“Finanziaria” L’ira di Visco

08/11/2006
    mercoled� 8 novembre 2006

    Pagina 5 – Economia/La manovra d’autunno

    L’ASSALTO ALLA DILIGENZA IL VICEMINISTRO GELA DS, MARGHERITA, UDEUR E ROSA NEL PUGNO. LA RISPOSTA DEL MASTELLIANO FABRIS: �SEMMAI FERMATEVI VOI�

    L’ira di Visco: la Finanziaria non si tocca

      �Mettiamo un punto fermo, in questo momento non mi interessa se le richieste sono fondate o meno�

        Alessandro Barbera
        ROMA

        Pochi giorni fa il niet alle richieste dell’ala radicale. Stavolta il messaggio � per gli altri: Ds, Margherita, Udeur e Rosa nel Pugno. �Non possiamo andare avanti all’infinito. Bisogna mettere un punto fermo, che siano richieste fondate o meno�. All’ora di pranzo, uscendo dall’ennesimo vertice di maggioranza a Montecitorio, Vincenzo Visco prova a fermare gli indiani che minacciano la diligenza della Finanziaria e prepara il terreno al voto di fiducia. Poco prima avevano lanciato le ultime frecce i ministri Turco, Melandri e Bonino, i Verdi tentavano l’ultimo affondo per ottenere pi� risorse per il trasporto pubblico locale, Rifondazione per l’esenzione dal ticket dei pronto soccorso pediatrici.

          Al vertice i deputati presenti respingono al mittente l’ammenda: �il punto fermo lo dovete mettere anzitutto voi�, dice il numero due dell’Udeur Mauro Fabris. Nella maggioranza c’� ancora chi non ha digerito quanto accaduto in Commissione Bilancio, dove sono piombati decine di emendamenti di governo e relatore. Visco verso sera va a fare il punto con Prodi e Padoa-Schioppa, di rientro rispettivamente da Berlino e Bruxelles. Il premier a quell’ora aveva gi� incontrato il ministro dell’Interno Amato, subito dopo vedr� il vicepremier Rutelli. Il primo chiede pi� risorse per la sicurezza (dovrebbero arrivare fra i 100 e i 200 milioni), il secondo per i Beni Culturali. Visco fa una mezza marcia indietro: �Nessuno stop ma solo l’esigenza di mettere a punto in tempi brevi le ultime modifiche alla Camera�.

          Le priorit�
          Oggi i capigruppo avranno un nuovo vertice con il sottosegretario Enrico Letta. Avr� lui l’arduo compito di selezionare le richieste dei deputati compatibili con i saldi della manovra. �Per accontentare tutti ci vuole un miliardo�, avvertiva ieri il sottosegretario alle Finanze Alfiero Grandi. In realt� le risorse a disposizione per il passaggio a Montecitorio non sarebbero pi� di 500 milioni, al massimo 600. I tecnici del Tesoro hanno lavorato fino a tardi per mettere a punto un possibile compromesso. Fra le priorit� c’� la graduazione dei contributi previdenziali per gli apprendisti, l’aumento dei fondi per la sicurezza, il trasporto pubblico locale e l’esenzione dei ticket per il pronto soccorso pediatrico. Solo quest’ultima voce, considerata la priorit� delle priorit� per l’ala sinistra della maggioranza, costerebbe duecento milioni di euro. Salter�, almeno per quanto riguarda la Camera, la reintroduzione del 5 per mille destinato alle Onlus, richiesta sollecitata anche dalla presidente di Telethon Susanna Agnelli.

          Le lamentele
          Le risorse necessarie saranno reperite dentro la manovra un po’ limando alcuni stanziamenti, un po’ rivedendo alcune stime prudenti sui tagli. Al vertice il capogruppo dei Verdi Bonelli ha lamentato gli oltre 500 milioni dedicati alla voce autotrasporto. C’� la tentazione di tagliare la testa a Sviluppo Italia e di sottrarre alla Pubblica Istruzione i cento milioni stanziati per gli asili privati. Una richiesta per� alla quale il ministro Fioroni fa muro. Sullo sfondo della bagarre parlamentare ci sono le ultime resistenze dei ministri. Di Amato e Rutelli si � detto. Livia Turco lamenta i novanta milioni di tagli alla Sanit�, Giovanna Melandri quelli al Coni – scopre ora che mancano all’appello 120 milioni – Emma Bonino vorrebbe indietro i 20 milioni (sui meno di cento a disposizione) sottratti alle spese di funzionamento dell’Ice, l’Istituto per il Commercio Estero. In tutti questi casi – risparmi previsti a suo tempo dal taglio dei budget – Prodi e Padoa-Schioppa non sono per� disposti a marce indietro.

          La fiducia
          Oggi la maggioranza dovr� decidere come procedere con gli emendamenti. Dei circa 4.000 depositati, circa 800 sarebbero del centro-sinistra. L’impegno preso ieri � di ridurli al minimo, al massimo una decina per gruppo. Il pi� filo-governativo ieri era il segretario di Rifondazione Giordano: �Le richieste di modifica? Dovremo ririrarle quasi tutte�.

          Il centro-destra promette a sua volta di limitare al minimo i propri emendamenti. Per il leader di An Fini �se il governo mette la fiducia se ne assume tutta la responsabilit�. Il numero due di Forza Italia Giulio Tremonti denuncia il caos: �Non sappiamo cosa far� il governo. Del resto la Finanziaria non � stata votata in Commissione Bilancio. Non era mai accaduto�. E per l’Udc, Pier Ferdinando Casini dice che �non daremo alcun alibi al governo per porre la fiducia�.