“Finanziaria” Primi colpi di piccone sulla legge Biagi

28/09/2006
    gioved� 28 settembre 2006

    Pagina 3 – Economia/La manovra d’autunno

    LAVORO – IL MINISTRO DEL WELFARE DAMIANO: �CI DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE LA GARANZIA DI UNA MAGGIORE STABILIT�, SOPRATTUTTO PER GIOVANI E DONNE�

      La Finanziaria piccona la legge Biagi

        Eliminate le formule iperflessibili. Pi� garanzie per i contratti a termine. Tetti alle assunzioni atipiche

        Teresa Pittelli
        ROMA

        Gi� con la Finanziaria 2007 i primi colpi di piccone sulla legge Biagi. Alcuni contratti previsti dalla legge 30 che l’Unione aveva giurato di voler cancellare – anche perch� poco applicati dalle aziende – potrebbero trovare la norma che li cancella gi� nella Finanziaria. Se non ci saranno sorprese, dunque, spariranno lavoro a chiamata, job sharing e l’affitto di personale. Ma non basta: al ministero del Lavoro si sta mettendo a punto un provvedimento che riscriver� completamente le norme che regolano il contratto a termine, una delle forme di assunzione pi� diffuse. Le imprese avranno un accesso pi� limitato a questo strumento e per il lavoratore a tempo determinato arriva una garanzia in pi�: una volta scaduto il contratto, avr� una sorta di diritto di precedenza se l’azienda decider� di fare altre assunzioni a termine.

          Dunque, potrebbe essere la Finanziaria a registrare la prima modifica alla legge 30. Come stabilito nel programma dell’Unione, le forme contrattuali che saranno cancellate saranno tre: il job on call, ovvero lavoro a chiamata, che prevede la disponibilit� del lavoratore a restare in attesa della chiamata dell’azienda in cambio di un’indennit�; il job sharing, cio� la spartizione di uno stesso posto di lavoro, busta paga ed eventuale licenziamento compresi, tra due o pi� persone e lo staff leasing, l’affitto collettivo di manodopera. Quando � andata bene, i contratti che sono stati effettivamente firmati sulla base di questa normativa sono stati un migliaio come nel caso del job on call, utilizzato nel commercio per assumere personale durante i weekend. Per il resto, le applicazioni concrete non hanno superato le poche centinaia di casi.

            Evidentemente la forte iniezione di flessibilit� di queste forme di lavoro non � bastata a convincere della loro utilit� gli imprenditori. Le aziende hanno infatti preferito ricorrere in massa ai contratti a termine, che oggi superano abbondantemente il 40% delle assunzioni. E ai quali il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, sta pensando di mettere mano con un provvedimento che, se non sar� possibile inserire in Finanziaria, vi proceda parallelamente e riesca dunque ad arrivare in porto per la fine dell’anno. Nelle intenzioni del governo questo secondo provvedimento dovrebbe essere inserito, se non nella manovra, sicuramente in un disegno di legge da approvare comunque nei tempi della Finanziaria, cio� entro il 31 dicembre, magari dopo aver recepito un avviso comune delle parti sociali.

              In primo luogo, verranno reintrodotte le causali che giustifichino la temporaneit� dell’assunzione, come per esempio i picchi di attivit�, la stagionalit� e la sostituzione di maternit�. Saranno poi ristabiliti i tetti percentuali massimi di assunzioni a termine rispetto al totale e il numero limite di rinnovi del contratto. Nel provvedimento trover� spazio anche il cosiddetto diritto di precedenza, che garantir� al lavoratore a termine al quale sia scaduto il contratto la possibilit� di avere una sorta di diritto di prelazione su chiunque altro, nel caso che l’azienda abbia in seguito la necessit� di una nuova assunzione sempre a tempo determinato.

                A stabilire nel dettaglio percentuali e misure, poi, ci penser� la contrattazione collettiva, che nell’ottica della nuova disciplina torna a giocare un ruolo centrale. L’insieme di queste previsioni non rappresenta tanto una novit�, quanto piuttosto il �recupero� della disciplina messa insieme dai precedenti governi di centro-sinistra e in vigore fino al 2001, quando fu sostituita con il decreto 368 del 2001. La Cgil � tra i maggiori sponsor del provvedimento, tanto che fu l’unica a non firmare nel 2001 l’avviso comune da cui scatur� il decreto 368. Ma possibiliste sembrano, per il momento, anche Cisl e Uil. Anche se a costo zero in termini tecnici, per�, il piano del governo sul lavoro non lo � di certo in termini politici. La mediazione con la Confindustria di Luca Cordero di Montezemolo, infatti, si preannuncia gi� da ora una partita difficile. E non � escluso che sorgano difficolt� anche all’interno della maggioranza.

                  Damiano, per�, sembra deciso a sostenere le ragioni della lotta alla precariet� del lavoro, come da programma dell’Unione. E ieri ha fatto presente, in una nota congiunta con i sottosegretari Rosa Rinaldi e Antonio Montagnino, �l’assoluta necessit� che in Finanziaria ci sia la garanzia della stabilizzazione del lavoro, soprattutto di giovani e donne, coerente con la strategia del governo volta a promuovere il contratto a tempo indeterminato come lavoro standard�.