“Finanziaria” Salvata dalla fiducia

14/11/2005
    sabato 12 novembre 2005

    Pagina 3 -Primo Piano

    LA LEGGE DI BILANCIO 2006 - ANCORA CRITICHE DALL’UDC: I PROVVEDIMENTI SOCIALI SONO UNA PRESA IN GIRO. IL MINISTRO DELL’ECONOMIA: POSSIAMO ANCORA CAMBIARE

      La fiducia salva la Finanziaria blindata

        Primo via libera del Senato. Tremonti: è quella che volevamo. Per Prodi invece è un passo indietro

          Alessandro Barbera

          ROMA
          Via libera del Senato alla manovra finanziaria per il 2006. Nonostante le critiche di più di un ministro al Consiglio di giovedì, il voto di fiducia è arrivato senza intoppi. «Quella che volevamo» per Giulio Tremonti, «l’ultima firmata Berlusconi» secondo il leader della Margherita Francesco Rutelli. La manovra che da lunedì approda alla Camera vale circa 27 miliardi, ben 16,4 dei quali andranno a riduzione del disavanzo per centrare l’impegno preso con Bruxelles di raggiungere nel 2006 il 3,8% del rapporto deficit-Pil. La difficile situazione dei conti pubblici ha obbligato il ministro dell’Economia a rimettere mano ai numeri concordati l’estate scorsa da Domenico Siniscalco, che prevedevano «soli» 11,5 miliardi di aggiustamento.

          Per lo sviluppo resta poco, anche perché altri tre miliardi andranno alla sanità; due per chiudere i buchi di bilancio delle tre Regioni cosiddette «canaglia» (Lazio, Campania e Sicilia), un altro per innalzare ulteriormente un fondo che complessivamente raggiunge la cifra record di 93 miliardi di euro. La misura più incisiva a favore dello sviluppo – applaudita dagli imprenditori – è il taglio di due miliardi del costo del lavoro, circa un punto percentuale.

          Per la famiglia restano un miliardo e 140 milioni. Su come ripartirla la maggioranza si è scontrata più volte, l’ultima giovedì. La versione che approda a Montecitorio concentra le risorse a favore dei nati di quest’anno senza distinzione di reddito. Saltato il bonus per i bebé del 2006, ci sarà però un mini-contributo di 160 euro per i bambini venuti alla luce tra il primo gennaio 2003 e il 31 dicembre 2005. «Platea troppo vasta e indeterminata» per l’Udc che chiede nuovamente modifiche, una «elemosina» e «una presa in giro» per il Forum delle famiglie. Tremonti garantisce che per lui «non ci sono problemi»: alla Camera si può tornare indietro. Confermati i cento milioni per le famiglie con figli disabili e una mini agevolazione per la casa, non più per acquistarla ma a sostegno degli affitti nelle aree urbane. Infine, grazie a una detrazione d’imposta, è previsto uno sconto fino a 120 euro per chi ha iscritto i figli agli asili nido privati.

          Sarà ricordata soprattutto come la Finanziaria dei tagli: ai ministeri, agli enti locali, alle aziende pubbliche (in particolare Ferrovie e Anas), ai fondi per la cooperazione internazionale che potrebbero essere recuperati in parte grazie al «cinque per mille» etico, un’altra novità della manovra. Dalla cultura alla scuola, dalla Difesa alle Regioni, sono pochissime le voci che non hanno subito ridimensionamenti. L’ultima polemica ieri, per un taglio di 400 milioni all’Università. Se ne sono lamentati Conferenza dei Rettori, Cgil, Ds e Confindustria.

          Dall’opposizione i commenti più duri: «Quando penso al capitolo della Finanziaria sui problemi sociali sono demoralizzato. Un passo indietro per la povera gente», commenta Romano Prodi. Per Piero Fassino «una finanziaria largamente al di sotto delle aspettative di imprese, cittadini e famiglie». Una manovra «seria e rigorosa» per il capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani, mentre il collega di An Domenico Nania sottolinea che «per il quinto anno consecutivo il governo non mette le mani in tasca ai cittadini».