Finanziaria, mini condono sui contributi previdenziali

16/11/2009

Nessun condono previdenziale, ma sostanziosi sconti per le imprese che non hanno versato i contributi ai lavoratori. L´ipotesi di un condono era stata anticipata nei giorni scorsi da Repubblica, smentita dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Invece una mini sanatoria ci sarà, anche se non si tratterà di una misura tombale. Il provvedimento, cui stanno lavorando i tecnici del governo, entrerà nella Finanziaria, che dopo il sì del Senato ora approda alla Camera. È in questo passaggio che il governo dovrà trovare risorse per coprire spese già annunciate, alleggerire gli effetti della crisi e soprattutto mettere d´accordo la maggioranza. Di soldi ce ne sono pochi, tanto che si pensa a una proroga dello scudo fiscale al prossimo aprile. Un´ipotesi che circola da tempo anche se per ora non trova riscontri ufficiali: «Al momento – ha dichiarato ieri il vice ministro per l´Economia, Giuseppe Vegas – direi di no».
La mini sanatoria previdenziale dovrebbe prevedere la possibilità per le aziende di chiudere il contenzioso in materia di contributi con uno sconto del 40 per cento sia sulle sanzioni che sugli interessi legali. I tecnici stanno però pensando all´introduzione di alcuni paletti: vi rientrerebbero i crediti accertati entro il 31 ottobre 2009 con l´eccezione però di quelli cartolarizzati o relativi ad aiuti di Stato. Soldi che potrebbero servire a finanziare il pacchetto lavoro. Una delle ipotesi cui sta pensando il ministro Sacconi è infatti l´introduzione di sgravi fiscali per le agenzie di lavoro capaci di spuntare contratti interinali per coloro cui sta scadendo la cassa integrazione. Una misura che potrebbe entrare già in Finanziaria.
Ma le richieste in arrivo sono molte e probabilmente confluiranno in un maxiemendamento. Poche difficoltà incontrerà la Banca del Sud, cara al ministro dell´economia Tremonti. Più a rischio i tagli all´Irap e la cedolare secca sugli affitti, mentre il governo non sembra aver abbandonato l´idea di intervenire sull´Irpef (al di là della proroga dell´acconto, già approvata alla Camera). Un intervento necessario, secondo Giuseppe Vegas, per «dare ossigeno alle famiglie più povere». Né sembrano a rischio i fondi per la banda larga, indicati come priorità da molti ministri anche per l´impatto che avrebbero nel produrre nuova occupazione.
Nel maxiemendamento dovrebbe entrare anche lo scontrino fiscale allegato a un "gratta e vinci" (così da recuperare parte dell´evasione), ma anche penalizzazioni per banche e petrolieri. Le prime (se usufruiscono di aiuti di Stato e non reinvestono gli utili), potrebbero essere obbligate stipulare un´assicurazione sul modello di una R.c. auto. I petrolieri che non adeguano in tempo i listini quando il prezzo del petrolio cala sui mercati internazionali sarebbero invece colpiti da una tassa aggiuntiva dell´1,5%.
Nuove risorse potrebbero arrivare anche dalla razionalizzazione della giustizia per essere poi dirottati su interventi a favore dell´edilizia carceraria. Allo studio anche un contributo obbligatorio per i processi esecutivi e una sospensione per quelli che riguardano gli irreperibili. Scelte che l´esecutivo formalizzerà la prossima settimana quando inizierà l´iter della Finanziaria alla Camera.