“Finanziaria” Padoa-Schioppa: ora le riforme strutturali

21/11/2006
    marted� 21 novembre 2006

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    Padoa-Schioppa: ora le riforme strutturali

      �Bastavano 15 miliardi per i conti, ma non per lo sviluppo�. Epifani: �Sulle pensioni troppa confusione�

        di Roberto Rossi/ Roma

        RIFORME �Pi� concorrenza, maggiore tutela dell’utente, pi� concorrenza nel campo energetico, snellimento di strutture amministrative pubbliche, riforma delle pensioni, ripresa del processo di privatizzazioni�. Ecco la fase 2 del governo. Elencata punto per punto da Tommaso Padoa-Schioppa. Partir� subito dopo il varo della Finanziaria, previsto �entro Natale�. �L’impostazione – ha detto in serata il ministro dell’Economia a Forl� – non � quella dei due tempi, ma quella di procedere simultaneamente su fronti del risanamento, dello sviluppo e dell’equit�. Cos� sar� anche il prossimo ciclo di azioni, che sar� quello delle cosiddette riforme strutturali�.

        Un ciclo che solo formalmente si aprir� solo dopo la Finanziaria. Perch� da qualche giorno non si parla d’altro. L’uscita di Padoa-Schioppa – che ieri ha pranzato a Crocetta del Montello, in provincia di Treviso, in compagnia del presidente della Geox Mario Moretti Polegato, di Gilberto Benetton, Ettore Riello, Andrea Illy, Matteo Marzotto, Guido Barilla, Roberto e Matteo Colaninno, Mario Carraro, Vittorio Tabacchi, Giovanni Rana e il vice prefetto di Treviso, Aldo Adinolfi – segue l’uscita del segretario dei Ds Piero Fassino.

        Il quale ha rilanciato l’importanza della cosiddetta “fase due” del governo, ovvero quella che premer� l’acceleratore sulle riforme strutturali, in particolare la riforma delle pensioni (ma anche quella del pubblico impiego per il quale ci deve essere pi� �mobilit�), aggiungendo che �i sindacati non si devono tirare indietro�. �Per quanto riguarda il sindacato, Fassino pu� stare tranquillo. Siamo pronti a onorare il memorandum� � stata la risposta del segretario della Cgil Guglielmo Epifani. Che poi ha aggiunto: �io spero che sia il governo ad avere anche un’opinione comune. Trattare con un governo – ha ribadito Epifani – in cui ci sono sullo stesso problema, come nel caso delle pensioni, tre posizioni, non � ammissibile. E per me non pu� essere consentito�.

        Nel frattempo c’� anche la Finanziaria da chiudere. Una manovra che ieri proprio il ministro dell’Economia � tornato a difendere giudicando �eccessiva� la �retorica� nell’espressione �lacrime e sangue�. Perch� pi� di tagli per il ministro si deve parlare di �sviluppo�. Se la manovra fosse stata utilizzata solo per risanare i conti, come chiesto dall’Unione europea data la situazione �drammatica� del nostro debito pubblico, sarebbero bastati solo �14,8 milioni�. Ma �cos� facendo non avremmo avuto risorse� per la crescita. Superare i 34 miliardi � stata, quindi, �una scelta politica�. In questo modo si � deciso che �la parte per lo sviluppo� fosse �superiore a quella destinata al risanamento�. Una scelta politica, comunque, forte e che ha creato contrasti e qualche dissapore all’interno del Consiglio dei ministri. �Ma io – ha precisato il ministro – non ho mai minacciato nulla, tanto meno di dimettermi. Non ho neanche pensato a questa eventualit�.

        Intanto oggi la Finanziaria arriva al Senato e gi� si pensa alle modifiche. Una di queste, secondo il relatore Gianfranco Morgando, riguarder� la questione dei precari della scuola le cui graduatorie, secondo il testo della Camera, saranno abolite nel 2010. Altre modifiche riguarderanno il pacchetto lavoro (pi� tutele ai parasubordinati e lavoratori invalidi), il bollo auto, le rottamazioni, il tema della sicurezza, e della sanit� siciliana.