“Finanziaria” Soldi alle famiglie, l’Udc minaccia la crisi

27/10/2005
    giovedì 27 ottobre 2005

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    LA FINANZIARIA 2006
    LE TENSIONI ALL’INTERNO DELLA MAGGIORANZA SI ALLARGANO ALLA MANOVRA. NESSUNA CONCESSIONE AGLI ENTI LOCALI

      Soldi alle famiglie, l’Udc minaccia la crisi

        Sottratti 140 milioni per destinarli alla cultura. Verso il via libera al bonus bebè e alle scuole cattoliche

          ROMA
          Calano un po’ le risorse per le famiglie, salgono quelle per la Cultura che recupera 140 milioni ma la decisione crea un caso con i centristi che arrivano a minacciare – solo per qualche ora – la crisi di governo. Il vertice di maggioranza di ieri non ha trovato la soluzione definitiva, anche se sembra ormai certo che ci sarà un bonus a favore dei nuovi nati del 2005 e del 2006. Mille euro per tutti i secondogeniti di quest’anno e del prossimo. Si tratta di circa 240 mila bambini per i quali il governo sarebbe pronto a stanziare due terzi del miliardo che rimane per il pacchetto famiglie. Scendono invece le quotazioni del bonus per acquistare i libri di scuola: potrebbe essere sostituito da un sostegno economico per i figli che frequentano asili e materne private, il 40% della platea delle scuole cattoliche italiane. E mentre il vicepremier Gianfranco Fini ribadisce che «non ci saranno condoni», non si placa la tensione fra il governo e gli enti locali. Con una novità: il premier ha chiesto 48 per decidere il da farsi sul taglio da 500 milioni al Fondo sociale.

          SCONTRO NELL’UDC. Complici le fibrillazioni per la scelta del nuovo segretario, si è trasformato in un casus belli con la maggioranza e all’interno dell’Udc il taglio di 140 milioni del Fondo per le famiglie.

            Durante il vertice, sulla scia di voci che davano Tremonti pronto a tagliare drasticamente le risorse, il capogruppo Luca Volonté ha minacciato la crisi di governo. Poi, rassicurati dal ministro Baccini e dal sottosegretario Vietti presenti alla riunione al Tesoro, la situazione si è normalizzata. «Per noi le risorse minime sono di un miliardo», ha precisato Giovanardi. Chi invece ha protestato lo stesso è stato il responsabile economico del partito Ivo Tarolli: «I fondi per le famiglie non si devono toccare. Se altri ministeri hanno bisogno di fondi il ministro dell’Economia deve trovare altre soluzioni». Il riferimento era a Rocco Buttiglione, visibilmente imbarazzato per la decisione: «Vedremo, ma la mia priorità è la famiglia. La situazione è in movimento». Oggi un vertice con Giulio Tremonti dovrebbe definire una volta per tutte il mix di interventi.

            FONDO SOCIALE. Resta alta intanto la tensione tra governo ed enti locali sui tagli della Finanziaria ma soprattutto per la mancata erogazione della seconda tranche del Fondo sociale. Ieri Regioni, Province e Comuni hanno incontrato il premier per fare il punto della situazione e chiedere risposte «precise» sui «pesanti» tagli previsti. Il premier, un po’ a sorpresa, ha chiesto «48 ore di tempo per decidere il da farsi». La questione sarà all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì.

              Intanto a partire da oggi il Tesoro aprirà un tavolo tecnico per affrontare tutte le questioni poste dagli enti locali. In attesa di risposte, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani conferma la manifestazione nazionale di protesta fissata per il 10 novembre. «Deludente» l’esito dell’incontro per molti partecipanti che si sono sentiti offesi dal premier che li avrebbe definiti «spenditori locali». «Non è stata accolta nessuna delle nostre richieste – lamenta il presidente della provincia di Roma Gasbarra – nè ci sono state fatte proposte».

              Più ottimista il presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti: «Tremonti ci ha detto che entro il 10-12 novembre il governo presenterà il maxiemendamento». Al Senato non dovrebbero arrivare nessun condono: «Non ci saranno», ha detto ieri il vicepremier Fini. Tipi di «interventi giustificati solo se eccezionali, altrimenti diseducativi».
              Spunta invece nuovamente all’orizzonte (sarebbe la terza volta) l’assicurazione obbligatoria per le calamità naturali.

              L’ITER DELLA MANOVRA. Mentre la maggioranza si divide sulle risorse, a palazzo Madama proseguono i lavori parlamentari sulla manovra dopo lo scivolone della prima votazione di ieri.

                Ieri è poi arrivato il via libera al disegno di legge di Bilancio, e la commissione Finanze ha iniziato l’esame degli emendamenti al decreto legge fiscale che accompagna la manovra.

                Via libera a Riscossione spa, alle misure per il contrasto all’evasione fiscale, all’aumento delle sanzioni per le contraffazioni di merci, portandole da 20.000 euro a 1 milione.

                [a.ba.]