“Finanziaria” Tassate le vacanze

13/11/2006
    sabato 11 novembre 2006

      Pagina 2 – Economia/La manovra d’autunno

        FINANZIARIA I COMUNI SI SPACCANO: ROMA APPROVA CON VENEZIA, POMPEI E POSITANO. POLLICE VERSO DA NAPOLI, MILANO E LECCE. CAPRI: �PENALIZZA CHI VA IN ALBERGO�

        Tassate le vacanze: 5 euro al giorno

          Le associazioni del turismo sparano a zero sul governo. Rutelli: �Un piagnisteo assurdo�

            Paolo Baroni

            ROMA
            Arriva la tassa di soggiorno, 2 euro al giorno per i comuni pi� piccoli e massimo 5 per le citt� metropolitane. Subito per� scoppia la polemica: i comuni si dividono in pro e contro, mentre tutto il mondo del turismo spara a zero contro il provvedimento previsto dalla Finanziaria. Il vicepremier Francesco Rutelli parla di �piagnisteo assurdo�. E spiega: �si tratta di una norma moderna e giusta i cui i proventi verranno investiti nel miglioramento dei servizi turistici�. Non la pensano allo stesso modo gli operatori che invece temono che la nuova �tassa di scopo� assesti un �nuovo colpo mortale� al comparto.

            Secondo Palazzo Chigi �il nuovo contributo � una norma equilibrata e innovativa che migliora i servizi ai turisti nelle citt� pi� visitate. � stata evitata la reintroduzione della vecchia imposta di soggiorno che avrebbe riguardato solo i clienti degli alberghi�. L’emendamento approvato ieri alla Camera prevede che dal prossimo anno i comuni italiani possano introdurre una tassa di soggiorno per far fronte alle esigenze create dall’arrivo di turisti, per migliorare i servizi e valorizzare i centri storici. Il prelievo potr� essere applicato solo ai cittadini non residenti ma saranno previste anche �eventuali riduzioni ed esenzioni� nonch� �forme di convenzione con le imprese della filiera turistica�. Sar� anche possibile prevedere l’applicazione del tributo solo per un certo periodo annuale. I comuni pi� piccoli, per i quali vale il tetto sino a 2 euro, dovranno attendere che la conferenza Stato-Regioni definisca le linee guida di coordinamento nazionale, le grandi citt� potranno invece partire subito col nuovo anno. �L’emendamento – spiega il sindaco di Roma Walter Veltroni – � il frutto di una convergenza tra esigenze dei comuni e quelle avanzate dal vicepresidente Rutelli per trovare un equilibrio tra i problemi che riguardano la possibilit� per le citt�, soprattutto quelle turistiche, di poter reggere il livello dei servizi nelle quantit� giuste e le esigenze di non penalizzare un settore strategico come quello turismo�.

            D’accordo con Roma anche Venezia, Pompei e Positano. Bari non intende applicare la nuova norma, mentre da Milano arriva un secco �no�. �E’ un controsenso logico, figlio di un federalismo alla rovescia�, protesta l’assessore al Turismo meneghino, Massimiliano Orsatti. �Porter� conseguenze non positive� dichiara a sua volta il presidente della Regione Roberto Formigoni. Pollice verso anche da Napoli, dove l’assessore al Turismo Valeria Valente parla di �misura davvero poco incentivante: il problema – spiega – � che bisogna investire sul turismo aggiungendo e non prendendo�. Per il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone la nuova tassa agevoler� �solo le grandi citt� d’arte�, mentre secondo il Comune di Capri �penalizza chi va in albergo�. Non a caso nell’isola dei faraglioni da mesi chiedevano a gran voce una �tassa di accesso�, allo scopo di frenare quel turismo �mordi e fuggi che – spiega l’assessore Salvatore Ciuccio – grava sui servizi e provoca gravi impatti ambientali sul territorio�. Amalfi, invece, vuole imitare la Sardegna alzando ancora di pi� il tiro: la nuova tassa va estesa anche ai diportisti. �Del resto – spiega il sindaco Antonio De Luca – chi viene qui da noi non avr� certo problemi a pagare 2 euro in pi�.

            Tutti gli operatori turistici, senza alcuna eccezione, da Confindustria a Confcommercio da Confesercenti all’associazione delle grandi catene alberghiere, sono invece compatti contro la nuova tassa.

            Spiega Bernab� Bocca, presidente di Federalberghi: �E’ un atto di puro autolesionismo per l’economia del paese. Cos� facendo graveremo le imprese turistiche di un nuovo balzello, che contribuir� a portare l’Italia fuori mercato, a mettere a rischio migliaia di posti di lavoro ed a far perdere migliaia di visitatori in quegli stessi comuni che dall’introduzione della tassa pensano di arricchirsi�. Per Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo, la norma �va abolita, o quantomeno ripensata� perch� �non pu� gravare solo sulle strutture alberghiere e ricettive: va spalmata su tutta la filiera, cominciando da esercizi commerciali e trasporti locali�.

            Anche il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli chiede che la tassa venga abolita: �le nostre imprese non hanno bisogno di una zavorra in pi�. E’ in gioco la competitivit� del paese�.