“Finanziaria” Mastella lancia il Progetto Sicilia

23/11/2006
    gioved� 23 novembre 2006

    Pagina 11- Economia

    IL RETROSCENA

    L�Udeur fa propri gli emendamenti degli autonomisti per dare alla Regione una quota delle accise petrolifere

      E Mastella lancia il Progetto Sicilia
      per portare nell�Unione due senatori

        La diplomazia del
        centrosinistra si
        oncentra su Saro
        e Pistorio

          ROMA – Lo chiamano "Progetto Sicilia". Non solo Clemente Mastella, che si � gi� apertamente schierato a favore delle istanze dei cosiddetti "lombardiani". Ma la formula da qualche giorno circola anche a Palazzo Chigi. L�ha introdotta per primo il viceministro all�Economia, Sergio D�Antoni. E ora pure Romano Prodi la considera un�opzione praticabile. E gi� perch� i due senatori eletti nelle liste della Lega, ma rappresentanti del Movimento per l�Autonomia del siciliano Raffaele Lombardo, sono in cima alla lista dei desideri dell�Unione. Giovanni Pistorio e Ferruccio Saro sono gli obiettivi cui la diplomazia del centrosinistra al Senato sta puntando per rafforzare l�esigua maggioranza di Palazzo Madama.

          Il primo passo allora l�ha compiuto proprio il ministro della Giustizia. Mastella ha aderito agli emendamenti "lombardiani" per trasferire una percentuale delle accise imposte sui prodotti petroliferi lavorati in Sicilia alla Regione stessa. La proposta iniziale puntava sul 15 per cento, per un totale di 1 miliardo di euro. Il confronto � gi� partito sul decreto fiscale, anche se per ora ha subito una pausa: quell�emendamento � stato respinto dall�aula del Senato. Ma il discorso � apertissimo per quanto riguarda la Finanziaria. Anzi, a Palazzo Chigi puntano proprio sulla manovra per aprire il confronto. Del resto, le preoccupazioni del premier sui numeri di Palazzo Madama persistono. E con ogni probabilit�, gi� oggi in consiglio dei ministri il tema verr� posto sul tappeto. �Io del resto – spiega il Guardasigilli – credo che accogliere le istanze sulla Sicilia sia un gesto di responsabilit�. E farebbe bene tutta la maggioranza e tutto il governo ad assumere la stessa posizione�. Stamani, quindi, l�argomento, in modo formale o informale, verr� discusso a Palazzo Chigi. Sebbene, a questo punto le richieste di Pistorio e Saro potrebbero lievitare.
          Sta di fatto che i rapporti di forza tra i senatori non fanno dormire sonni tranquilli all�Unione. Il Professore sa che l�iter parlamentare della Finanziaria non sar� privo di scossoni. E soprattutto vuole avere certezze per il prossimo futuro, per provvedimenti delicati come la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni. Su cui non esclude �contributi esterni all�Unione�. Lo stesso presidente del Senato, Franco Marini, poi, suona da tempo l�allarme. �Ormai – � il suo ragionamento – bisogner� superare le colonne D�Ercole della Finanziaria prima di impostare concretamente il ragionamento. Ma prima o poi si dovr� comunque fare qualcosa, sarebbe meglio farlo prima�. Proprio perch� la posizione di Marini � nota, i capigruppo del centrosinistra non hanno nascosto una certa irritazione nei suoi confronti quando ieri sera ha deciso di lasciare la presidenza dell�aula al centrista Mario Baccini. Il quale, secondo il centrosinistra, avrebbe rallentato le votazioni sul decreto fiscale. A sinistra sospettano che sia stata una manovra per far emergere la difficolt� della maggioranza – che ora potrebbe essere costretta a porre la fiducia anche sul decreto fiscale per rispettare la tabella di marcia – e accelerare i contatti con i "lombardiani".

          Di certo, fino ad ora l�Unione al Senato ha tenuto. Ieri in ogni votazione la distanza tra maggioranza e minoranza non � mai stata inferiore agli otto senatori. Proprio tra le file della Cdl si � registrata qualche defezione. �Eppoi – va dicendo Lamberto Dini da qualche giorno – mi vengono a dire che io potrei complottare. Ma con chi? Con questi del Polo che nemmeno assicurano la loro presenza in Aula? Sarei matto�.