Finanziaria: maratona nella notte

28/09/2001

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Finanziaria, maratona nella notte
Stop al taglio delle aliquote Irpef

Tremonti: "È il momento dei sacrifici". Salgono le pensioni sotto i 13 milioni di reddito. Addio Invim

ROBERTO PETRINI


ROMA – Arriva nella notte, agitata da una sospensione del consiglio dei ministri per il caso delle rogatorie, quella che Berlusconi aveva definito una Finanziaria di guerra. Le aliquote Irpef non scenderanno, anzi la discesa già votata dal centrosinistra per il 2002 verrà congelata, tra tagli ed entrate il Tesoro dovrà recuperare 33 mila miliardi, coperta stretta per i contratti pubblici, il pil che tre mesi fa il Dpef stimava oltre il 3 per cento sarà solo del 2,3 per cento, persino i ministri si autoridurranno l’indennità del 20 per cento. «Preparatevi ai sacrifici», ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti accomiatandosi ieri da Cofferati, Pezzotta e Angeletti che si sono detti «insoddisfatti» anche perché la disponibilità per i contratti pubblici è di 5.000 miliardi contro i 10 mila richiesti.
In questo contesto a beneficio dei consumi l’unica mossa di un certo rilievo è l’ingente «pacchetto famiglia» che ammonterebbe a circa 9.000 miliardi tra aumento delle pensioni integrate al minimo, che comporta un onere di 4.0004.500 miliardi, e aumento ad un milione delle detrazioni per i figli a carico.
Misure dell’ultima ora entrate in consiglio dei ministri, cominciato ieri sera alle 21: la proroga per tutto il 2002 degli sconti del 36 per cento per la ristrutturazione della casa; l’anticipo di un anno dell’abolizione dell’Invim dal gennaio prossimo; l’abolizione della tassa sulle insegne dei negozi; limite di tre anni ai comuni per privatizzare le municipalizzate. Nel menu anche la proroga per decreto per altri tre mesi del bonus di 50 lire sulla benzina.
Vediamo nel dettaglio le misure.
Stop al calo delle tasse. Il governo fa una clamorosa retromarcia e sospende la riduzione delle tasse fatta da Amato e Del Turco in attesa della riforma fiscale generale e per recuperare risorse per le detrazioni per i figli. Per l’aliquota del secondo scaglione (2030 milioni) sarebbe dovuta scattare nel 2002 una riduzione di un punto che vale circa 300 mila lire, dal 24 al 23 per cento (al netto dell’addizionale regionale). Per il quarto scaglione (60150 milioni) sarebbe dovuto intervenire un calo di mezzo punto, dal 39 al 38,5 per cento. Per il quarto scaglione (oltre 250 milioni) l’aliquota sarebbe passata dal 45 al 44,5 per cento. Il ministero dell’Economia spiegava tuttavia ieri sera che, complessivamente, la pressione fiscale dovrebbe comunque scendere sotto il 42 per cento fissato dal Dpef di qualche decimale.
Più pensioni e detrazioni. Le pensioni integrate al minimo, cioè per coloro che non hanno altri redditi familiari, saliranno fino ad un milione (oggi sono a 720 mila lire più l’integrazione). Non ci sarà dunque una discriminazione sull’età, ma l’incremento non scatterà sopra la soglia dei 13 milioni di reddito familiare. Costo, circa 4.200 miliardi. Previsto anche il raddoppio delle detrazioni per i figli a carico da 540 mila lire ad un milione. Ne potranno beneficiare le famiglie con un reddito inferiore ai 70 milioni. Costo, circa 4.500 miliardi.
Tagli a ministri e ministeri. La manovra sarà di circa 33.000 miliardi. Sono previsti circa 10.000 miliardi di tagli alle spese dei vari ministeri (a cominciare dagli stipendi dei ministri) e 23 mila di nuove entrate. Nel dettaglio: circa 67.000 miliardi saranno entrate fiscali non coattive (cioè emersione dal sommerso, rimpatrio di capitali e rivalutazione di beni aziendali), almeno altri 1314.000 miliardi dalla privatizzazione degli immobili.
Quanto al quadro «macroeconomico», le ultime valutazioni confermano le indicazioni date alle parti sociali. La crescita nel 2002 sarà del 2,3 per cento e l’ inflazione dell’ 1,7 per cento. Il rapporto deficitpil che a gennaio, secondo i calcoli, partirà da un tendenziale dell’ 1,7 per cento, sarà invece portato con la manovra a quota 0,5 per cento, questo per rispettare gli impegni presi con il patto di stabilità.