“Finanziaria” Taglio del cuneo: nel sindacato c’è chi punta i piedi

19/10/2006
    gioved� 19 ottobre 2006

    Pagina 2 – Economia

    IL CASO

      Ha finito per coincidere con la riforma Irpef. La Uil: "Cos� il governo non ha tirato fuori una lira"

        Taglio del cuneo misura fantasma
        e nel sindacato c’� chi punta i piedi

          LUISA GRION

            ROMA – Va bene la redistribuzione del reddito, va bene il mix di detrazioni, assegni e nuove aliquote che andr� a favorire le fasce medio-basse. Ma, detto questo, non tutto il sindacato � convinto che il governo – nella Finanziaria – abbia mantenuto fede agli impegni presi con il lavoro dipendente. Per Cgil, Cisl e Uil � difficile ora far capire ai lavoratori che il taglio del cuneo promesso a tutti coincide di fatto con la riforma Irpef, che premia alcuni e penalizza altri. Per la Uil, in particolare, i conti non tornano: i vantaggi che dovevano arrivare alla categoria grazie al taglio del cuneo fiscale sono inferiori a quanto promesso.

            Il conteggio secondo cui fra detrazione, assegni e nuove aliquote il governo avrebbe distribuito ai lavoratori circa 3 miliardi di euro non sta bene a Paolo Pirani, segretario confederale della Uil. Secondo lui i soldi messi sul tavolo sono in realt� molti di meno. �Quando abbiamo discusso l�accordo i termini erano chiari – afferma – la ripartizione dei vantaggi derivati dal taglio del cuneo dovevano riversarsi per il 60% sulle imprese e per il 40, corrispondente a circa 3 miliardi e mezzo, sui lavoratori. Cos� non � stato: dall�operazione sugli assegni familiari arriveranno nelle tasche dei dipendenti circa 1.400 milioni. E il resto? Certo, il governo ha rimodulato l�Irpef, ma cos� facendo non solo non ci ha rimesso un euro, ci ha pure guadagnato�. La soluzione del �travaso� fra taglio del cuneo e vantaggi derivati al lavoratore dalle modifiche al sistema fiscale, insomma, �non soddisfa� il sindacato guidato da Luigi Angeletti che alcuni giorni fa aveva addirittura quantificato quale dovesse essere il premio in busta paga legato alla riduzione del costo del lavoro (per uno stipendio netto di 1500 euro al mese circa 20-30 euro in pi�).

            Certo, i sindacalisti ammettono che al tavolo della concertazione il governo aveva chiarito che il taglio del cuneo per i lavoratori si sarebbe tradotta in pi� detrazioni e assegni per i lavoratori. Ma la Uil si aspettava di pi�. La confederazioni chiedeva che il taglio ai cuneo finanziasse anche una detassazione degli aumenti salariali in modo da spingere le aziende ad alzare le retribuzioni.

            A parte la Uil (che sui nodi della Finanziaria ha chiesto a Cisl e Cgil un riunione di vertice da tenersi sabato prossimo) qualche scontento trapela anche in casa Cisl. Mentre la Cgil si dice soddisfatta dalla redistribuzione dei redditi della Finanziaria, alla Cisl qualche dubbio � rimasto. �Non � una questione di soldi – avverte il leader Raffaele Bonanni – perch� sappiamo che i soldi a disposizione sono davvero pochi e mi sembra giusto che si punti all�equit�. Certo mi aspetto che il governo corregga le distorsioni emerse e il fatto, per esempio che un lavoratore con 30 mila euro e famiglia a carico possa rischiare di pagare pi� di prima. Ma quello che chiedo � soprattutto continuit� e impegno contro l�evasione fiscale. Penso soprattutto all�istituzione dell�anagrafe tributaria: se non si far�, i vantaggi della redistribuzione saranno divisi anche con gli evasori fiscali che, non solo pagheranno di meno, ma riceveranno anche pi� benefici. La beffa sarebbe insopportabile�.