“Finanziaria” Padoa-Schioppa, una brutta pagella

02/11/2006
    gioved� 2 novembre 2006

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    Padoa-Schioppa, una brutta pagella

      Il Financial Times: ultimo in Europa. Replica secca: �Ma io non mi sento bocciato�

        Stefano Lepri
        inviato a WASHINGTON

        �Non mi sento bocciato�: Tommaso Padoa-Schioppa, in visita negli Stati Uniti anche per presentare la sua manovra 2007, � contrariato per l’articolo del Financial Times che gli d� la pagella pi� brutta tra i 12 ministri dell’Economia dell’area euro. Un vero colpo alle spalle; oltretutto il Financial Times � l’unico quotidiano europeo che davvero si legga da questa parte dell’Atlantico. �Le critiche argomentate sono ben accette� ma queste non gli paiono tali; e che gli si addebitino espedienti di finanza creativa, poi, si irrita, �� un giudizio male informato�.

          In risposta, Padoa-Schioppa pu� vantare che il direttore generale del Fondo monetario, Rodrigo Rato, ascoltate le sue cifre gli ha detto che la manovra 2007 gli pare �very impressive� nella dimensione, ovvero impressionante, o molto consistente; un buon auspicio per la missione del Fmi a Roma che per l’appunto comincia oggi. Anche altri suoi interlocutori, riferisce il ministro dell’Economia, a cominciare dal ministro del Tesoro Usa Hank Paulson, sono rimasti colpiti dal fatto che l’Italia riesca a fare in un anno una correzione del bilancio �pari a circa tre punti del prodotto lordo� (sommando il decreto di luglio e la finanziaria, ndr).

            D’altra parte l’articolo del Financial Times appare, ai collaboratori del ministro, uno strano misto di giudizio sul passato (le cifre degli ultimi cinque anni, quindi il governo precedente) e sull’attuale manovra. La dicitura �ha irritato gli imprenditori e ha fatto ricorso ad espedienti contabili� si riferisce all’attuale legge finanziaria; il confronto delle cifre, riconosce lo stesso quotidiano, �in pratica implica che si giudichino i ministeri, non i ministri, per i loro risultati negli anni passati�, ed � una combinazione poco appropriata per un paese che ha appena cambiato governo. Soprattutto, brucia l’accusa di espedienti contabili. Il grande quotidiano britannico si riferisce, probabilmente, alla scelta di conteggiare tra le entrate i 6 miliardi di euro degli accantonamenti al Tfr. �Per l’appunto, sono male informati – insiste Padoa-Schioppa – perch� la misura sul Tfr ha ricevuto l’approvazione delle autorit� europee� le uniche che hanno diritto a giudicare; e poi �lo stesso Financial Times, in un editoriale di una decina di giorni fa, aveva espresso un giudizio incoraggiante sulla manovra�.

              Nemmeno gli va gi� l’accusa di non riuscire a mettere in pratica il rigore che predicava quando era banchiere centrale, fino all’anno scorso nel direttivo della Bce: gi� Padoa-Schioppa aveva dedicato tutto il suo discorso pubblico a Berlino, una settimana fa, a rivendicare di non aver cambiato idea in nulla. Insomma il governo Prodi 2, per ottenere il s� dei sindacati, si � giocato il il consenso della finanza internazionale? No, il consenso non � stato cercato ad ogni costo, sostiene il ministro, ma �il fatto che ci sia rafforza le misure�. Come gi� a Berlino e a Londra, anche a Washington, secondo il ministro, � stato apprezzato che l’Italia voglia far rientrare il suo deficit di bilancio entro le regole europee in un anno soltanto. E tutta la baraonda parlamentare sulle misure, con tasse e tagli che appaiono e scompaiono di giorno in giorno (tanto che anche in viaggio il ministro ne viene informato minuto per minuto)? �Dipende dalle procedure che ogni Paese ha. Negli Stati Uniti, mi ha detto Paulson, la discussione parlamentare della legge di bilancio prende ancora pi� tempo che da noi, ed � soggetta a maggiori incertezze quanto all’esito. In Gran Bretagna no, l�, mi ha detto il ministro Gordon Brown, ci mettono cinque giorni�; in un sistema dove il Parlamento ha un ruolo importante, come quello italiano, sono normali i tempi lunghi, ma il ministro ha fiducia che le grandi cifre (�i saldi�) resteranno immutate. Ma per rassicurare gli interlocutori stranieri, si � parlato anche di una �fase due� dell’azione di governo? �La fase due non so neppure che cosa sia� risponde Padoa-Schioppa per non turbare suscettibilit� politiche; per poi elencare, tuttavia, tra i prossimi impegni tutte le altre azioni di riforma che nella legge finanziaria non potevano essere contenute. Al direttore generale del Fmi, in particolare, ha riaffermato che si affronter� la questione della previdenza; e poi il pubblico impiego (pi� efficienza in cambio degli aumenti contrattuali), la semplificazione delle leggi e delle procedure burocratiche, l’�incremento di concorrenza� ovverosia nuove liberalizzazioni.