“Finanziaria” Tagli a sanità e Comuni, duello nel governo

16/09/2005
    venerdì 16 settembre 2005

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    Tagli a sanità e Comuni, duello nel governo

      Alt di An al Tesoro: no alle riduzioni. Ma Siniscalco smentisce: ci saranno più risorse

        ROMA – Perplessità, apprezzamenti, ma anche già qualche veto, come quello di An sui tagli alla spesa sanitaria. La strada della Finanziaria 2006 si annuncia tortuosa, almeno a giudicare dalle prime reazioni della maggioranza. Ieri a Palazzo Chigi il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco e il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta l’hanno illustrata a grandi linee ai partiti della CdL, registrando valutazioni contrastanti. L’impianto riceve consensi, ma il giudizio resta sospeso in attesa degli approfondimenti che tutti reclamano. Il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno ha annunciato che la Finanziaria sarà accompagnata da un decreto sul bonus benzina, «ancora non quantificato», per le famiglie meno abbienti.

        L’importo della manovra è confermato in 21,3 miliardi: 11,5 serviranno per ridurre il deficit, 3 andranno sul nuovo Fondo per la ricerca e l’occupazione, 4 sulle infrastrutture, 2 alla riduzione dell’Irap, 200 milioni agli interventi a favore delle famiglie. I 21,3 miliardi verranno recuperati con tagli di spesa che si annunciano molto pesanti per i ministeri e la pubblica amministrazione (6 miliardi) e gli enti locali (3 miliardi). Altri 4,4 miliardi deriveranno dalla lotta all’evasione (3,4) e all’elusione (un miliardo). Un miliardo arriverà da Lotto e lotterie, un altro ancora dalla stretta sul pubblico impiego. Nel menù di Siniscalco ci sono poi 3,2 miliardi di dismissioni immobiliari una tantum e 2,5 miliardi di tagli alla sanità. E lì è esploso il primo problema.

        Da An è arrivato un altolà deciso, con il portavoce Andrea Ronchi. E il Tesoro si è affrettato a spiegare che il taglio sarà solo sul tendenziale. In termini reali la spesa sanitaria aumenterebbe nel 2006 di 3 miliardi. Il che, secondo An e Forza Italia, non rende la cosa meno indolore. Di tagli effettivi, invece, si parla per gli enti locali e i ministeri. Anche qui suscitando qualche preoccupazione. Forza Italia è contraria ai tagli alla Difesa, che assorbe gran parte dei consumi intermedi dello Stato (2 miliardi di risparmi). Della Finanziaria circola una bozza di 37 articoli molto provvisoria, tanto che Siniscalco ieri ha smentito all’Udc anche l’indiscrezione sul taglio del 10% agli stipendi dei parlamentari.

        Mancando i dettagli le perplessità predominano. Soprattutto sull’articolazione degli sgravi Irap, nodo sul quale il governo si era già bloccato a luglio, e sulle entrate dalla lotta all’evasione . Forza Italia e Udc sembrano molto scettici. Ma sulle coperture ha i suoi dubbi anche An, che insiste con la tassazione delle rendite finanziarie.

        Mario Sensini