“Finanziaria” Tremonti lancia gli sgravi una tantum

29/09/2005
    giovedì 29 settembre 2005

      PRIMO PIANO pagina 3

        LA MANOVRA IN BOZZA ANCHE RISORSE PER AUTOTRASPORTATORI E DISOCCUPATI NAPOLETANI E PALERMITANI. UN MILIARDO PER LE DETRAZIONI DEI CARICHI FAMIGLIARI. INVARIATA L’IRAP

          Tremonti lancia gli sgravi una tantum

            Nella Finanziaria mille euro per i bebè, la «tassa sul tubo», l’esenzione sulle plusvalenze a 18 mesi

              Alessandro Barbera

              ROMA
              L’aumento delle deduzioni per figli a carico, per ora concentrate in un anno, e un bonus di circa mille euro per i nati (non tutti) sotto gli auspici del 2006. La conferma del taglio non più dell’Irap, bensì degli oneri impropri per circa due miliardi di euro. Ma anche in questo caso manca la copertura strutturale. Una «tassa sul tubo» per colpire i maxidividendi Eni ed Enel e norme anti-speculazione. La Finanziaria «sociale» di Giulio Tremonti prende corpo fra qualche conferma, molte smentite e ancora troppa confusione. «Tutte le bozze circolate sono senza fondamento», diceva ieri il Tesoro per tentare di frenare la slavina di anticipazioni sui contenuti della manovra. In effetti di tabelle ne sono circolate, fra cui quella che contiene i cosiddetti «oneri inderogabili» da finanziare con tagli strutturali alla spesa. Fra una «eccedenza di spesa» (800 milioni) e i maggiori esborsi per i rinnovi del (vecchio) biennio economico degli statali (520 milioni all’anno per tre anni), una bozza destinava nel 2006 centocinquanta milioni alle «Cooperative Na-Pa-Lsu», trecento milioni alla voce «Autotrasportatori», nulla alla Legge Obiettivo (200 milioni solo nel 2008). In un’altra bozza c’erano anche 160 milioni per i Forestali della Calabria.

              Tempi di elezioni, si dirà. Ma anche troppa fretta nel mettere a punto le tabelle che cambiavano di ora in ora. Sembra certo che non ci saranno più le risorse per l’aumento delle pensioni minime da 516 a 600 euro, così come il buono-libri per la scuola. Una delle ultime tabelle azzerava anche gli sgravi a favore dell’acquisto (o dell’affitto) della prima casa per le giovani coppie. Nella parte «straordinaria» della manovra (vale a dire quella finanziata in gran parte con una tantum) arriveranno comunque più risorse a favore delle famiglie: più di un miliardo per aumentare le deduzioni (si stanno studiando ancora le modalità) e forse un bonus per i nuovi nati (a seconda delle fasce di reddito), ma solo per il 2006.

              Dovrebbe valere fra i 960 e i 1.600 euro a seconda dei redditi di mamma e papà. Resta invariata l’Irap: il governo taglierà i cosiddetti «oneri impropri» che incidono sul «cuneo fiscale», vale a dire lo scarto fra il reddito che percepisce il lavoratore e ciò che paga il datore di lavoro al fisco. Due miliardi di euro, pari a un punto percentuale. In una delle ultime tabelle le risorse a disposizione di questa voce scendevano però a un miliardo per il 2007 e il 2008.

              Ci saranno anche nuove tasse: anzitutto una «sul tubo» per tutti coloro che possiedono reti sul suolo pubblico, dai gasdotti ai cavi per le telecomunicazioni. Dunque società pubbliche come Eni ed Enel (sotto osservazione anche di Siniscalco per gli extradividendi garantiti da posizione di semi-monopolio), ma anche privati come Telecom e Fastweb. Arriverà qualche balzello per tutti: l’aliquota unica al 12% sui giochi garantirà un miliardo e mezzo di entrate, almeno un altro miliardo dovrebbe arrivare dalla rivalutazione delle rendite catastali di tutti gli edifici che non siano prima abitazione. Il pacchetto anti-speculazione conferma invece l’innalzamento del periodo minimo di possesso delle azioni perché scatti l’esenzione fiscale sulle plusvalenze (da 12 a 18 mesi).

              Buone notizie per i risparmiatori truffati con i bond Cirio e Parmalat: il fondo per garantire loro sgravi fiscali sulle quote restituite sarà alimentato dai «conti dormienti», giacenze finora assorbite dalle banche.

              Languono le risorse ma non mancano le idee: tra gli interventi a costo zero l’autofinanziamento dei distretti industriali (attraverso l’emissione di bond), la nascita di una Banca del Sud (non c’è traccia di risorse a suo favore), l’introduzione di un cinque per mille etico a favore del volontariato. Brutte notizie per le Authority: a partire dal 2007 (era inizialmente previsto dal 2006) la Consob, l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, l’AgCom, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione e le Agenzie fiscali dovranno trovare forme di autofinanziamento. La lista esclude Banca d’Italia, Antitrust e Autorità per l’energia. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti