Finanziaria «snella», si comincia. Sanità e Sud: i nodi da sciogliere

21/09/2009

Stasera alle 18 il governo scoprirà le carte sulla Finanziaria 2010 con le parti sociali. Fonti vicine al Tesoro confermano che il testo sarà snello (massimo 3 articoli) e le risorse
messe a disposizione molto risicate (3-4 miliardi). Per il ministro Giulio Tremonti, infatti, «vale» la manovra varata l’anno scorso, che di fatto prevede solo tagli per 7 miliardi di euro nel 2010. Accanto a quella c’è la partita ammortizzatori, anche quella già «giocata» con le Regioni, che hanno dirottato i fondi europei per la formazione. Dunque, per l’Economia c’è poco altro da fare. Nonostante la crisi nera. «C’è una disoccupazione al 10,5%, con un
milione e 100mila posti di lavoro persi, 700mila persone in cassa integrazione e 400 punti di crisi, e il governo continua a ritenere che quel che c’è basta – dichiara Agostino Megale,
segretario Cgil – Noi insistiamo per un tavolo e una task force sulla crisi. Servono risorse per gli
sgravi ai lavoratori e ai pensionati. In Italia 8 milioni di pensionati guadagnano meno di 800 euro e 13 milioni di lavoratori meno di 1.300.
Questi pagano tra il 23 e il 30% di tasse, a fronte dello sgravio che si sta concedendo a chi rimpatria i capitali. È inaccettabile».
I nodi sul tavolo di Tremonti sono ancora molti. In primo piano c’è il rinnovo dei contratti pubblici. Quest’anno servono due miliardi e mezzo. Le risorse a disposizione sono molto meno: probabilmente il ministero proporrà di congelare in vista del nuovo modello contrattuale. Stipendi quindi ancora a secco. L’altra partita, con le Regioni, è sulla sanità: serve un miliardo. Poi c’è tutto il capitolo sud, con i fondi Fas taglieggiati. Il ministero conta di partire con una proposta light, da finanziare in seguito con gli incassi dello scudo. «Visto che lo fanno – dicono fonti vicine alla Cisl – è meglio che le risorse vadano a quel tavolo». In ogni caso Raffaele Bonanni porrà la questione fiscale. dalle dichiarazioni dei redditi è chiaro che l’evasione è ancora alta. La Cisl chiederà di reintrodurre la tracciabilità dei pagamenti.
Tutto aperto anche il tema degli investimenti, che con un Pil a -5,2% dovrebbero essere al primo posto. Il Dpef invece riduce le risorse anche su quel fronte. Per questo l’autunno si preannuncia caldissimo.