“Finanziaria” «Tfr, una scelta sbagliata e ingiusta»

05/10/2006
    gioved� 5 ottobre 2006

    Pagine 5 – Economia

    GLI IMPRENDITORI E LA MANOVRA �IL PROVVEDIMENTO SULLE LIQUIDAZIONI TOCCA LA STRUTTURA PATRIMONIALE DELLE AZIENDE�. GIUDIZIO POSITIVO SUL TAGLIO DEL CUNEO FISCALE

      �Tfr, una scelta sbagliata e ingiusta�

        Da Confindustria nuove critiche alla Finanziaria: ci aspettavamo meno tasse e pi� riforme

          Paolo Baroni
          ROMA

            Bene il taglio del cuneo fiscale, malissimo il blitz sul Tfr. Riunito d’urgenza a Milano il Comitato di presidenza di Confindustria ha emesso ieri la sua �sentenza� sulla Finanziaria 2007. Un giudizio in chiaro-scuro, che non nasconde preoccupazione. Anzi. I termini sono comunque misurati, c’� voglia di continuare a discutere con l’esecutivo. Di trattare, per rimediare alle cose che non funzionano.

              Il punto pi� delicato, su cui da giorni insistono soprattutto le piccole imprese, riguarda il prelievo forzoso di una parte dei fondi per il Tfr che dall’anno prossimo il governo vuol dirottare su un conto dell’Inps. Misura criticata da tanti economisti, anche vicini al governo, come dai sindacati. E sulla quale ieri ha espresso dubbi �di conformit� alle prassi Ue anche il ministro per gli Affari europei, Emma Bonino.

                Per Confindustria �il trasferimento forzoso del Tfr allo Stato � una scelta sbagliata nella forma e nella sostanza, e per di pi� ingiusta�. La ragione � gi� stata spiegata in questi giorni in tante dichiarazioni ed in tante interviste rilasciate dai vertici dell’associazione: �Si tratta di denaro prima di tutto dei lavoratori – spiega la nota diffusa ieri sera – ai quali viene tolta autonomia di scelta. Solo ora i rappresentanti sembrano rendersene conto�. Non solo, ma il provvedimento �tocca la struttura patrimoniale delle imprese, un punto debole di gran parte del nostro sistema industriale�. Di qui la richiesta di Confindustria per �un’azione di governo volta ad affrontare la questione trovando soluzioni con il consenso delle forze sociali interessate�.

                  Dialogo, dunque, e nessuna volont� di rompere. Clima sostanzialmente tranquillo nella riunione del vertice Confindustriale, �tra le pi� distese viste negli ultimi tempi�, anche se l’analisi della manovra ha impegnato la presidenza per due ore abbondanti ed i rappresentanti dei piccoli hanno insistito molto nel sottolineare la questione-tfr. �Clima sereno? Ma come fa ad essere sereno il clima in una squadra come quella di Confindustria� ha commentato con tono scherzoso uno dei presenti all’incontro. Per il resto bocche cucite.

                    In effetti dalla nuova finanziaria, Confindustria �si sarebbe aspettata pi� tagli agli sprechi e alle spese improduttive, meno imposte a livello sia centrale che locale e pi� riforme rivolte al futuro�. Montezemolo, parlando ieri mattina a Roma ad una iniziativa del Comitato Leonardo ha puntato il dito contro le �non scelte� che il paese sar� costretto a pagare da 10-15 anni. �Il vero imprenditore – ha spiegato – dice che � bene pagare le tasse, che chi ha di pi� paghi di pi�, e che � bene la lotta all’evasione. Ma tra tante riforme di cui sentiamo parlare, la pi� importante � quella della riforma dello Stato. Abbiamo necessit� di uno Stato pi� snello, meno burocratico, pi� capace di intraprendere e che preveda pi� meritocrazia�.

                      Perch�, in sostanza, per Montezemolo �gli italiani vogliono un Paese che funzioni meglio, vogliono che non ci si metta d’accordo solo sull’indulto per far uscire i delinquenti dal carcere, ma che si trovi un’intesa sulle scelte di fondo per un Paese pi� competitivo�. Solo un Paese che cresce, infatti, potr� farsi carico di chi ha bisogno e di chi non ha: �Se pensiamo invece che un vestito gi� liso si possa aggiustare solo con delle toppe, senza riforme…�. In sostanza il giudizio di Confindustria sulle scelte della finanziaria � �preoccupato�, anche che il Comitato di presidenza non manca certo di esprimere apprezzamento per �il taglio del cuneo fiscale, strumento irrinunciabile per il sostegno allo sviluppo�. Che, precisa ancora la nota, �va a beneficio sia delle imprese sia dei lavoratori e rappresenta la conferma di un impegno assunto durante la campagna elettorale, ribadito nel programma dell’esecutivo�.