Finanziaria, pronto il piano casa

25/09/2007
    martedì 25 settembre 2007

    Pagina 13 – Politica

    GOVERNO IN DIFFICOLTÀ SUI RISPARMI DI SPESA PER GLI AIUTI ALLE FAMIGLIE. PRODI OTTIMISTA SUL VERTICE DI DOMANI: DINI È CON NOI, L’ACCORDO SI TROVA

    Finanziaria, pronto il piano casa

      STEFANO LEPRI

      ROMA
      Per gli sgravi sulla casa i soldi finalmente ci sono. Per chi abita in affitto, purché con contratto registrato, uno sgravio Irpef. Per chi è in proprietà, meno Ici sulle prime case, forse con una franchigia in fasce differenziate per dimensione del Comune, forse con un margine di scelta concesso ai Comuni stessi. Le cifre precise ancora mancano; è solo certo che gli sgravi all’Ici non saranno condizionati né dal reddito Irpef (soluzione tecnicamente troppo complicata) né dalla superficie dell’alloggio.

      Nella graduatoria delle priorità, la casa è stata messa al primo posto. Ancora mancano, al momento, le risorse per il secondo punto del programma fiscale, l’assegno agli incapienti (una specie di «imposta negativa» per i redditi bassissimi) e la «dote fiscale» per i figli. Per ora si parla di una cifra modesta, 200 euro, per gli incapienti. Ma è probabile uno sblocco nel vertice politico di domani sera, perché questo punto potrebbe venire incontro alle richieste della sinistra; il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani, in un discorso a Napoli, ha detto che si farà.

      Si va avanti tranquilli sugli ultimi due dei 4 punti del programma fiscale, destinati alle imprese. Una modesta riduzione dell’Irap, anche questa da definire esattamente in cifra, verrebbe incontro alla fascia di mezzo delle imprese; dato che le due misure principali, il calo dell’aliquota Ires dal 33% al 28% (controbilanciato dall’allargamento della base imponibile) e la tassazione a forfait dei contribuenti minimi, agevolano ai due estremi: da un lato le imprese costituite in società, dall’altro gli autonomi con piccolissime imprese individuali.

      Ciò che ancora manca sono i risparmi di spesa sufficienti a varare un significativo pacchetto di sgravi per le famiglie, per cui servono – questa l’opinione corrente nella maggioranza – dai 4 ai 5 miliardi di euro nel 2008. Per ora pare se ne siano trovati circa tre, sufficienti per intervenire sull’Ici e sugli affitti in misura analoga, circa un centinaio di euro in media alla famiglia che sta in affitto come alla famiglia con prima casa) e per rinnovare agevolazioni in scadenza come quella all’acquisto di auto «pulite»; mentre gli interventi a favore delle imprese si confermano a parità di gettito.

      Sull’«aiuto-casa» a chi vive in affitto i tecnici sono al lavoro: occorre trovare una soluzione che eviti di dover presentare il «730» per ottenerlo. La necessità di contare su un contratto d’affitto registrato sarà di incentivo all’emersione del «nero». Dell’«aiuto-casa» a chi è in proprietà si è discusso ieri in una riunione tecnica con i rappresentanti dei Comuni, che occorre stabilire come indennizzare perché sono i destinatari del tributo; diverse ipotesi sono sul tavolo, e le cifre restano imprecise. Tra i possibili risparmi di spesa ritornano i costi della politica, per iniziativa del ministro per l’Attuazione del programma Giulio Santagata; il suo disegno di legge, che darebbe 1,3 miliardi a regime, finora ha incontrato sorde resistenze.

      Tramonta invece il piano «un assunto per tre esodi incentivati» del ministro per la Pubblica amministrazione Luigi Nicolais, silurato dai sindacati, che si dicono soddisfatti; avrebbe consentito risparmi sono nel medio termine. Altri ministri continuano a chiedere spese in più per i loro ministeri: «E’ impensabile esaurire tutte le richieste» dice il viceministro per l’Economia Vincenzo Visco. Allo stato attuale delle indiscrezioni, la manovra totale sarebbe di 18 miliardi, 10 nella legge Finanziaria 2008 e 8 nel decreto-legge a carico del 2007.

      Quanto all’esito dell’incontro di domani, il premier Romano da Prodi da New York dice di essere ottimista: «Lamberto Dini mi ha assicurato che è parte forte e costante del centrosinistra. Ero fiducioso prima, lo sono adesso. Anche sulla Finanziaria si troverà un accordo».