Finanziaria, sindacati in allarme

29/10/2002

29 ottobre 2002

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
Slitta il vertice governo-parti sociali sul Sud previsto per oggi. Pezzotta: no a pacchetti preconfezionati
Finanziaria, sindacati in allarme
          I costruttori contestano le nuove agevolazioni in materia di ristrutturazioni edilizie
          ROBERTO PETRINI

          ROMA – Slitta, probabilmente a domani o giovedì, il vertice tra governo e parti sociali sul Patto per l´Italia e la Finanziaria 2003 previsto per oggi e si levano le proteste dei sindacati per la mancata convocazione. Niente di definito, dunque, all´inizio di una settimana che vedrà l´esame in aula della manovra dopo il varo da parte della commissione Bilancio la settimana scorsa. Dietro il rinvio la necessità di più tempo da parte del governo per mettere a punto norme e coperture del pacchetto-Sud con le modifiche ai nodi più spinosi costituiti dall´articolo 37 e dal fondo unico. Proprio sull´articolo 37, che prevede che il 50 per cento dei finanziamenti a fondo perduto concesso alle imprese sia trasformato in prestiti, si lavora con maggiore difficoltà: la Lega sembra insistere per mantenere la norma così com´è mentre avanza una proposta di mediazione volta a ridurre l´entità dei finanziamenti da restituire a lungo termine e a tassi agevolati. Il ministro per il Welfare Maroni ha comunque assicurato che «non c´è problema». «Credo – ha aggiunto – che un accordo tra i partiti di maggioranza e poi anche con le parti sociali, sulla questione del Mezzogiorno, si troverà».
          La mancata convocazione ha sollevato ieri le proteste dei sindacati. Savino Pezzotta (Cisl) ha detto che sarebbe «inaccettabile» la presentazione di un pacchetto «preconfezionato» da parte del governo. La Cgil con Nerozzi ha fatto sapere che «ogni discussione non potrà che partire dalla piattaforma unitaria sul Sud, che insieme a Cisl e Uil presentammo a Palermo». Più cauta la Uil che con Musi ha osservato che se maggior tempo vuol dire «risposte certe» si può anche aspettare.
          Una replica indiretta ai sindacati è giunta dal viceministro all´Economia Mario Baldassarri che aveva annunciato l´incontro giovedì scorso da Napoli: «Con le parti sociali – ha detto – dovremo verificare la coerenza tra la Finanziaria e il Patto per l´Italia. Se la Cgil accetta questa impostazione, è ovvio che la porta è sempre aperta». «La Cgil non ha firmato l´accordo – ha aggiunto – ma se ritiene che il Patto vada inserito nella Finanziaria, ben venga. Se continua invece a definirlo scellerato, allora sarebbe imbarazzante».

          Il passo successivo al vertice dovrebbe essere un maxi-emendamento di cui il governo si assumerebbe completamente la responsabilità dopo l´incontro con sindacati e Confindustria. All´iniziativa del relatore di maggioranza potrebbe invece essere affidata la trasformazione del concordato in condono «tombale» e alcune misure relative al condono edilizio.
          Dopo il via libera in commissione non si placano le proteste delle categorie. L´introduzione della proroga dello sconto del 36 per cento sulle ristrutturazioni edilizie non ha raccolto il consenso dei costruttori. «Insoddisfazione e sconcerto» ha espresso l´Ance per una proroga «miope»e che viene definita un «contentino». In pratica i costruttori lamentano il raddoppio dell´aliquota Iva che passa dal 10 al 20 per cento; inoltre non piace ai costruttori l´abbassamento da 78 a 40 mila euro dell´importo massimo sul quale è possibile ottenere la detrazione fiscale.