“Finanziaria” Tasse, il gioco dell’oca

29/11/2006
    mercoled� 29 novembre 2006

    Pagina 8 – Primo Piano

    Tasse, il gioco dell’oca

      Tagliare o no: la questione fiscale spacca il centrosinistra. Grandi promesse e smentite fin dalla campagna elettorale

        Paolo Baroni

          ROMA
          Le tasse? Un gioco di societ�, o se volete lo sport preferito da politici e governanti. Tasse da mettere, da togliere, da cambiare, tasse su cui discutere e (a volte) insultarsi anche. Sostiene un personaggio di Altan: �Se tutti gli italiani pagassero le tasse saremmo fritti: non ci resterebbe pi� nulla in cui sperare�. E in Italia non ci sarebbe quasi pi� nulla di cui parlare. Il problema � che non solo gli italiani le tasse non le pagano, ma ogni nuovo governo combina spesso pasticci. Dopo il flop del centrodestra, che nel 2001 cavalc� lo slogan �meno tasse per tutti�, adesso ci riprova il centrosinistra. Che per tirarsi fuori dalle secche della manovra, da giorni parla di ridurre le tasse coi proventi della lotta all’evasione. Peccato che la Finanziaria non si ancora andata in porto e i nostri conti siano tutt’altro che in ordine.

            Tagliare, non tagliare
            Tutta colpa del malloppo di miliardi di gettito fiscale, oltre 20, che in questi mesi sta entrando in pi� nelle casse dello Stato e che fa accapigliare ministri, viceministri, sottosegretari e pezzi della maggioranza. Il primo a sollevare la questione � stato a inizio ottobre il vicepremier Francesco Rutelli, che in piena bagarre parlamentare ha dichiarato: �Ci impegniamo a restituire in due anni i soldi recuperati dall’evasione�. Nella maggioranza tutti d’accordo, � ovvio. O quasi. Il viceministro alle Finanze Vincenzo Visco, forse per scrollarsi un po’ di dosso l’immagine del ministro-sanguisuga, visti gli ultimi dati si � affrettato a dire che il governo avrebbe ridotto le tasse �il prima possibile�. E con lui il relatore della Finanziaria alla Senato Gianfranco Morgando. Tutti coerenti col vecchio slogan �pagare tutti per pagare meno�. Prodi e il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa sono invece pi� cauti: �Meglio aspettare ancora un po’ prima di impegnarsi, meglio vedere come andranno le spese nei prossimi mesi�. Metti caso che spunti un altro maxi-buco come quello delle Fs, poi che si fa? Non a caso il segretario dei Ds Piero Fassino parla del 2009. �L’importante – avverte il sottosegretario diessino all’Economia Alfiero Grandi – � non alimentare inutilmente delle aspettative�.

            Nella maggioranza c’� anche un partito della spesa che preme e batte cassa: � Rifondazione comunista che col ministro Paolo Ferrero e il segretario Franco Giordano sostiene che il taglio delle tasse �non � una priorit�, meglio investire risorse sui precari della scuola, sui giovani e i redditi pi� bassi. E cos� riparte il gioco dell’oca delle tasse. Un avanti e indietro continuo, un tira e molla che anche nella stagione del centrosinistra prosegue: metti il bollo, togli il bollo, ritocca l’addizionale, togli l’addizionale, abbassa l’aliquota, alza l’aliquota e via di questo passo.

              Cuneo ridotto a rate
              Il tormentone ha ripreso quota durante l’ultima campagna elettorale. Centrodestra contro centrosinistra, e all’interno dell’Unione moderati contro ala radicale e viceversa. Equit� e lotta all’evasione sono le parola che ricorrono di pi� nel programma di Prodi. Il cavallo di battaglia del candidato premier � stato il taglio del cuneo fiscale e contributivo: �Cinque punti almeno nei primi 100 giorni di governo�. A distanza di sei mesi la promessa � mantenuta. Ma a rate. Il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei ricorda che �all’inizio di parlava di 10 punti, poi sono diventati 5, poi due sono andati ai lavoratori e alle nostre imprese alla fine ne arrivano tre. E nemmeno subito, ma da met� 2007�. Alle imprese verr� tagliata un po’ l’Irap, mentre per lavoratori e pensionati cambieranno scaglioni e detrazioni Irpef. In questo caso il gioco � pi� simile a quello delle tre carte: il governo toglie 6 miliardi ai redditi pi� alti e li spalma sui pi� bassi. In tutto tra prelievi, rimodulazioni e nuove imposte sposta qualcosa come 13 miliardi di euro. �Colpa dei comunisti�, direbbe Berlusconi. Quelli che vogliono tassare i patrimoni e tartassare i ricchi. Su Bot e tasse di successione il centrosinistra gli ha dato ragione. Con un contorno di �gaffe��, come quella di Bertinotti in uno dei tanti salotti tv, quando ha fissato a quota 180 mila euro la soglia oltre la quale far scattare le imposte sui beni ereditati. Ne sono seguite polemiche. L’ultima versione della finanziaria parla di un tetto di esenzione fissato a quota un milione di euro, ma qualcuno pensa gi� a nuovi ritocchi.

                Bolli e tasse di soggiorno
                Il meglio di s�, per�, il centrosinistra l’ha prodotto nelle ultime settimane. Uno stop and go continuo su bolli auto e tasse di soggiorno, che ha creato non poca confusione. Si parte con la tassa sui Suv e l’esenzione per 3 anni per le vetture Euro 4 ed Euro 5, poi si azzera tutto e si decide di �stangare� le auto sopra i 100 Kw. Ora che la Finanziaria � arrivata in Senato si riparla di esenzioni e si ricomincia da capo. La tassa di soggiorno, di fronte alla rivolta generale, � invece durata 4 giorni: il 10 ottobre � stata annunciata ed il 14 � morta. Si avanza di due caselle, poi si retrocede di tre: questo � il bello del gioco dell’oca, vedi il traguardo ma non ci arrivi mai.