“Finanziaria” Un decreto cancellerà il colpo di spugna

18/12/2006
    sabato 16 dicembre 2006

      Pagina 2 – Politica/Oggi

      Un decreto canceller� il colpo di spugna

        Ma � polemica: chi ha inserito quella norma? Occhi puntati sui Dl. Scoppia il caso delle �fonti energetiche�

          COMMA 1346 �Impediremo che quella norma entri in vigore sia pure per un solo minuto�. � Anna Finocchiaro, durante le dichiarazioni di voto sulla Finanziaria, a chiudere una volta per tutte la polemica sulle prescrizioni dei reati contabili inserite nel maxi-emendamento redatto dal governo. La �norma vergogna� sar� abrogata da un decreto da emanare prima del nuovo anno (probabilmente il 27 dicembre), cio� prima che la manovra diventi efficace. Cos�, con un altro tratto di penna, si canceller� il �colpo di spugna� che qualcuno ha inserito nella versione finale della manovra. Il comma incriminato, il numero 1.346, scomparir� prima di entrare in vigore, non sar� mai legge. Ad assicurarlo c’� lo stesso governo, con Antonio Di Pietro che alza la voce. Molto pi� difficile cancellare le �ferite� politiche che quell’�improvvido� comma ha provocato. I malumori in Senato si fanno sentire soprattutto nel gruppo dell’Ulivo, ai cui vertici ci sono molti firmatari della versione originaria della proposta (molto diversa da quella trascritta perch� conteneva dei �paletti� alla sanatoria). Naturalmente l’opposizione affonda la lama, e in Aula inscena una bagarre mentre parla la capogruppo per quell’accenno a Silvio Berlusconi (�esperto di leggi ad personam�, dichiara Finocchiaro), oscurando il fatto che una norma molto simile fu votata anche dal centro-destra e bloccata dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi. E tralasciando che proprio per reesponsabilit� dell’opposizione (che ha negato l’ok a un nuovo passaggio in commissione), il comma non si � potuto cancellare gi� in Senato.

          La ferita � profonda e non � l’unica. La fiducia votata sulla manovra lascia aperta anche un’altra partita, che rischia di trasformarsi in un terremoto. � la questione Cip6, ovvero dei contributi assicurati dallo Stato alle aziende che forniscono energia rinnovabile �e assimilata�. In questa parolina compaiono molte fonti inquinanti, che nonostante tutto vengono sovvenzionate con soldi pubblici. Al Senato si era deciso di �tagliare� gli aiuti alle fonti �non pulite�. L’emendamento, presentato da Rifondazione e dai Verdi, aveva avuto l’ok dal governo. Ma la versione finale �salva� le aziende autorizzate, ridimensionando di molto l’intervento. La reazione non si � fatta attendere: o si modificher� anche questa norma con il decreto di fine anno, o Rc e Verdi non si presentaranno pi� in aula. Per Tommaso Sodano (Rc) si tratta infatti di �una truffa legalizzata� e il senatore annuncia in Aula minaccia la �diserzione� sul �pacchetto� energia.

          Ma � la �questione� prescrizioni a tenere banco. E in Senato � caccia al responsabile. Il governo si trincera dietro un errore materiale a dire la verit� difficilmente credibile. Il fatto � che l’emendamento originario non solo era stato bocciato (e dunque avrebbe dovuto scomparire), ma era anche diverso. La proposta era firmata da Fuda, Zanda, Sinisi, Bruno, Boccia, Ladu e Iovene. � su Piero Fuda (gruppo misto), senatore calabrese legato a Loiero, che si appuntano i sospetti di molti dell’opposizione. E sotto tiro finisce il gruppo dell’Ulivo. Iovene (Ds) chiede scusa, Zanda (Margherita) chiarisce che la proposta era diversa. Finocchiaro si assume la responsabilit� politica, ma poi ricorda come due senatori del gruppo (Salvi e Manzione) abbiano per primi denunciato la cosa. Poi in Aula qualcuno riferisce che Salvi sospetterebbe di Francesco Rutelli, ma � lo stesso Salvi a smentire tutto. In serata arriva il comunicato di Rutelli che minaccia querela. Insomma, � caos.