Finanziaria, sì allo scudo e al concordato fiscale

07/11/2002




7 novembre 2002

Finanziaria, sì allo scudo e al concordato fiscale

La maggioranza ritira tutti gli emendamenti sui condoni. Bonus occupazione, 50 euro in più per chi assume gli ultra 45enni

      ROMA – Via libera alla proroga fino al 30 giugno dello scudo fiscale (con sanzione elevata al 4%) e al concordato preventivo per i prossimi tre anni. La Camera ha iniziato a licenziare i primi articoli della Finanziaria mentre la maggioranza ha deciso di ritirare tutti gli emendamenti che introducevano il condono tombale. Ma il discorso non è chiuso. La partita sembra destinata a riaprirsi al Senato anche se la Lega ieri ha fatto muro. Molte altre le novità tra norme approvate e annunciate dopo il vertice notturno dell’altra sera (e che si è ripetuto ieri) con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel difficile tentativo di tenere ferma la barra dei conti. Tra le ipotesi che avanzano la riduzione dell’Iva dal 20 al 10% per le ristrutturazioni edilizie mentre per la detrazione del 36% è in corso una nuova formulazione.
      BONUS OCCUPAZIONE - Secondo il sottosegretario Giuseppe Vegas, «perché altrimenti dovremmo farlo in altri settori come l’auto», la riduzione dell’Irap per l’editoria sembra decadere. Prende quota invece, per venire incontro alle richieste della Lega, una rimodulazione del maxiemendamento sul Mezzogiorno. La nuova proposta prevede una riduzione del bonus per tutti i nuovi occupati da 100 a 50 euro e un aumento da 50 a 100 euro se il nuovo occupato ha più di 45 anni. Il ministro Tremonti avrebbe dunque promesso alla Lega di estendere anche al Nord il credito di imposta sulle nuove assunzioni ma con un tetto del 10% rispetto all’erogazione complessiva.
      PATTO PER l’ITALIA – Le modifiche in corso al maxiemendamento per il Sud, che ieri hanno trovato l’appoggio anche di An (per Antonio Mazzocchi è giusto estendere le agevolazioni anche al Nord), è un capitolo sensibilissimo. Ogni ritocco potrebbe contrastare con la filosofia del Patto per l’Italia firmato dal governo con tutte le parti sociali, Cgil esclusa. E infatti ieri sia la Confindustria che la Cisl e la Uil hanno messo in un angolo il governo: nessuna modifica alle misure per il Sud, è in gioco la credibilità dei rapporti con le parti sociali. Lo stop su questo fronte alle manovre parlamentari è dunque secco, ma la partita è complessa. Il capogruppo del Carroccio Alessandro Cè è deciso a non mollare e ha già anticipato che, in ogni caso, proseguirà con gli emendamenti. A questo si aggiunge il capitolo pensioni. Ieri il ministro del Welfare Roberto Maroni ha detto che la prossima settimana incontrerà le parti sociali per rafforzare la delega con l’obiettivo di innalzare l’età pensionabile.
      ENTI LOCALI - E’ arrivato nella serata di ieri l’annunciato e sofferto maxiemendamento del relatore sulla Finanziaria Angelino Alfano sugli enti locali. Scompare la possibilità di incrementare del 3,6% il tetto di spesa per beni e servizi dei comuni superiori ai 5 mila abitanti ma i comuni avranno mano libera nella definizione delle poste in bilancio. Per l’Anci (associazione dei comuni) rischia di pesare sui conti delle amministrazioni locali per 1,7 miliardi di euro. Ignazio La Russa ha promesso un emendamento per dare al Comune di Milano la possibilità di contrarre mutui a interesse zero fino a 500 milioni di euro.
      SCUDO FISCALE EUROPEO – Lo scudo fiscale italiano (che nella nuova formula varata ieri dovrebbe portare in cassa altri 2 miliardi di euro) piace a Bruxelles. I ministri delle Finanze Ue stanno infatti valutando la possibilità di utilizzare la formula italiana con l’obiettivo di convincere la Svizzera a un accordo sulla tassazione dei capital gain percepiti da cittadini comunitari su attività nelle banche elvetiche. Tremonti è stato invitato a presentare all’Ecofin del 3 dicembre un rapporto dettagliato. Il braccio di ferro tra il presidente della Commissione Bilancio della Camera Gianfranco Giorgetti (Lega) e l’ideatore della porno-tax Vittorio Emanuele Falsitta (Forza Italia) è finito con una tregua. Il provvedimento (destinato a fruttare 90 milioni di euro) ieri è stato accantonato e dovrebbe essere votato oggi.
      Il BONUS per l’occupazione verrebbe abbassato da 100 a 50 euro. Potrebbe però essere rinforzato (a 100 euro) quello dedicato al reimpiego degli «over 45». Resterebbe fermo, invece, il bonus di 350 euro dedicato ai nuovi assunti nel Mezzogiorno
      Potrebbe tornare l’Iva ridotta, dal 20 al 10%, per l’acquisto di materiali relativo alle ristrutturazioni EDILIZIE . Lo sgravio dovrebbe essere valido fino al 30 giugno 2003, ma non è esclusa l’estensione fino alla fine del prossimo anno
      Via libera all’articolo 6 della Finanziaria che introduce il CONCORDATO preventivo per i prossimi 3 anni. Approvata anche la norma sul concordato fiscale per gli anni pregressi, che interessa i percettori di redditi di impresa e di lavoro autonomo
Roberto Bagnoli


Economia