Finanziaria, meno tasse per 5 miliardi

12/09/2007
    mercoledì 12 settembre 2007

    Pagina 4 – Economia

      Riduzione Ici e Irpef per le fasce deboli grazie al nuovo extragettito. Rivoluzione incentivi: via la 488, sgravi a chi assume al Sud

        Finanziaria, meno tasse per 5 miliardi

        Manovra verso 15 miliardi. Prodi: non alzeremo la pressione fiscale

          ROBERTO PETRINI

          ROMA – La riduzione delle tasse ci sarà: secondo le ipotesi delle ultime ore al vaglio dei tecnici dovrebbe ammontare a circa 5 miliardi. In prima linea nei piani dell´esecutivo c´è un intervento sull´Irpef per 2-3 miliardi: si agirà attraverso l´aumento delle detrazioni e degli assegni familiari considerando anche i redditi più bassi, che non hanno capienza fiscale, con la probabile erogazione di un bonus monetario. Il secondo pilastro della manovra sarà il taglio dell´Ici per altri 2 miliardi del quale si stanno studiando i dettagli. Infine, come previsto dai lavori della commissione Biasco, si procederà al taglio delle tasse sulle imprese: l´Ires, oggi al 33 per cento, scenderebbe intorno al 27-28 per cento. Quest´ultima operazione avrebbe costi limitati perché sarebbe finanziata con il disboscamento degli incentivi alle imprese: proprio ieri il viceministro allo Sviluppo D´Antoni ha annunciato che il 2007 sarà l´ultimo anno della legge 488 e che gli aiuti monetari si trasformeranno in crediti d´imposta per le aziende che assumono lavoratori a tempo indeterminato.

          Il quadro generale indica dunque che si sta andando verso una manovra di 15 miliardi, di cui 10 miliardi dovranno essere recuperati con tagli mentre i 5 destinati alla riduzione fiscale verranno dall´extragettito che si prevede robusto anche per il 2008. La destinazione dei circa 10 miliardi andrà tutta al finanziamento dell´economia perché la cosiddetta manovra netta, quella volta a ridurre il rapporto deficit-Pil al 2,2 per cento indicato dal Dpef per il 2008, non sarà necessaria in quanto saranno utilizzati, come è noto, i proventi aggiuntivi del gettito fiscale.

          «Non ci sarà bisogno per la prima volta di una manovra di risanamento», ha detto ieri il premier Prodi a Frascati e ha aggiunto che «non ci saranno nuove tasse». Anche le stime di crescita del governo (il Dpef prevede per il prossimo anno l´1,9 per cento) sembrano tenere dopo la conferma da parte della Ue delle previsioni per quest´anno nonostante la crisi dei subprime. «Erano molti lustri», ha detto ancora Prodi, «che non si cresceva per due anni di fila intorno al 2 per cento».

          Resta l´incognita delle richieste dei ministeri: la valanga di finanziamenti spesso non è compensata da adeguati risparmi e la questione sarà oggetto di confronto nel consiglio dei ministri di domani. Già ieri il ministro dell´Economia Padoa-Schioppa ha incontrato Prodi e oggi sono previsti nuovi vertici a cominciare da quello con l´Anci. Sul piano dei risparmi si conta sulla pubblica amministrazione ma l´esodo incentivato dei dipendenti proposto dal ministro della Funzione pubblica Nicolais non dovrebbe fruttare più di 500 milioni. Premono invece le richieste della Giustizia: servono 250 milioni di cui parte per 5.886 nuovi posti in carcere, mentre i risparmi – circa 60 milioni – verranno da razionalizzazioni (tra cui la riduzione delle spese per le intercettazioni). Spese difficilmente comprimibili agli Interni dove le richieste sono leggermente inferiori all´assestato di 24 miliardi del 2007 e dove si cercherà di risparmiare sugli autisti e trattenendo in servizio i poliziotti destinati alla pensione. Resta lo scoglio del passaggio parlamentare e Prodi ieri ha avvertito: «Bisogna autolimitare le proposte di modifica» per evitare, come lo scorso anno, di arrivare a «dimensioni ciclopiche».