“Finanziaria” «L’Italia deve ridurre ancora la spesa»

07/11/2006
    marted� 7 novembre 2006

    Pagina 7 – Economia/La manovra d’autunno

    FINANZIARIA BRUXELLES APPROVA A PATTO CHE LA LEGGE �NON SUBISCA MODIFICHE DI CARATTERE POLITICO� E AVVERTE: TROPPI INTERVENTI SUL LATO DELLE ENTRATE

      �L’Italia deve ridurre ancora la spesa

        Il commissario Ue Almunia: bene il 2007, ma senza le riforme tra un anno sarete sopra il 3%

          Marco Zatterin
          corrispondente da BRUXELLES

            Per il 2007 siamo in linea, �pi� o meno� puntualizza il commissario Joaquin Almunia senza cambiare la sostanza: il rapporto fra deficit e pil sar� inferiore al 3 per cento come promesso e il debito invertir� la rotta per riprendere la sua lenta discesa, sempre a patto che la manovra di risanamento scritta da Tommaso Padoa-Schioppa �non subisca modifiche di carattere politico� e sia realizzata �con rigore�. A strategie invariate, invece, nel 2008 il disavanzo arretrer� al 3,1 per cento del pil, oltre la soglia della virtuosit�. Per questo, avverte il responsabile Ue agli affari economici, � necessario �adottare ulteriori misure�. Quanto fatto sinora � un passo in avanti, spiega lo spagnolo, per� �la Finanziaria � concentrata sul lato delle entrate e sul breve termine�. Pertanto, per mantenersi nei limiti della buona gestione delle casse pubbliche, ci dovranno essere �riforme strutturali che portino risultati positivi sul fronte della spesa�. Il lavoro, insomma, deve continuare.

              Nel giorno del giudizio a dodici stelle l’Italia incassa, con la pubblicazione delle previsioni d’autunno della Commissione Ue, l’annunciato via libera alla legge di bilancio che, se non ci saranno deragliamenti, rispetter� le raccomandazioni dell’Ecofin e porter� in dote un deficit 2007 al 2,9 per cento. Bruxelles si congratula per la correzione della dinamica del disavanzo (era al 4,1% del pil nel 2005, sar� al 4,7% quest’anno per colpa della sentenza Iva sulle auto aziendali). Anche i ministri dell’Eurogruppo, riunitosi in serata, esprimono apprezzamento per le mosse di Roma. �Sono fiducioso che la manovra non cambier� e manterr� le linee fondamentali – commenta ai microfoni della Rai Padoa-Schioppa -. Le previsioni sono positive e dicono che l’economia italiana pu� perfettamente assorbire una manovra come questa�.

                Il tono � nel complesso favorevole, eppure il rapporto con cui la Commissione promuove gli sforzi italiani non risparmia dubbi e avvertimenti. L’enfasi nei complimenti � tutta rivolta a francesi e tedeschi, ai quali Almunia annuncia la volont� di chiedere entro l’anno al Consiglio Ecofin di terminare la procedura per i deficit eccessivi dopo tre bilanci da incorniciare. Per Roma il messaggio � pi� cauto, � un invito a continuare fra gli allerta che spuntano naturali alla luce della litigiosit� politica e del percorso tortuoso di una Finanziaria che, ora come ora, solo un ricorso alla fiducia sembra poter garantire. Bruxelles rileva che l’effetto congiuntura pu� ancora essere sfruttato. I numeri dicono che davanti al governo si aprono due anni di crescita economica discreta (1,4 per cento la velocit� del pil) e di inflazione stabile (2,2%), con una domanda interna di buona qualit� in grado di fare da traino alla crescita. Il debito del 2007 � fissato ad un livello inferiore a quello stimato da Roma (105,% del pil) con un progresso annunciato per il 2008 (105,7).

                  Buon segno. Ma �la correzione 2007 � basata sulle entrate�, notano i servizi della Commissione, e comprende anche risorse come quelle provenienti dal trasferimento del Tfr, �misura che non migliora la sostenibilit� della finanza pubblica� nel medio-lungo periodo. Gli economisti Ue si autodefiniscono �prudenti� su alcune poste e rimarcano, ad esempio, che �l’impatto dei provvedimenti antievasione non pu� essere facilmente anticipato�. Rischi si manifestano laddove la �spesa corre troppo� e il dito � puntato su enti locali e sanit�, principali imputati di una possibile accelerazione del deficit. Gli stessi introiti addizionali derivanti dallo spostamento del Tfr �appaiono soggetti ad una considerevole incertezza�.

                    Almunia chiede una �fase due� che consolidi il programma appena giunto in Parlamento. �La Finanziaria – ha spiegato lo spagnolo – � solo il primo capitolo del libro, perch� non comprende il pacchetto di riforme strutturali che hanno effetto nel medio periodo e costituiscono il secondo passo da compiere�. Il commissario spagnolo non dice dove andare a parare, ma i settori indiziati sono quelli di sempre, le gi� menzionate amministrazioni locali, la sanit� e le pensioni. Il futuro passa di qui e non sar� difficile da scrivere, soprattutto dopo il balzo di correzione strutturale da oltre un punto e mezzo del biennio 2006-2007. L’asticella sembra non volersi abbassare mai abbastanza. I rimbrotti di Bruxelles sono un incoraggiamento a non mollare nemmeno per un attimo.