“Finanziaria” Prodi chiama a raccolta l’Unione

03/10/2005
    lunedì 3 ottobre 2005

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      PROTESTA IL LEADER DEL CENTROSINISTRA SI SCHIERA A FIANCO DEI SINDACI. «SPIEGHIAMO CHE I SERVIZI SARANNO RIDOTTI»

        Prodi chiama a raccolta l’Unione:
        scendiamo in piazza

          ROMA
          Una finanziaria «infame» e una «legge elettorale-truffa, fatta per far vincere chi perde»: dalla valutazione, l’Unione passa ai fatti. «Domenica faremo a Roma una grande manifestazione di piazza, una manifestazione seria, forte, compatta per la protezione dei più deboli e per le regole della democrazia». L’annuncio di Romano Prodi, dal palco palermitano della Festa nazionale dell’Unità (che quest’anno, dopo Milano, ha raddoppiato nel Mezzogiorno) non è un fulmine a ciel sereno. Il centrosinistra ha bisogno di rafforzare la propria iniziativa ostruzionistica nelle aule parlamentari contro la legge elettorale, e aveva già discusso negli ultimi due vertici di scendere in piazza contro la Finanziaria. A dare l’ultima spinta, se ce ne fosse stato bisogno, è arrivata venerdì scorso a tutti i leader una lettera sottoscritta da tutti i sindaci del centrosinistra, a cominciare da Cofferati, Chiamparino e Cacciari, per finire con Veltroni. «C’è bisogno di spiegare ai cittadini come le misure del governo colpiranno direttamente i servizi offerti», «lo squilibrio nei conti pubblici non è certo alimentato dalle spese comunali», e nonostante la Corte dei Conti «attesti l’impegno dei Comuni per contenere le spese», è in atto «una vera e propria campagna sugli sprechi nei Comuni italiani». «E’ in atto una indecente montatura su auto blu e sprechi vari», spiega poi il sindaco di Firenze Domenici, «per nascondere le responsabilità sui conti pubblici da parte di chi ha governato». Solo a Torino, esemplifica il primo cittadino Chiamparino, «i tagli della Finanziaria imporranno una riduzione delle spese correnti pari al 14%», ovvero circa 800 milioni in meno per servizi sociali, istruzione, cultura, «settori in cui la spesa era già da tempo sotto controllo».

            La preoccupazione di tutta l’opposizione è per le conseguenze della legge finanziaria, non solo sui bilanci dei Comuni: una manovra che Prodi non esita a definire «infame, selettiva, e non elaborata in maniera casuale». Perché «riducendo i fondi agli enti locali si vuol dire che pagano cara l’adesione al centrosinistra», argomento questo che vale anche per i tagli alla sanità. Soprattutto, «la finanziaria rinvia il risanamento al prossimo governo, non affrontando il problema del deficit: oggi è al 5,5% quando il governo s’era impegnato ad arrivare al 2,8 in due anni». E questo, mentre il governo sostiene che con quella manovra di bilancio nelle casse delle famiglie italiane entrerà un miliardo di euro, «mentre quel che accade è che alle famiglie ne tolgono 7, riducendo i fondi per il sistema sanitario e gli enti locali».

              Da Palermo, e prima che il Tir giallo della campagna per le primarie prendesse la strada per Siracusa, Prodi si è anche lasciato andare a una battuta, per quanto amara: «Non contesto la politica del governo per il Mezzogiorno, perché è stata inesistente», e ha annunciato che tra i primi atti da compiere, una volta insediatosi a Palazzo Chigi, ci sarebbe l’immediata convocazione di tutti i presidenti di Regione del Mezzogiorno, per rimettere in moto «gli incentivi e attivare una politica per il Sud». Così come, con il centrosinistra al governo, sarebbero alle viste tasse per le rendite finanziarie: «Le operazioni con al centro due banche medie, avvenute quest’estate, hanno portato 1,2 miliardi di euro nelle tasche di poche persone, che hanno pagato zero tasse. Glielo consentiva la legge, e questa legge va modificata». Come pure, è tornato a ripetere Prodi, la legge 30 che inopinatamente si continua a chiamare «legge Biagi». Poi, un affondo politico: «Quando Berlusconi si vanta che il 40% dell’economia è in nero, e quando dice che pagare oltre il 33% di tasse è una truffa, lancia ai cittadini, e soprattutto ai più ricchi, un messaggio chiaro: pagare le tasse è un optional». Anche qui, timori per la prossima Finanziaria: «I condoni sono stati una tragedia, e gli introiti fiscali non sono aumentati». Soprattutto, «l’Italia è drammaticamente retrocessa, siamo ormai al quarantasettesimo posto tra i paesi del mondo capaci di attrarre investimenti, e gli ultimi tra quelli europei». [a.r.]