“Finanziaria” Montezemolo chiama gli «stati generali»

12/10/2006
    gioved� 12 ottobre 2006

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      Retroscena

        Montezemolo chiama gli �stati generali�
        per il tavolo delle liquidazioni

          Raffaella Polato

            Cari colleghi, ritengo importante convocare una Consulta straordinaria dei Presidenti allargata a tutti i componenti di Giunta…�. Decisione luned� sera. Lettera con convocazione per il 17, firmata ovviamente Luca di Montezemolo, spedita marted� mattina. Quando ancora nessuno immaginava — la telefonata da cui � nata la �visita � � di ieri, ora di pranzo — che Tommaso Padoa- Schioppa si sarebbe presentato al Comitato Direttivo. Per spiegare la Finanziaria, forse per ricucire ulteriormente dopo Capri, ma in realt� ottenendo freddezza quanto meno per il modo. Come riassumono molti degli industriali (non pasdaran del centrodestra) presenti: �Noi eravamo e siamo pronti a discutere e a negoziare. Che � quello che deve fare Confindustria, non solo i sindacati, con il governo. Il ministro invece anche stavolta ci � sembrato pi� un professore. "Se volete vi lasciamo il Tfr e ci riprendiamo il cuneo" l’ha ripetuto tre volte con tono di minaccia, provocatorio, intimidatorio quasi. Poi ha trovato un Montezemolo pronto a riconoscere i meriti ma anche a ribattere punto su punto, a ribadire che questa � una Finanziaria poco coraggiosa sul fronte della spesa, e pur rispondendogli "non sono d’accordo sulla vostra interpretazione" il ministro ha concluso "ok, siamo comunque pronti a un tavolo". Per� dopo tre minacce. Involontarie? Allora agli "errori di comunicazione e concertazione" ammessi a Capri non ha ancora trovato il modo di rimediare�.

              � uno sfogo, chiaramente. Stemperato da Montezemolo (�Non c’� stato nessun aut aut del mini stro�) e da frasi ufficiali che sono molto pi� diplomatiche. Come composto, ed educato, era il clima ieri. La sostanza per� non cambia. Le critiche alla Finanziaria, non solo al Tfr, ribadite in diretta da Montezemolo a Padoa-Schioppa sono le stesse rilanciate poco pi� tardi, dopo l’uscita del titolare dell’Economia, da molti componenti del Direttivo. Soprattutto emiliani, lombardi, veneti, piemontesi. Le zone a pi� alta concentrazione industriale. Le zone delle piccole e medie imprese. Sono loro, anche, la �questione Nord�. Sono loro i problemi al centro dell’agenda confindustriale. Montezemolo e i vertici di Viale dell’Astronomia lo sanno e lo ripetono da quando la manovra � stata messa nero su bianco. Ma, per sottolineare la collegialit� e dare dunque maggior peso alla linea, la mossa del presidente � la Consulta straordinaria. �Mi spiace per il breve preavviso, ma ritengo indispensabile sentire il vostro parere su argomenti che toccano la vita delle imprese e quindi lo sviluppo del nostro Paese�. Cos� marted� prossimo, tra l’altro alla vigilia del tradizionale convegno delle piccole imprese a Prato, i presidenti e i direttori di tutte le associazioni locali e di categoria si riuniranno in seduta straordinaria (come il Direttivo di una settimana fa a Milano).

              Pu� darsi che, per allora, sia un po’ pi� chiaro anche il quadro generale. A partire dal vero nodo: il Tfr. Gi� da stamattina dovrebbero partire i primi contatti tra i tecnici di ministero e Confindustria. Cos� come circolano gi� le voci sulle possibili posizioni iniziali. Che si debba trattare � ormai un dato acquisito. Il problema, per gli imprenditori, � limitare i danni. I �grandi� mollerebbero anche. I piccoli non possono: � vero che sul conto economico il beneficio medio del cuneo fiscale sarebbe di 600 euro a dipendente contro i 30 di costo per il Tfr, ma l’impatto sullo stato patrimoniale li metterebbe in ginocchio. N� rasserena l’ipotesi che piacerebbe agli artigiani e, si dice, qualcuno al governo starebbe considerando: esentare le aziende sotto i 10 lavoratori. � una soglia che spaccherebbe a met� Confindustria. C’� allora chi ha cominciato a fare dei controcalcoli: se il tetto fosse 100 dipendenti, gli associati esclusi dall’esenzione sarebbero solo il 7%. Certo, dovrebbero accollarsi il costo totale del provvedimento visto che i saldi finali (l’ha ribadito ieri Padoa-Schioppa) �non si toccano�. Ma se, in cambio, i 400 milioni di compensazioni previste per il 2008 (�Sfasatura comunque incomprensibile� per gli imprenditori) venissero anticipati, forse si potrebbe fare. Forse. Viale dell’Astronomia deve discuterne ancora. E sulle possibili soglie d’esenzione, a qualsiasi livello, c’� un dubbio Ue: il timore che Bruxelles possa considerare il tutto �aiuti di Stato�.