“Finanziaria” Tfr «libero» ma al 75% nei fondi

02/10/2003



      Giovedí 02 Ottobre 2003

      LA MANOVRA PER IL 2004
      LA RIFORMA DEL WELFARE


      Lo scenario delle trattative:
      le aperture del Governo
      Tfr «libero» ma al 75% nei fondi
      M.ROG.


      ROMA – Ricorso al "silenzio-assenso" per l’uso del Tfr per la previdenza integrativa ma con l’obbligo, nel caso di smobilizzo autorizzato dal lavoratore, di convogliare almeno il 75% della liquidazione al fondo pensione. È questa l’ipotesi, insieme a quella di un eventuale meccanismo graduale per giungere a «quota 40» di contribuzione, alla quale stanno lavorando i tecnici del Governo in vista della stesura dell’emendamento alla delega-Maroni che sarà varato dal prossimo Consiglio dei ministri (convocato per domani ma potrebbe slittare a lunedì). Gli esperti del Welfare stanno anche insistendo sulla necessità di intervenire sul requisito anagrafico dei lavoratori più giovani (senza cioè vincolarli come vorrebbe il Tesoro a «quota 40»). Ancora tutta da giocare la partita sulla decontribuzione, che il Governo per il momento conferma ma sarebbe disposto nelle prossime settimane ad accantonare in presenza di misure alternative concordate con le parti sociali. E l’ipotesi che comincia a circolare è di una doppia opzione alternativa: una fiscalizzazione degli oneri "impropri" rivista rispetto a quella proposta dai sindacati, cioè limitata ai soli assegni familiari; la destinazione obbligatoria del 75% del Tfr maturando alla previdenza integrativa ma comunque subordinata al "silenzio-assenso". Una strada, quest’ultima, vista con favore negli ambienti sindacali. «Considererei positiva questa ipotesi, afferma ad esempio Pierpaolo Baretta (Cisl), che comunque si riserva di esprimere un giudizio definitivo. Quanto all’intervento dal 2008, Il Welfare sta continuando a lavoro a un’ipotesi che prevede un meccanismo graduale per arrivare, a regime, a «quota 40» nel 2013 o 2016. Ma il Tesoro è disponibile, al massimo, a un percorso graduale che parta da «quota 39» per arrivare a regime «a quota 42». E sempre l’emendamento dovrebbe prevedere l’attivazione di un nuovo processo di armonizzazione (con l’obiettivo di eliminare i regimi "privilegiati"), la completa detassazione del super-incentivo del 32,7% e il ricorso a una verifica con le parti sociali sulla previdenza nel 2007. Resta da sciogliere il nodo delle nuove regole per i lavoratori più giovani (metodo contributivo puro). Il Welfare spinge per l’innalzamento progressivo del requisito anagrafico (da 57 a 60 anni) al posto del vincolo di «quota 40» che comunque scatterebbe dopo i 67 anni.