“Finanziaria” «Stop and go»

15/11/2006
    mercoled� 15 novembre 2006

    Pagina 3 – Economia

      Una montagna di emendamenti ha fatto pi� volte cambiare faccia ad alcuni punti fondamentali della manovra

        La Finanziaria dello �stop and go�

          Dal bollo alle successioni: le misure entrano, escono e qualche volta tornano

            ROBERTO MANIA

            ROMA – Gli emendamenti alla Finanziaria sono mobili: entrano, escono e, a volte, tornano. Perch� questa � la Finanziaria dalle porte girevoli, come quelle dei grandi alberghi. E il destino di un emendamento (del governo o dei parlamentari, non fa differenza) non � mai segnato una volta per tutte, proprio come quello di Helen, la protagonista del celebre film Sliding Doors: pu� conquistare le prime pagine dei giornali, finire nel cestino, ma anche essere ripescato. Dipende. D�altra parte Montecitorio � la sede della politica che, poi, – come � noto – � pure l�arte del possibile.

            La tassa di soggiorno, per esempio, non ha imboccato l�ingresso giusto. Sembrava potesse avviarsi verso una gloriosa conferma, e invece no: espulsa. Alla segretaria generale dell�Ugl, Renata Polverini, � venuto in mente il �gioco dell�oca: due passi avanti e due indietro�. Anche molti sindaci l�hanno vista cos�. E ora sanno che dovranno rispolverare l�idea di aumentare le addizionali Irpef che avevano appena fatto in tempo a accantonare. � l�effetto domino dello "stop and go".

            E che dire della tassa di successione? Non c�era nella versione originale del decreto che accompagna la Finanziaria presentata a fine settembre. O meglio, era stata un po� camuffata con la stretta sulle imposte di registro, catastali e ipotecarie. Poi, la tassa di successione, � tornata. Pi� o meno com�era nel 2000: franchigia di un milione di euro a persona, riferita a immobili e capitali, con un�aliquota del 4 per cento, sulla parte eccedente, per i discendenti in linea retta. Certo, l�altra soluzione consentiva un gettito maggiore di circa 150 milioni di euro, ma la compensazione arriver� dalle misure contro l�elusione dell�Iva sugli autocarri e dalla rimodulazione dell�Irpef. Perch� una tassa – pi� o meno – vale l�altra.

            Anche le scelte ecologiche hanno dovuto fare i conti con "il gioco dell�oca". Almeno in due casi, anche se opposti. C�erano gli incentivi a favore dei Comuni che avrebbero accolto i rigassificatori nel loro territorio (articolo 25 della Finanziaria). Per una volta, era stata quasi scalfita la perversa sindrome di Nimby (not in my backyard, cio� non nel mio cortile): diversi Comuni sembravano interessati a sfruttare gli incentivi. Poi, per�, � arrivato l�emendamento e i fondi individuati (150 milioni) dirottati: serviranno per scontare le bollette elettriche (luce e gas) delle fasce sociali pi� bisognose.

            Ambientalista era lo spirito della norma, prevista dal decreto Visco collegato alla manovra, per favorire il ricambio del parco automobilistico con gli incentivi fiscali destinati all�acquisto delle auto non inquinanti. La norma � stata soppressa, ma anche Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat ha protestato. E cos� ieri il sottosegretario all�Economia, Alfiero Grandi, ha annunciato che la maggioranza � orientata a �reinserire� nella manovra una disposizione per la rottamazione di auto e moto.

            Sulla supertassa a carico dei Suv (qui l�acronimo sta per Sport utility vehicle) – tanto per restare in campo automobilistico – si � scatenata un�italica battaglia con tanto di letture antropologiche sui relativi proprietari. Poi � stata inserita la retromarcia e il superbollo � arrivato per tutti i possessori delle auto di grossa cilindrata, mega-Suv compresi ovviamente.

            Il contributo volontario del 5 per mille era stato inventato, in via sperimentale, dall�ex ministro dell�Economia, Giulio Tremonti, e nella Finanziaria 2007 non aveva trovato posto. Ma � montata la polemica da parte, soprattutto, delle organizzazioni del volontariato, beneficiarie del contributo: il 5 per mille (270 milioni da dividere tra migliaia di onlus) � stato riammesso, con un emendamento.

            Infine la ricerca. Prima c�erano 150 milioni di tagli e la minaccia di dimissioni del ministro Fabio Mussi. Poi si sono scoperti 177 milioni in pi�, ma erano vecchi, anche se la Montalcini si era convinta a votare la Finanziaria. Da ieri i milioni �nuovi�, per dirla con Mussi, sono 110. Ma solo 60 milioni sono previsti in un emendamento gi� depositato. E gli altri 50 da quale porta entreranno?