“Finanziaria” l’Unione cerca di evitare la fiducia

10/11/2006
    venerd� 10 novembre 2006

    Pagina 6 – Interni/la manovra d’autunno

    LA MANOVRA VA AVANTI – ALLA CAMERA PRIMO VIA LIBERA ALLE NUOVE ALIQUOTE IRPEF PIU’ LEGGERE SOTTO I 40 MILA EURO E PIU’ PESANTI PER I REDDITI ALTI

      Finanziaria, l’Unione cerca di evitare la fiducia

        Appello di Bertinotti: meglio il dialogo. Vertice con D’Alema e Rutelli per �evitare il suk�

          Stefano Lepri

          ROMA
          Per ora voto di fiducia no, forse la settimana prossima: la legge Finanziaria procede, nell’aula della Camera, senza sconquassi. Passato l’articolo 1, quello che tiene fermi i �saldi� (l’effetto complessivo), nel pomeriggio di ieri, molti pensavano che il governo avrebbe potuto evitare del tutto il ricorso alla fiducia; pi� tardi � tornato un po’ di pessimismo. La giornata decisiva sar� luned�. Sono stati approvati ieri la nuova Irpef, pi� leggera sotto i 40 mila euro di reddito annuo, pi� pesante sopra; e gli aumenti della �tassa di possesso� o bollo per le auto, che risparmiano solo i modelli in regola con le norme Euro 4 ed Euro 5.

          Ieri sera nell’aula di Montecitorio i lavori sono stati sospesi poco dopo le 20 e rinviati a stamattina, quando mancavano ancora tre emendamenti per dare via libera all’articolo 3. Per fare il punto, in serata sono giunti a Palazzo Chigi i vicepresidenti del Consiglio Massimo D’Alema e Francesco Rutelli, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani. Il dilemma � se, in presenza di un atteggiamento meno duro dell’opposizione, i residui dissensi all’interno della maggioranza possano essere appianati senza ricorrere alla fiducia.

          In mattinata, era stato proprio D’Alema a collocarsi �tra quelli che credono non sia necessario mettere la fiducia� pur con una riserva sul possibile comportamento dell’opposizione. Il vicepresidente del Consiglio ha deprecato la situazione parlamentare �da gigantesco suk arabo, dove ciascuno cerca qualcosa�, proponendo come rimedio di imitare �quei Paesi in cui le leggi finanziarie sono secche, asciutte e inemendabili� (si tratta fra gli altri, in modo diverso, della Francia e della Gran Bretagna). �Meglio il consenso� ha osservato anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ieri in aula si � sforzato di cercare il dialogo con l’opposizione.

          Un accordo � stato trovato per i fondi allo sport, con soddisfazione del ministro Giovanna Melandri. Disaccordo completo invece per il contratto della scuola: i sindacati Cgil-Cisl-Uil del settore si riuniranno per fissare la data di uno sciopero; chiedono siano inseriti i fondi per il rinnovo e in pi� 150 milioni promessi l’anno scorso. In una tempesta in un bicchier d’acqua si � risolta una protesta di Cgil, Cisl e Uil a proposito di un emendamento governativo sul Tfr: in serata il Tesoro ha chiarito che il lavoratore continuer� a fare capo all’azienda, non all’Inps, per le questioni riguardanti il Tfr.

          Nel continuo lavoro di aggiustamento, � comparsa ieri per opera della commissione Bilancio, non del governo, un’altra misura fiscale, ma ad effetto ritardato: dal 2009 andr� in vigore un aumento al 22%, dall’attuale 12,5%, dell’aliquota sulle plusvalenze realizzate nelle compravendite speculative di immobili (realizzati da non pi� di 5 anni). Con un emendamento dell’opposizione accettato dal governo, si � stabilito che i negozi che installeranno i nuovi registratori di cassa telematici non dovranno pi� emettere lo scontrino fiscale.

          La nuova Irpef votata ieri, con un emendamento del governo, contiene importanti mutamenti rispetto allo schema inserito all’origine nel disegno di legge finanziaria 2007. Resta fermo che dalle quattro aliquote della versione Tremonti si ritorna a cinque aliquote: il 23% fino a 15 mila euro, il 27% tra i 15 mila e i 28 mila euro, il 38% tra i 28 mila e i 55 mila euro, il 41% tra i 55 mila e i 75 mila euro, il 43% oltre questa soglia. Per i figli a carico ci sar� una detrazione di imposta di 800 euro, 900 sotto i 3 anni. Anche per il coniuge sar� riconosciuta una detrazione di 800 euro.

          Un complicato meccanismo di detrazioni aumentate per i redditi bassi e uno ancora pi� complicato per gli assegni familiari (che in media cresceranno di circa il 15%) dovrebbero assicurare uno sgravio a tutti i lavoratori dipendenti con redditi fino a 40.000 se con solo coniuge a carico, fino a 45.000 con coniuge e due figli. L’area di esenzione totale dell’Irpef sale, per gli utrasettantacinquenni, a 7.750 euro annui. Per la famiglia con coniuge a carico e due figli Irpef nulla fino a 14.755 euro.