“Finanziaria” Sopra i 70 mila euro tasse più elevate

26/09/2006
    marted� 26 settembre 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

      Sopra i 70 mila euro tasse pi� elevate
      Sconti ai dipendenti

        Tornano le detrazioni per i figli a carico

          Alessandro Barbera
          ROMA

            Di certo per ora ci sono due cose: i pi� ricchi pagheranno pi� tasse, chi ha figli – e un reddito basso – ne pagher� meno. La cancellazione del secondo modulo di riforma Irpef voluta a fine del 2004 dal governo Berlusconi, alla prova dei fatti, era stato un vantaggio per i redditi medio-alti e alti. A marzo la Banca d’Italia ha individuato i pi� avvantaggiati in due esempi: chi non ha figli e guadagna pi� di 90mila euro, chi ne ha due e ne percepisce 45mila. Nel primo caso – grazie alla rimodulazione delle aliquote – c’� stato un calo netto dell’imposta di due punti percentuali. Nell’altro il calo della pressione fiscale – circa tre punti – lo si deve alla trasformazione delle �detrazioni d’imposta� in �deduzioni�. Ora si cambia di nuovo: cambieranno le aliquote, tornano le detrazioni, sparisce la �no tax area�. Torna la quota di stipendio visibile (nella busta paga c’era una voce ad hoc) che fino al 2004 veniva decurtata dall’imponibile Irpef ai lavoratori dipendenti e a chi aveva figli a carico.

            Le aliquote e la riforma. Il secondo modulo aveva cancellato un’aliquota. Fino al 2004 era al 23% per i redditi fino a 15mila euro, la seconda aliquota era al 29%, poi 31, 39 e 45% per chi guadagnava oltre settantamila euro all’anno. La riforma Berlusconi-Siniscalco, oggi in vigore, prevede il 23, 33, 39 e 43%. Quest’ultima solo per chi dichiara pi� di centomila euro all’anno. Un italiano su 150. Nella maggioranza non c’� ancora una decisione definitiva sul �se� e il �come� della riforma. Visco aveva lanciato l’idea di una prima aliquota al 20%, ma in sede tecnica hanno capito che si tratta di un’opzione costosissima. L’aliquota dovrebbe rimanere al 23%, ma probabilmente cambieranno gli scaglioni di reddito. Oggi lo scaglione successivo � la 33% per chi guadagna fina a 33 mila e 500 euro. Dovrebbe rimanere invariata l’aliquota massima: Rifondazione Comunista aveva chiesto di tornare al 45% a partire da settantamila euro, nel governo sembra prevalere l’opzione intermedia: lasciare l’aliquota attuale tornando indietro sulla soglia: pagher� il 43% chi guadagna da 70mila euro in su. L’aumento delle tasse sui redditi pi� alti promette di abbassare quelle sui medio-bassi: una delle ipotesi di rimodulazione della curva Irpef costerebbe ai pi� ricchi fino a cento euro medi in pi� al mese. Un calcolo da prendere con le molle. Berlusconi promise un abbassamento generalizzato, a conti fatti per alcune (limitate) fasce di reddito con figli a carico ci fu persino un (seppur lieve) aggravio. Secondo alcuni – come il presidente Ds della Commissione Finanze Giorgio Benvenuto – l’ultimo modulo di riforma �� stato finanziato a favore dei pi� ricchi con il prelievo sui redditi pi� bassi�.

              Il fiscal drag. Con il taglio del cuneo fiscale – vale a dire di parte dei cosiddetti oneri impropri e Irap a carico delle imprese – ci sar� la restituzione del fiscal drag, il drenaggio fiscale. Si tratta della perdita di potere di acquisto dei salari dei lavoratori dipendenti a causa dell’inflazione. La forchetta di maggior reddito medio mensile dovrebbe valere fra 20 e 30 euro.

                La no tax area. Per i pensionati l’area di esenzione dalle tasse � pi� stretta di quella dei lavoratori dipendenti. I primi non pagano solo fino a 7.000 euro annui, i secondi sono esentati fino a 7.500. � ormai certo che l’area di esenzione sar� di 7.500 euro per entrambe le categorie. Ma non si chiamer� pi� no tax area: si arriver� allo stesso risultato attraverso le detrazioni d’imposta. Nelle intenzioni di Visco questa � l’operazione che servir� a garantire i risparmi necessari ad una maggiore redistribuzione a favore delle famiglie numerose. La riduzione del reddito imponibile – dicono alle Finanze – in alcuni casi ha favorito i contribuenti ricchi. Il nuovo meccanismo (in realt� il ritorno di quello in vigore fino al 2004) sarebbe invece realizzato con sconti da applicare direttamente sull’imposta che – gradualmente – avranno un impatto maggiore sui redditi pi� bassi fino ad annullarsi per i pi� alti.

                  Evasione e pmi. In cantiere c’� anche un �nuovo e corposo� pacchetto anti-evasione e misure di semplificazione fiscale per commercianti e artigiani. La contropartita alla nuova revisione triennale degli studi di settore. Sono compresi controlli a tappeto per chi ha aderito ai condoni fiscali del centro-destra: alle Finanze avrebbero scoperto che in molti casi i contribuenti gi� morosi si sono limitati a pagare solo la prima rata del condono per evitare l’accertamento. L’evasione da condoni � stimata in circa un miliardo e mezzo di euro.