“Finanziaria” S.Pezzotta: «lo sciopero generale ci sarà»

03/10/2005
    lunedì 3 ottobre 2005

    Pagina 3 – Economia

      L´INTERVISTA

        Savino Pezzotta, segretario Cisl: il governo non ha mantenuto nessuna promessa

          «È una Finanziaria elettorale
          lo sciopero generale ci sarà»

            verso il voto
            Qualcuno può credere che a sei mesi dal voto un governo non faccia nulla? Per questo sono state rinviate tutte le decisioni che andrebbero prese
            le richieste
            Non possiamo rinunciare alle nostre richieste per i pensionati, i lavoratori a reddito fisso, i ceti deboli
            i parlamentari
            Il taglio del 10% degli stipendi è una misura condivisibile, ma certo non risolve i problemi enormi che abbiamo

              ROBERTO MANIA

                ROMA – L´ultima Finanziaria ha allargato il solco tra i sindacati e il governo. Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, ne parla con amarezza e anche rabbia. Questa volta – dice – è andata peggio delle altre: nessun confronto se non una breve riunione a Palazzo Chigi «all´insegna, per di più, dell´indeterminatezza». Ma il sindacato – annuncia il leader della Cisl – non si rassegna: «Daremo battaglia perché non possiamo rinunciare alle nostre richieste per le persone che rappresentiamo, i pensionati, i lavoratori a reddito fisso, i ceti più deboli. Insieme agli enti locali potremmo mettere in campo una iniziativa comune. E poi, se ci sbatteranno ancora la porta in faccia, ci sarà anche lo sciopero, non possiamo proprio escluderlo».

                Ma come, Pezzotta, diversi membri del governo e della maggioranza di centrodestra hanno detto che questa è la migliore Finanziaria della legislatura. Possibile che non ci sia nulla di buono?

                  «A me non sembra affatto la migliore Finanziaria degli ultimi anni. Ma dove sono le risposte alle questioni sollevate dal sindacato? Dove sono le misure per dare un po´ d´ossigeno al Mezzogiorno che si allontana sempre più dal resto del Paese? Come si pensa di tutelare il potere d´acquisto delle retribuzioni? Noi da anni chiediamo la restituzione del fiscal drag. Eppure anche in questa Finanziaria non se ne parla. Dove sono gli stanziamenti per la cassa integrazione per le nuove crisi industriali? La situazione si sta aggravando e il governo non se ne accorge, continua a sottovalutarla e a diffondere ottimismo. E per il pubblico impiego: lo sa che non ci sono i soldi non solo per gli integrativi, ma anche per i rinnovi contrattuali dei singoli comparti? Questo è gravissimo, è una violazione degli accordi. E le risorse per i non autosufficienti e per i pensionati? Avevano annunciato un pacchetto di misure per difendere i redditi più bassi dal caro petrolio, dall´aumento dei prezzi e delle tariffe. Se ne sono già dimenticati. Non c´è niente, niente. Questa è la verità».

                  È previsto un Fondo per gli aiuti alle famiglie. Forse ci sarà qualcosa là. Non crede?

                    «Ma è tutto così indeterminato. Non c´è nulla di certo se non una montagna di una tantum. Dov´è il riequilibrio della tassazione delle rendite finanziarie? Tutto rinviato, mentre la situazione economica e produttiva si aggrava di giorno in giorno. Senza considerare che i tagli ai trasferimenti agli enti locali si tradurranno in tagli allo stato sociale».

                    Secondo il governo saranno ridotti gli sprechi, le auto blu e le consulenze, non i servizi sociali

                      «Ma no, non è così. Non si può dire che si taglia e, allo stesso tempo, che non succede nulla. Ma cosa credono che non sappiamo quali saranno le conseguenze?».

                      Vi state trasformando nel "sindacato del no", che respinge tutte le proposte del governo.

                        «Per dire no bisognerebbe almeno essere consultati. Questa volta non c´è stata alcuna trattativa, solo un´oretta di spiegazione a Palazzo Chigi. Lì, per esempio, abbiamo capito che ci sarebbe stata la riduzione di un punto percentuale del costo del lavoro a vantaggio delle imprese. Saranno tagliati anche i contributi previdenziali? Ancora non lo sappiamo, nessuno ce l´ha detto».

                        Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha spiegato che riguarderà solo gli oneri impropri come la malattia e la maternità.

                          «Sì? A me ancora non l´hanno detto, aspetto di leggere la Finanziaria. Anche se forse qualcuno lo rappresento ancora…».

                          Comunque la Cisl era favorevole ad intervenire sul cuneo fiscale e contributivo. Ora ha cambiato idea?

                            «È sempre stata una nostra proposta. Ma devo sapere come si realizzerà. Per me non è indifferente sapere se riduce solo il costo del lavoro per le imprese o se ha anche qualche effetto sui lavoratori».

                            Non le piace nemmeno il taglio del 10 per cento agli stipendi dei parlamentari?

                              «È una misura condivisibile, ma certo non risolve i problemi enormi che abbiamo».

                              Presentando la manovra per il 2006, Berlusconi e Tremonti, hanno detto che non ci sono interventi di carattere elettorale. Lei è d´accordo su questo punto?

                                «Senta: ma qualcuno può credere che a sei mesi dalle elezioni un governo non faccia nulla guardando alle elezioni? La verità è che nessuno è caduto dal cielo pasquale e che la Finanziaria è elettorale nella parte in cui rinvia tutte le decisioni che andrebbero prese. Dunque quasi su tutto. Se non è questa una manovra elettorale!».

                                Sempre il ministro Maroni ha affermato in un´intervista al Giornale che la sua è una «posizione margheritina».

                                  «Ma la smettano! Io rappresento la Cisl che, quanto ad autonomia, non deve prendere lezioni da nessuno. La realtà è un´altra: quando non sanno cosa rispondere a chi non è d´accordo con loro, la buttano in politica. Io non li seguo, faccio un altro mestiere».