“Finanziaria” Nel 2008 nuovi tagli al deficit

13/12/2006
    mercoled� 13 dicembre 2006

    Pagina 16 – Economia

      IL DOCUMENTO

        Ecco il programma di stabilit�. La Ue: Finanziaria ok, ma pensioni non adeguate alle aspettative di vita

          Nel 2008 nuovi tagli al deficit: 10,5 miliardi

            Alberto D�Argenio

              BRUXELLES – �Le misure della Finanziaria appaiono appropriate a portare il deficit sotto il 3% del Pil nel 2007�. La Commissione Ue crede nella manovra in discussione al Senato ma avverte che, nonostante gli sforzi del Governo, a lungo termine rimangono �rischi elevati� legati alla debolezza generale delle finanze.

              Ecco perch� da Roma il Tesoro si � impegnato a proseguire il lavoro per far quadrare i conti, assicurando che nel 2008 destiner� altri 10,5 miliardi di euro all�abbattimento del deficit.

              Il Rapporto annuale sull�attuazione dell�agenda di Lisbona pubblicato ieri dalla Commissione europea sottolinea che serviranno �politiche di bilancio credibili� anche nei prossimi anni perch� �il consolidamento e la sostenibilit� dei conti sono centrali per rimediare alle debolezze dell�economia italiana�. Un richiamo che non ha colto impreparato il Tesoro, che nel nuovo Programma di stabilit� inviato a Bruxelles si � impegnato a correggere il disavanzo di 10,5 miliardi nel 2008, dopo i 15 stanziati per l�anno prossimo. Il tutto per abbassare ulteriormente il deficit, in linea con gli obblighi Ue, portandolo al 2,2%.

              Ma il Rapporto su Lisbona va oltre, prendendo in considerazione tutti gli aspetti della strategia Ue varata nel 2000 per rilanciare l�economia del continente: bene le riforme del pacchetto Bersani e il taglio del cuneo fiscale, che portano l�Unione a giudicare la politica economica italiana in miglioramento rispetto agli anni scorsi, anche se con alcuni moniti. A preoccupare sono la riforma delle pensioni e il taglio della spesa sanitaria. In particolare Bruxelles � allarmata dai �ripetuti rinvii della revisione dei coefficienti di trasformazione� delle pensioni, un problema che il ministero dell�Economia non si esita a definire �l�ennesima scomoda eredit� del governo Berlusconi�. Per legge, infatti, la revisione dei coefficienti, prevista dalla riforma Dini, avrebbe dovuto essere fatta nel 2005, con una riduzione delle pensioni anticipate, direttamente proporzionale all�aumento dell�aspettativa di vita. Toccher� quindi al governo di centrosinistra risolvere il problema a gennaio. E alternative non ci sono, visto che gli elogi Ue sulla sostenibilit� del sistema incassati negli anni scorsi tenevano in conto il promesso, e mai realizzato, ammodernamento dei coefficienti.