco per il governo, il presidente del consiglio a Orvieto, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa con i giovani industriali a Capri.

            Troppe tasse? Nei numeri di Padoa-Schioppa, l’incremento netto delle imposte sar� soltanto di 5 miliardi di euro nel 2008 per i contribuenti corretti, mentre il recupero dell’evasione va calcolato a parte. Si poteva risanare il bilancio solo con tagli alle spese? Impossibile, sostiene Prodi: la proposta alternativa di una manovra di soli tagli (presentata dall’economista e senatore di An Mario Baldassarri) �non � credibile dopo che, in 5 anni, il centrodestra ha fatto crescere la spesa pubblica di 90 miliardi�.

            Alle Camere si far� un �dibattito approfondito�, senza chiedere la fiducia, sostiene il presidente del Consiglio. L’opposizione replica di non vedere nessuna apertura e prevede che Prodi, alla fine, il voto di fiducia non potr� che chiederlo. Margini di dissenso appaiono non soltanto nell’ala centrista della maggioranza, che giudica la manovra troppo di sinistra, ma anche nell’ala sinistra, secondo cui non � affatto cos�; mentre i moderati di entrambi gli schieramenti stanno per aprire un �tavolo dei volenterosi� per modifiche congiunte.

            Tutte le critiche alla manovra Padoa-Schioppa davanti ai giovani imprenditori ha cercato di confutarle una per una. Con il suo solito garbo, ha duellato con il suo predecessore Giulio Tremonti senza nominarlo: dall’�arte della comunicazione� di Tremonti, ha detto, si potrebbe avere l’impressione che nella legislatura passata si fossero contenute le spese correnti e si fossero finanziati gli investimenti�, mentre � vero il contrario e �non c’� arte della comunicazione che possa resistere a lungo alla prova dei fatti�.

            A Tremonti, Padoa-Schioppa sportivamente d� atto di aver realizzato un �buon controllo dei conti� nell’ultimo anno, �in controtendenza� con il gonfiamento delle spese realizzato dal centro-destra nei 4 anni precedenti. Nella ricostruzione storica del ministro, il centro-sinistra dal 1996 al 2001 govern� bene la spesa, stabilizzandola e parzialmente diminuendola salvo che nell’ultimo anno; �pu� sembrare paradossale� ma il centro-destra dal 2001 in poi ha lasciato correre la spesa quattro anni per poi frenarla nell’ultimo.

            Al convegno dei giovani imprenditori l’economista Francesco Giavazzi aveva detto, il giorno prima, che forse sarebbe bastata una manovra di minori dimensioni. Nel replicargli Padoa-Schioppa ha ricordato che quelle dimensioni derivano da impegni europei (tanto che domani, all’Ecofin di Lussemburgo, gli toccher� dimostrare all’Europa il contrario, che non occorresse una manovra ancora pi� ingente) mentre lo stesso Giavazzi �nei mesi passati aveva detto che era indispensabile e che era stato un errore non farla a luglio�.

            E cos�, punto per punto, il ministro ed ex banchiere centrale ha cercato di confutare le otto critiche principali alla manovra. Una �vendetta sociale� ispirata a idee di estrema sinistra? Nel suo discorso alla Camera, aveva soltanto invitato �chi sta relativamente bene, chi appartiene al ceto dirigente del Paese� a �dare l’esempio�, che occorre compiere sacrifici per risanare: qualcosa di ben diverso dall’�attacco ai ricchi� che gli � stato attribuito, e che non fa parte del suo linguaggio.

            Rivolto infine alle preoccupazioni concrete dei suoi ascoltatori, Padoa-Schioppa ha riconosciuto che per le imprese costituisce un problema il passaggio all’Inps dei nuovi flussi di Tfr che non andranno alla previdenza integrativa; ma li ha esortati a �non costruire una tragedia che non c’�.

            Con questa misura si toglie alle imprese molto meno (non pi� di un decimo, nei calcoli del Tesoro) di quanto ricevono con il calo del cuneo fiscale. Tanto � vero – racconta con ironia il ministro – che quando nelle ultime ore prima del varo propose alla Confindustria di rinunciare a entrambe le misure, Tfr e cuneo, �i miei interlocutori impallidirono�.

              Al �difetto di concertazione o forse di costruzione� che pu� esservi stato sul Tfr si potr� ovviare con il nuovo negoziato dei prossimi giorni.