“Finanziaria” Rush finale

12/12/2005
    lunedì 12 dicembre 2005

      Pagina 19 – Economia e Finanza

      LE NUOVE TASSE NELLA MANOVRA MAGGIORANZA SPACCATA SULL’OPPORTUNITÀ DI AUMENTARE L’IMPOSIZIONE SUL MATERIALE HARD

        La Finanziaria al rush finale

          Due giorni per chiudere. Tetto al bonus bebè, si litiga sulla porno-tax

            Flavia Amabile

            ROMA
            Da oggi via all’ultima maratona di vertici e liti sulla Finanziaria. Il governo intende portare al massimo per mercoledì in aula un maxiemendamento blindato con tutte le modifiche concordate, su cui porre la fiducia e licenziare così una volta per tutte la questione inviandola al Senato dove dovrebbe essere approvata senza sorprese. La maggioranza insomma ha una manciata di ore per trovare un accordo sugli ultimi nodi. Non sono molti – si è lavorato abbastanza da mercoledì scorso per ricomporre le spaccature soprattutto con la Lega. La Cdl tenterà oggi di trovare una soluzione comune. Il problema più spinoso sul tappeto appare la porno-tax su cui stanno litigando il viceministro all’Economia Giuseppe Vegas e il relatore della Finanziaria Daniela Santanchè di An.

            La tassa sul materiale pornografico è una proposta del relatore, e Vegas è stato chiaro sul destino delle misure introdotte dalla commissione Bilancio in contrasto con il governo: «Non ha senso che restino in Finanziaria. Il Parlamento può dare dei suggerimenti sulla legge di bilancio, ma decide il governo». Il riferimento è anche al concordato fiscale per gli Enti locali. Ma la Santanchè non ha intenzione di arrendersi. La porno-tax – chiarisce – «non è un tributo fatto e voluto dalla Santanchè, ma dalla maggioranza visto che è stato approvato all’unanimità». E, poi, «non crea problemi con l’Europa, ed è meglio che tassare ulteriormente la benzina. Confido nel ministro Tremonti».
            Sui fondi del Tfr, la Lega sembra invece deporre le armi. Dopo aver provato invano a far restare nell’ambito delle politiche sociali le risorse liberate dallo slittamento della riforma, ora i toni sono diversi. A parlare non è Maroni, ministro del Welfare che mercoledì scorso aveva puntato i piedi, ma Roberto Calderoli che spiega: «Siamo pronti a buttare giù il boccone amaro» solo se le risorse andranno a rafforzare la manovra e non se verranno utilizzate per altre finalità di spesa. «Se invece si scatena l’assalto alla diligenza, allora la Finanziaria – avverte il ministro per le Riforme – se la votano da soli». E Maroni? La posizione – risponde Calderoli – alla fine «sarà condivisa anche da Maroni. È chiaro che Maroni è pronto a vender cara la pelle e le proposte che aveva avanzato erano condivisibili, ma in un momento più fortunato. Ora invece c’è necessità di dare risposte all’esigenza del rigore, di scegliere la ragion di Stato rispetto da altre esigenze». In tutto, infatti, si dovrebbe garantire un ulteriore miglioramento dei saldi di circa lo 0,4% del Pil.

            Un accordo è stato più o meno raggiunto anche sull’introduzione di un tetto di reddito per usufruire del bonus figli, come auspicato da Silvio Berlusconi nel vertice di mercoledì scorso: dovrebbero essere di 40-50 mila euro: il Carroccio – all’inizio contrario – avrebbe alla fine concordato su tale opportunità ma a una condizione, e cioè che non vengano allungati i tempi per percepire l’assegno di 1000 euro. Più complicato il discorso degli sgravi fiscali per baby sitter e asili nido: Vegas, in commissione Bilancio, aveva sottolineato come il carattere strutturale delle misure generasse un problema di copertura. Gli sgravi potranno dunque restare nella Finanziaria solo se si riuscirà a trovare un meccanismo alternativo.

            Nel maxiemendamento dovrebbe infine arrivare la riforma della previdenza agricola, per consentire a imprese e lavoratori del settore di regolarizzare la propria posizione contributiva senza pagare sanzioni. Interessa datori di lavoro e autonomi che devono pagare contributi fino alla data del 31 ottobre 2005: potranno mettersi in regola nei prossimi sei mesi, senza pagare gli interessi di mora. Il ministro Alemanno delle Riforme agricole si dice fiducioso «dopo il buon lavoro fatto in queste settimane».

              Per i sindacati Savino Pezzotta, leader della Cisl, ribadisce la posizione di contrarietà su questa Finanziaria in continuo «progress», fatta di «misure una tantum», e «che non affronta i problemi del Paese». Contrarietà a partire dalla porno-tax che, dice, «è una cosa assurda. Il problema è che non bisogna abbassare la pressione fiscale».