Finanziaria, tregua armata nel Polo

25/10/2002

 
VENERDÌ, 25 OTTOBRE 2002
 
Pagina 34 – Economia
 
Dopo lo scivolone di mercoledì notte, intesa nella maggioranza sulla gestione degli emendamenti
 
Finanziaria, tregua armata nel Polo Berlusconi: "Sono senza una lira"
 
Martedì vertice con le parti sociali. Pezzotta apre alla Cgil
 
 
 
 
ROBERTO PETRINI

ROMA – «Ho avuto esperienza nella gestione di grandi imprese, ma non mi sono mai trovato in vita mia in difficoltà come ora sui conti dello Stato. Sono senza una lira». Parola di Silvio Berlusconi, almeno secondo quanto riferito dal presidente della Regione Umbria Rita Lorenzetti che ieri ha incontrato il premier. Ed ancora: «Sulla questione previdenziale non potevo agire, non ho la maggioranza in Parlamento per fare un simile provvedimento», ha riferito la stessa fonte.
Le affermazioni del presidente del Consiglio sono giunte al termine delle prime drammatiche ventiquattro ore della Finanziaria: l´altra notte la bocciatura a sorpresa sull´emendamento di An sull´Irpef, ieri il vertice di maggioranza durante il quale di è deciso, oltre che di andare avanti sul Sud, di mettere in coda e portare in aula tutte le richieste di modifica ritenute a rischio compresa quella di Maurizio Leo che ha fatto detonare il «caso». In serata nuova protesta delle Regioni per la ripartizione dei fondi per la sanità di quest´anno mentre le opposizioni alzano il tiro: Violante ha espresso il timore che il governo presenti all´ultimo momento una nuova Finanziaria, «ombra», senza lasciare al Parlamento il tempo per valutarla. Per il segretario dei Ds Fassino la Finanziaria è «la dimostrazione evidente dell´abbandono del Mezzogiorno».
Unico spiraglio della giornata, sul piano politico, la convocazione per martedì prossimo del tavolo richiesto da sindacati e Confindustria: in quella sede si metteranno definitivamente a punto gli emendamenti per cambiare il pacchetto Sud della Finanziaria e poi ci sarà la ratifica di un nuovo vertice di maggioranza. All´incontro si arriva con un clima più disteso tra i sindacati: Pezzotta ieri ha chiesto di riprendere il dialogo, ottenendo il sì da Musi della Uil e soprattutto da Casadio della Cgil che ha sottolineato come la Finanziaria può essere il terreno comune di lotta.
Sul fronte parlamentare, dopo lo «scivolone» dell´altra notte, ieri in Commissione è ripreso l´esame della Finanziaria a partire proprio dall´articolo 2 che riguarda la riduzione dell´Irpef. La Commissione ha dato il via libera al cosiddetto primo modulo della riforma fiscale (23% fino a 15 mila euro; 29% da 15 a 29 mila; 31% da 29 a 32.600; 39% da 32.600 a 70 mila; 45% oltre 70 mila). Approvato dunque anche il nuovo sistema di deduzioni che prevede 7.500 euro per i dipendenti, 7.000 per i pensionati e 4.500 per i lavoratori autonomi. Nella riforma è entrato anche l´emendamento-Leo, che tuttavia sarà eliminato quando il testo arriverà in aula. Prevede una nuova deduzione di 4.500 euro per i redditi medi che vengono da rendite immobiliari o azionarie: questi redditi infatti non sarebbero stati beneficiati dalla riforma e i titolari sarebbero stati costretti a ricorrere alla clausola di salvaguardia (cioè: denuncia dei redditi con le aliquote ante-riforma). Approvati anche gli articoli 4 e 5 che prevedono la riduzione dal 35 al 34 per cento dell´Irpeg e l´intervento sulla base imponibile Irap praticando uno sconto dall´imponibile di 2.000 euro a lavoratore per le imprese fino a 400 mila euro. Entra in Finanziaria anche la pornotax: tassa del 25 per cento sulla vendita del materiale pornografico. La Commissione Bilancio della Camera ha poi completato l´esame degli emendamenti, senza modifiche, all´articolo 11 della Finanziaria che prevede la riapertura dei termini per il rientro dei capitali all´estero.