“Finanziaria” Manovra taglia e cuci (M.Riva)

13/11/2006
    luned� 13 novembre 2006

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        Manovra
        taglia e cuci

          Massimo Riva

          Gli italiani saranno magari anche un po� incoscienti – come dice Prodi – perch� protestano contro questa Finanziaria senza tenere in debito conto, che il governo sta rimettendo sui binari un bilancio pubblico giunto sull�orlo di un drammatico deragliamento. Tanto che la pur controversa manovra ha ottenuto l�approvazione e il consenso da tribunali severi, quali la Commissione di Bruxelles e la Banca centrale di Francoforte. Ma il governo non li ha certo aiutati a capire cosa fosse questa Finanziaria. Dal fatidico 30 settembre, data della presentazione ufficiale della manovra, in pratica non � passato un solo giorno senza che qualche suo caposaldo venisse rimesso in discussione.

          Il tutto in una catena di ordini e contrordini, annunci e controannunci che hanno proiettato sul paese l�impressione di un marasma tecnico prima ancora che politico al limite – questo s� – di un vero e proprio impazzimento. La tassa di successione che prima non c�� e poi c��.

          La curva delle aliquote Irpef che ha subito non si sa pi� quante modifiche e ancora non � detto che sia finita. I tagli agli enti locali che vengono e vanno in diretto rapporto con i decibel della protesta di comuni e regioni.

          Gli stanziamenti per universit� e ricerca che scendono e salgono in relazione alle invettive del mondo scientifico. E cos� via in un�altalena quotidiana che – con buona pace del presidente del Consiglio – avrebbe fatto uscire di testa anche il popolo pi� saggio e paziente del pianeta.

          Che dietro molte delle reazioni contro la Finanziaria ci sia soprattutto il malcontento degli interessi colpiti da questa o quella misura � un dato pacifico. Ma prima di accusare il Paese il premier farebbe bene a chiedersi se lui stesso e i suoi ministri non abbiano fatto il possibile e l�impossibile per regalare ottimi argomenti di protesta a una platea di contribuenti che oggi unisce elettori del centrosinistra e del centrodestra.

          Non era difficile immaginare che la versione originaria dei tagli agli enti locali avrebbe scatenato la pi� ferma contrariet� di sindaci e governatori. Perch� non averli consultati prima, evitando al governo la trista figura di una rassegnata marcia a ritroso? E non era impossibile intuire che il mondo scientifico non avrebbe tollerato imbelle le sforbiciate agli investimenti per la ricerca. Non � piuttosto penoso che i soldi relativi siano ricomparsi solo dopo la dura presa di posizione di un Premio Nobel? Nella recente storia del paese c�� un solo governo che davvero ha messo le mani nelle tasche degli italiani. Quello di Giuliano Amato quando, nel settembre del ‘92 al culmine di una crisi valutaria tremenda, impose per decreto un prelievo del 6 per mille sui conti correnti degli italiani. Ma non � che il giorno dopo, a fronte delle furibonde proteste popolari, quel governo abbia detto che s�, no, forse si poteva cambiare la manovra. Ha tirato diritto per la sua strada, ha spiegato le ragioni drammatiche del provvedimento e, alla fine, ogni ribellione � rientrata dinanzi alla determinazione manifestata da Palazzo Chigi. Oggi la situazione finanziaria � un po� meno critica perch� c�� l�euro e non pi� la fragile lira, ma servirebbe un governo che dia l�impressione di scegliere una rotta e mantenerla. Meglio se guidato da un presidente del Consiglio che faccia fino in fondo il suo dovere di timoniere, tenendo a bada una ribollente compagnia di ministri che sembrano impegnati soprattutto nel gioco di farsi belli l�uno in competizione contro l�altro agli occhi del rispettivo spicchio di elettorato.

          Perch� ancora in queste ore si deve assistere a un angoscioso va e vieni di proposte vecchie o nuove? Perch�, ad esempio, maggioranza e governo non hanno tenuto la posizione su un punto qualificante della lotta all�evasione fiscale, quale quello dei pagamenti certificati ai professionisti? Non si dica, per favore, che si � cambiato per non mettere in difficolt� qualche anziana vedova che non ha il conto in banca o la carta di credito.

          Gli italiani, probabilmente, in cuor loro hanno capito benissimo che questa manovra pu� meritare la sufficienza accordatagli dagli occhiuti osservatori internazionali. N� sperano che il governo Prodi venga spazzato via. Gli ultimi a volerlo, per altro, sono i pur scatenati leader del centrodestra. I quali tutto si augurano, fuorch� di vedersi cadere in mano adesso la gestione del disastro da loro stessi combinato nel bilancio pubblico. A questo punto quello che desiderano un po� tutti i contribuenti ormai sfiniti � ci� che Altan ha mirabilmente sintetizzato in una sua vignetta su queste pagine: diteci quant�� e facciamola finita.