“Finanziaria” Rossi: i fischi dei manager? Li capisco

08/11/2006
    mercoled� 8 novembre 2006

    Pagina 10 – Primo Piano

      IL RIFORMISTA DS

        Nicola Rossi: i fischi dei manager? Li capisco

          �Esasperati, non ce l’avevano con me. Damiano li ha fatti ricevere da un segretario�

            Sergio Rizzo

              ROMA – Che fossero mal disposti fin dall’inizio, non c’� il minimo dubbio. �In effetti ho avuto l’impressione che ci trovassimo in presenza di un forte pregiudizio da parte della platea�, confessa il deputato dell’Udc Bruno Tabacci. Luned� era anche lui alla riunione della Federmanager su una Finanziaria che ha infuriare i dirigenti d’azienda per i sacrifici che impone loro. Un’assemblea che si � trasformata ben presto per il suo collega diessino Nicola Rossi, esponente dell’ala riformista della Quercia, in una specie di fossa dei leoni.

              �Ho cercato di difenderlo�, racconta Tabacci, che con Rossi ha dato vita al cosiddetto tavolo dei volenterosi, un gruppo di parlamentari di maggioranza e opposizione autori di emendamenti bipartisan alla manovra. Ma il clima doveva essere davvero infuocato, se l’intervento di Nicola Rossi, peraltro nemmeno tenero nei confronti di una Finanziaria della quale il parlamentare dei Ds ha gi� confessato pubblicamente di non condividere l’impostazione, � stato subito accolto da fischi e urla da una parte consistente dei 2.500 aderenti all’associazione guidata da Edoardo Lazzati, manager proveniente dall’Enel.

              �Qualche contestazione c’� sempre stata, anche quando era in carica il governo di Silvio Berlusconi�, ricorda Tabacci. �Ma non c’� paragone con quello che � accaduto luned�, precisa il deputato dell’opposizione. Che aggiunge come non soltanto sia stato accolto �con freddezza� l’intervento di Giuseppe Vegas, ex viceministro di Forza Italia, ma che lui stesso sia stato interrotto, a un certo punto, quando ha pronunciato le seguenti parole: �Il problema non � quello di far cadere il governo Prodi�. E ha rintuzzato l’attacco cos�: �Se lei pensa che io sia venuto qui a dire che bisogna mandare a casa Prodi per rimettere Berlusconi a palazzo Chigi si sbaglia di grosso!�.

              Tabacci d� questa interpretazione della disavventura occorsa a Rossi: �� la dimostrazione del profondo limite di questa maggioranza. Vanno in piazza con i Cobas e poi mandano un riformista a prendersi i pomodori dai dirigenti d’azienda�.

              Il giorno dopo aver esposto il petto davanti ai manager inferociti, il deputato della Quercia dice di non provare alcun risentimento. E afferma che quasi quasi se l’aspettava: �L’unica cosa sgradevole � che avrei preferito che ci fosse anche qualcun’altro insieme a me�. Quando gli si chiede a chi � diretta questa battuta non fa nomi (ma si sa che erano stati invitati anche altri due riformisti del centrosinistra, Enrico Morando e Tiziano Treu, che per� non c’erano).

              Mostrando perfino comprensione per i fischi: �So benissimo che erano esasperati. Per giunta con questa associazione ho sempre avuto un ottimo rapporto, anche perch� condivido in pieno alcune delle loro considerazioni. Per esempio trovo che il prelievo del 3% sulle pensioni pi� elevate sia una manovra inutile e demagogica, e nel mio intervento ho pure detto chiaramente che considero operazioni del genere delle trovate insensate�. Ma diversamente da Tabacci, d� una spiegazione meno politica e pi� sostanziale del fattaccio: �Hanno chiesto per settimane un incontro al ministro del Lavoro (il diessino Cesare Damiano, ndr) e alla fine sono stati ricevuti dal suo segretario tecnico. Ammetto che anche a me pare una forma di concertazione un po’ particolare�. Una critica del tutto simile a quella degli stessi manager, il cui direttore Giorgio Ambrogioni ha ironicamente lamentato: �� mancata una concertazione reale, visto che non abbiamo mai delegato Cgil, Cisl e Uil a discutere i nostri problemi�. Conclude Nicola Rossi: �Non ce l’avevano con me�. Meno male. In caso contrario che cosa poteva accadere?