“Finanziaria” Primi dubbi anche nell’Unione

03/10/2006
    marted� 3 ottobre 2006

    Pagina 3 – Economia

    NEL MIRINO LE MISURE FISCALI BENVENUTO: �RISCHIANO DI PERDERCI ANCHE UN PO’ DEI CONTRIBUENTI CHE STANNO SOTTO I QUARANTAMILA EURO�

      Finanziaria, primi dubbi anche nell’Unione

        Proteste non solo dai riformisti. Il verde Pecoraro: �Non � ci� che aveva annunciato Visco�

          Alessandro Barbera

            ROMA
            Fra molte tensioni per le novit� emerse nelle ultime ore la Finanziaria approda alla Camera. Ad illustrarla in aula ci sar� il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Il dispiegarsi del men� delle nuove entrate fra Irpef, rendite catastali, addizionali e Tfr rafforza il no dell’opposizione ma allunga anche la lista dei perplessi della maggioranza. Soprattutto nell’ala cosiddetta �riformista� ma non solo. L’aumento del prelievo oltre i settantacinquemila euro �� misurato�, diceva ieri il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio. Poi per�, a chi gli faceva notare che l’aggravio – seppur lieve – sarebbe scattato dai quarantamila, ritrattava: �Il viceministro Visco ha detto che non c’� nessun aggravio in quella soglia. Se le cose stanno diversamente il Parlamento dovr� riportare a quelle che erano le dichiarazioni in Consiglio dei ministri�. Se fino a qualche giorno fa tutta l’attenzione era su come modulare (o evitare) i tagli alla spesa ora, a bozza approvata, si comincia gi� a discutere dei possibili emendamenti per evitare di imporre troppe tasse.

              Sulla rimodulazione delle aliquote Irpef – passate da quattro a cinque – i pi� critici sono due colleghi di partito di Visco, Giorgio Benvenuto e Nicola Rossi. L’ex leader della Uil � duro: �Le proiezioni sugli sgravi non mi convincono. Rischiano di perderci anche un po’ dei contribuenti che stanno sotto i quarantamila euro�. E poi, dice il presidente della commissione Finanze del Senato, �sono perplesso per le addizionali comunali. Sarebbe stata pi� saggia un’attenta calibratura degli effetti�. Benvenuto, che nella vita � stato anche dirigente alle Finanze – erano i tempi di Goria ministro – sa bene che la marcia indietro su un tema cos� delicato non � semplice. �Si vedr�, dice. Ma una soluzione possibile, spiega, sarebbe mantenere in piedi la clausola di salvaguardia introdotta dall’ex ministro Tremonti: �Se qualche contribuente dovesse scoprire che ci perde almeno potr� far valere il diritto a non pagare pi� dell’anno scorso�. Nicola Rossi, economista vicino a Massimo D’Alema, contesta in pratica l’intero impianto della riforma: �Fare redistribuzione con il Fisco � un metodo datato. La vera redistribuzione oggi si fa sul lato della spesa�.

                Rossi, cos� come il radicale Daniele Capezzone, sa che le condizioni della maggioranza non permettono di tirare troppo la coperta dall’altra parte. Per Padoa-Schioppa � gi� stato difficile comporre un credibile men� dei tagli con il consenso di Rifondazione e dei sindacati. Per questo lanciano ami in direzione dell’opposizione. �Bisogna aprire un tavolo su alcuni grandi temi della spesa�, dicono entrambi. Altri, come Natale D’Amico della Margherita, guardano pi� pragmaticamente a cosa si pu� fare dentro la maggioranza. �Io ancora non mi spiego perch� si � rinunciato alla fusione fra gli enti previdenziali�. Comunque sia, �questa rimodulazione delle aliquote fiscali non mi convince. Non possiamo aumentare il prelievo a chi guadagna 2.300 euro al mese e contemporaneamente aumentare le tasse locali�.

                  Nella Margherita c’� malumore anche per il decreto con il quale, a partire da domani, si impone per decreto una surrettizia tassa di successione sulla donazione e successione di immobili attraverso l’innalzamento delle rendite catastali. �Noi avevamo detto che la reintroduzione della tassa doveva essere per i redditi altissimi�, dice il sottosegretario all’Economia Mario Lettieri. Nella maggioranza si era parlato di una soglia attorno al milione di euro di patrimonio. Poi, a sorpresa, � arrivato l’aggravio delle rendite. Una misura che colpirebbe anche fasce di reddito pi� basse. �Se cos� fosse – dice Lettieri – sar� necessario rivedere alcune norme�. Infine il capitolo Tfr. In questo caso nell’occhio del ciclone � la norma che attribuisce il 50% delle liquidazioni non devolute ai fondi pensione all’Inps. Anche qui Benvenuto � durissimo: �E’ in contrasto con il decollo della previdenza complementare�. Con lui un altro ex Ds, ora deputato della Rosa nel Pugno, Lanfranco Turci: �Non ne capisco la logica, se non quella di finanziare opere pubbliche. Ma sto studiando. Speriamo di capirci qualcosa di pi� nei prossimi giorni�.